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Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali

 

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NOTA METODOLOGICA
RELATIVA AI TRASFERIMENTI ERARIALI ED ALTRE ASSEGNAZIONI
A FAVORE DI PROVINCE E COMUNI PER L'ANNO 2004

I trasferimenti erariali per l’anno 2004 sono stati quantificati sulla base delle disposizioni recate dalla legge 24 dicembre 2003, n. 350 (legge finanziaria 2004) nonché sulla base di altre specifiche norme in materia.

Sembra utile specificare al riguardo che per il 2004 non hanno trovato conferma alcuni interventi finanziari previsti, solo per quell’anno, dalla legge finanziaria per l'anno 2003, articolo 31.

In particolare nel 2004 è venuta meno l’assegnazione di 151 milioni di euro a titolo di incremento delle risorse correnti, (articolo 31, comma 1) [1]; l’ulteriore contributo statale di 300 milioni di euro (articolo 31, comma 2) [2]; l’incremento di 60 milioni di euro del fondo nazionale ordinario investimenti (articolo 31, comma 4) [3]; il contributo di 112 milioni di euro per i comuni con meno di 3.000 abitanti (articolo 31, comma 5) [4]; il contributo di 25 milioni di euro per le unioni dei comuni e le comunità montane per l’esercizio associato di funzioni (articolo 31, comma 6) [5]; nonchè l’incremento del contributo alle unioni di comuni per lo svolgimento dei sevizi di polizia locale (articolo 31, comma 7) [6], pari a 5 milioni di euro.

Pertanto eventuali comparazioni tra diverse annualità devono essere operate omogeneizzando il confronto e quindi senza tenere conto di voci del 2003 che non sono confermate nel 2004.

Tra le voci presenti nel 2003, che gli enti non trovano nel 2004, si segnala quella corrisposta a titolo di conguaglio per maggiori/minori introiti derivanti dalla addizionale energetica. Questa operazione viene meglio descritta nel successivo punto 1.3.

Si precisa, inoltre, che gli importi connessi ad erogazioni a titolo di compartecipazioni all’Irpef possono presentare delle differenze contabili in quanto – a differenza dello scorso anno – sono basati su dati consuntivi ma, in ogni caso, si sottolinea che nessuna rilevanza può avere una tale circostanza sull’importo totale delle erogazioni attribuite agli enti locali, atteso che una diminuzione della compartecipazione Irpef stessa determina un corrispondente e compensativo aumento dei trasferimenti spettanti.

Va infine considerato che alcune voci delle spettanze, pur riportando valore zero, sono la risultante di operazioni di recupero o di compensazione contabile, come può essere rilevato interrogando il dettaglio delle voci che presentino un tale valore.

Nei paragrafi che seguono è rappresentata la quantificazione dei contributi in relazione alle singole voci di spettanza.

1. Contributo ordinario

1.1 Consolidamento dei contributi – L’articolo 3, comma 35, della legge n. 350 [7] del 2003 stabilisce che i trasferimenti erariali spettanti per l’anno 2004, a ciascun ente locale sono determinati in base alle disposizioni recate dall’articolo 31, comma 1, primo periodo, della legge 27 dicembre 2002, n. 289 (legge finanziaria 2003). In relazione a ciò, nel contributo ordinario spettante per l’anno 2004 sono stati consolidati i contributi attribuiti negli anni 2002 e precedenti, come previsto dalle precedenti leggi finanziarie, (contributo integrativo enti sottodotati anni 1998/2002, trasferimento fondi edilizia scolastica, maggiorazione contributi erariali, compartecipazione IRAP, restituzione 3% spesa corrente, contributo per la fusione dei comuni, contributi spettanti alle nuove province, contributo spettante alle province di Catanzaro, Forlì-Cesena, Vicenza, quota fissa, quota anni precedenti ). Come specificato in premessa non sono stati consolidati i contributi attribuiti per l’anno 2003 ai sensi dell’articolo 31, comma 1, secondo periodo e comma 2, della legge n. 289 del 2002 (contributo integrativo enti sottodotati, incremento contributo ordinario e saldo 2003).

Altri specifici interventi, compresi nel contributo ordinario, i cui oneri sono stati consolidati, sono riferiti alla maggiorazione dei trasferimenti erariali per la perdita del gettito ICI dei fabbricati di categoria D di cui all’ articolo 64, comma 1, della legge n. 388 [8] del 2000 ed al rimborso dei minori introiti derivanti dall’imposta sulle insegne di esercizio di cui all’ articolo 10, comma 3, della legge 448 [9] del 2001 e successive modificazioni.

1.2 Attribuzione di nuove risorse – L’articolo 3, comma 35 della citata legge n. 350 del 2004, ha previsto la distribuzione del fondo, pari ad euro 180 milioni, derivante dall’incremento delle risorse correnti al tasso programmato di inflazione, per il 50 per cento a favore dei comuni sottodotati di risorse correnti di cui all’ articolo 9, comma 3, del decreto legislativo 30 giugno 1997, n. 244 [10] e per il 50 per cento a favore della generalità dei comuni.

Al riguardo, in merito al contributo integrativo, si fa presente che lo stesso è stato attribuito ai soli enti la cui media pro-capite di risorse correnti è risultata inferiore alla media pro-capite della fascia demografica di appartenenza. Poichè il fondo disponibile non permette di allineare alla media gli enti sottodotati, i contributi integrativi spettanti a questi enti sono stati riproporzionati al fondo disponibile (90 milioni)

Ai fini del calcolo della condizione eventuale di ente sottodotato di risorse, la risorsa corrente è data dalla somma del contributo ordinario (al netto della mobilità del personale, del rimborso per i minori introiti derivanti dall’imposta sulle insegne di esercizio e del contributo per la fusione dei comuni), del contributo consolidato, del contributo perequativo, attribuiti per l’anno 2003, dal gettito ICI dell’anno 1993 al 4 per mille e dai maggiori introiti derivanti dall’addizionale energetica.

Relativamente alla quantificazione degli incrementi generalizzati dei trasferimenti erariali si fa presente che gli stessi sono stati quantificati in proporzione ai contributi di parte corrente (ordinario, perequativo e consolidato) attribuiti per l’anno 2003, al lordo della riduzione per la compartecipazione all’Irpef. Si precisa che nella quantificazione del contributo ordinario attribuito non è stato considerato il contributo per la perdita del gettito ICI dei fabbricati di categoria D nonchè il rimborso per i minori introiti derivanti dall’imposta sulle insegne di esercizio.

Lo stesso articolo 3, comma 141 [11], ha previsto l’incremento dei trasferimenti erariali spettanti alle province ed alle comunità montane pari ad euro 5 milioni per ciascuna tipologia di enti.

1.3 Maggiori/minori introiti derivanti dall’addizionale energetica – Come è noto l’ articolo 10, comma 11, della legge 13 maggio 1999, n. 133 [12], così come modificato dall’ articolo 5, comma 1, della legge 11 ottobre 2000, n. 290 [13], ha stabilito, che i trasferimenti erariali ai comuni fossero variati in diminuzione o in aumento in misura pari alla somma del maggiore o minore gettito derivante dalla revisione delle addizionali sui consumi dell’energia elettrica di cui al comma 9, dello stesso articolo 10 [14] e delle maggiori entrate derivanti dalla disposizione di cui al successivo comma 10 [15], diminuita del mancato gettito derivanti dall’abolizione dell’addizionale comunale sul consumo di energia elettrica nei luoghi diversi dalle abitazioni.

In merito alla nuova disciplina in materia di addizionali sui consumi dell’energia elettrica sembra opportuno richiamare le modifiche introdotte dal citato articolo 10, commi 9 e 10, i cui effetti, avrebbero dovuto comportare l’applicazione delle disposizioni di cui al successivo comma 11.

In effetti il comma 9, sostituendo la precedente disposizione in materia di addizionale energetica (decreto legge 28 novembre 1988, n. 511, convertito dalla legge 27 gennaio 1989, n. 20), ha stabilito, per ogni kWh di consumo di energia elettrica, l’istituzione di una addizionale nelle seguenti misure:
a) lire 36 in favore dei comuni per qualsiasi uso nelle abitazioni, con esclusione delle seconde case, e con esclusione delle forniture, con potenza impegnata fino a 3 kW, effettuate nelle abitazioni di residenza anagrafica degli utenti limitatamente ai primi due scaglioni mensili di consumo quali risultano fissati nelle tariffe vigenti;
b) lire 39,5 in favore dei comuni, per qualsiasi uso nelle seconde case;
c) lire 18 in favore delle province per qualsiasi uso in locali e luoghi diversi dalle abitazioni, per tutte le utenze, fino al limite massimo di 200.000 kWh di consumo al mese. Le province hanno facolta' di incrementare detta misura fino a 22 lire per kWh. Le province devono deliberare la misura dell'addizionale entro i termini di approvazione del bilancio di previsione e notificare entro dieci giorni dalla data di esecutivita' copia autentica della deliberazione all'ente che provvede alla riscossione per gli adempimenti di competenza ".

Il successivo comma 10, ha previsto il versamento direttamente ai comuni delle somme relative ai maggiori proventi delle addizionali relative ai consumi di energia elettrica per le forniture per usi domestici con potenza impegnata fino a 3 kWh, mentre, fino all’anno 1999, ai sensi dell’articolo 17, comma 7, del decreto legge 23 febbraio 1995, n. 41, convertito dalla legge 22 marzo 1985, n. 85, dette somme affluivano all’entrata del bilancio statale e restavano acquisite all’erario.

L’applicazione delle citate disposizioni, per gli anni dal 2000 e fino al 2002, è stata operata sulla base di dati stimati.

Nell’anno 2003, sono stati resi disponibili i seguenti dati definitivi:

  1. il consumo in Kwh in ambito provinciale per l’anno 2000 ed il maggior gettito a titolo di addizionale per le singole province sui consumi delle utenze non domestiche (con esclusione degli enti delle regioni Valle d’Aosta, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia-Giulia), quantificati in euro197.344.264,52;
  2. il maggior gettito per l’anno 2000 per i singoli comuni, a titolo di addizionale sui consumi delle utenze domestiche (con esclusione degli enti delle regioni Valle d’Aosta, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia-Giulia), quantificato in euro 115.838.292,77;
  3. la quantificazione del minor gettito per l’anno 2000 per ciascun comune, derivante dalla perdita dell’addizionale sui consumi delle utenze non domestiche (con esclusione degli enti delle regioni Valle d’Aosta, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia-Giulia), quantificato – ovviamente – nel medesimo importo di cui al punto 1), vale a dire euro 197.344.264,52.

Sulla base dei citati elementi, sono state determinate le somme spettanti per l’anno 2003, i conguagli a debito o a credito dei comuni per gli anni precedenti, nonché è stata fatta richiesta al Ministero dell’economia e delle finanze di integrazione del fondo ordinario, conseguente, appunto, all’acquisizione di dati definitivi delle addizionali in argomento.

La suddetta integrazione non è stata ancora assicurata in quanto è emersa l’ulteriore necessità di controllare i dati di cui si discute, operazione che è stata già posta in essere dal dicastero competente.

Nell’attesa si è ritenuto, per evitare possibili future operazioni di conguaglio, di sospendere tale assegnazione per il 2004.

Appena questo Ministero avrà acquisito i dati certi delle addizionali in argomento verrà provveduto alla definitiva quantificazione della diminuzione, ovvero dell’aumento dei trasferimenti erariali, anche in relazione ai conguagli già effettuati sulla spettanza dell’anno 2003.

1.4 Applicazione delle riduzioni – come già avvenuto per l’anno 2003, le riduzioni dei trasferimenti previste dalle disposizioni di cui all’ articolo 61 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446 [16](detrazione dei gettiti delle imposte R.C.A. e I.E.T), all’ articolo 8 della legge 3 maggio 1999, n. 124 [17] (detrazione per il passaggio allo Stato del personale scolastico tecnico ed ausiliario ATA) e all’articolo 10, comma 11, della legge 13 maggio 1999, n. 133 (detrazione dei maggiori introiti derivanti dai proventi dell’addizionale energetica), sono state applicate su tutti trasferimenti erariali attribuiti agli enti locali.

In merito alle quota delle suddette riduzioni non recuperate per insufficienza dei trasferimenti erariali si rimanda alle disposizioni contenute nel decreto interministeriale del 17 novembre 2003. [18]

1.5 Riduzione ultimo 1 per cento dei trasferimenti correnti – l’ articolo 24, comma 9, della legge n. 448 del 2001 [19] stabilisce, in correlazione alle disposizioni sul patto di stabilità, che i trasferimenti erariali spettanti ai comuni ed alle province a valere sui fondi di cui all’ articolo 34, comma 1, lettere a), b) e c), del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504 [20] (fondo ordinario, fondo perequativo e fondo consolidato), quali risultanti per ciascuno degli anni 2002, 2003 e 2004, in applicazione della legislazione vigente sono rispettivamente ridotti dell’1 per cento, del 2 per cento e del 3 per cento. In relazione a tale disposizione si fa presente che la riduzione dell’ ultimo 1 per cento (per raggiungere il complessivo 3 per cento) è stata applicata sui contributi complessivamente attributi per l’anno 2004 a titolo di contributo ordinario, al netto della maggiorazione relativa ai minori introiti ICI dei fabbricati di categoria D e del rimborso dei minori introiti dell’imposta sulle insegne di esercizio ed al lordo della riduzione per la compartecipazione all’IRPEF.

2 Contributo consolidato

In applicazione di quanto disposto dal citato articolo 3, comma 35, ai fini della determinazione del contributo consolidato, spettante per il corrente anno, sono stati consolidati gli importi attribuiti per lo stesso titolo nell’anno 2003.

Le eventuali riduzioni (R.C.A., I.E.T., ATA ed ENEL), sono state applicate sul contributo consolidato a causa dell’insufficienza del contributo ordinario a contenere l’ammontare complessivo delle detrazioni da operare.

La base di calcolo della riduzione del 3 per cento prevista dall’articolo 24, comma 9, della legge n. 448 del 2001, è pari al contributo consolidato attribuito per l’anno 2004 al lordo della riduzione per la compartecipazione all’IRPEF.

3 Contributo perequativo

Il contributo perequativo attribuito per l’anno 2004 è pari a quello attribuito nell’anno precedente.

Come già chiarito per il contributo consolidato, le eventuali riduzioni subite sono state applicate sul contributo perequativo a motivo dell’insufficienza del contributo ordinario e del contributo consolidato a contenere l’ammontare complessivo delle detrazioni da operare.

La base di calcolo della riduzione del 3 per cento prevista dall’articolo 24, comma 9, della legge n. 448 del 2001, è pari al contributo perequativo attribuito per l’anno 2004, al lordo della riduzione per la compartecipazione all’IRPEF.

4 Altri contributi

Nella voce altri contributi sono stati inseriti quelli destinati al finanziamento di specifici interventi o di contributi individuali.

L’eventuale mancanza di importi è dovuta alle elaborazioni ancora in corso ovvero alla mancata acquisizione dei dati. Nel loro complesso si tratta di risorse di entità poco significativai.

5 Fondi da ripartire o oneri compensativi

Nella voce fondi da ripartire o oneri compensativi sono stati compresi i contributi finanziati con appositi fondi, la cui distribuzione necessita dell’applicazione di appositi criteri, ovvero l’acquisizione di dati da parte di altre amministrazione o da parte degli enti locali stessi.

I contributi per i quali, al momento, è stato possibile operare la relativa attribuzione si riferiscono:
- alla restituzione delle quote di compartecipazione dell’IVA servizi e dell’IVA trasporti, delle regioni a statuto ordinario, detratte dal rimborso operato a favore degli enti locali nell’anno 2001 (articolo 3, comma 25, della legge n. 350 del 2004) [30].
- alla retrocessione agli enti territoriali dell’imposta sostituiva applicata ai proventi dei titoli obbligazionari per gli anni 1996/2002 (all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 1 aprile 1996, n. 239).[21]

Relativamente agli altri contributi previsti nella voce di che trattasi si fa presente che alla loro quantificazione verrà provveduto appena completato l’iter procedurale, ovvero appena acquisiti i necessari dati.

6 Funzioni trasferite parte corrente e parte capitale

L’ammontare complessivo dei trasferimenti a valere sui fondi per il federalismo amministrativo è pari a quello attribuito per l’anno 2003, ad eccezione della funzione protezione civile, per i soli enti locali della regione Sardegna, e della funzione viabilità per le province.

Le riduzioni dei trasferimenti erariali sono state applicate anche sui contributi afferenti il federalismo amministrativo solo fino all’azzeramento dei contributi di parte corrente (ordinario, perequativo e consolidato) e di parte capitale (contributo nazionale ordinario per gli investimenti e contributo per lo sviluppo degli investimenti).

7 Compartecipazione all’IRPEF

L’ articolo 2, comma 18, della legge n. 350 [29] del 2003 ha confermato, anche per l’anno 2004 le disposizioni in materia di compartecipazione provinciale e comunale al gettito dell’IRPEF, di cui all’ articolo 31, comma 8, della legge n. 289 del 2002.[22]
La metodologia di attribuzione della compartecipazione all’IRPEF è contenuta nell’ articolo 67, della legge 23 dicembre 2000, n. 388 [23], che ha istituito detta compartecipazione, le cui disposioni sono state modificate dall’ articolo 25 della legge 28 dicembre 2001, n. 448 [24] e dal citato articolo 31, comma 8, della legge n. 289 del 2002.

In relazione a dette disposizioni si fa presente che l’aliquota di compartecipazione all’IRPEF per l’anno 2004 è pari al 6,5 per cento per i comuni ed all’1 per cento per le province.

I trasferimenti erariali spettanti per l’anno 2004 sono stati ridotti in misura pari all’ammontare della quota di compartecipazione al gettito dell’IRPEF e nel caso in cui gli stessi trasferimenti siano risultati insufficienti a contenere l’intero gettito, la compartecipazione è stata attribuita nei limiti dei trasferimenti spettanti.

Ai fini del calcolo del gettito in argomento, non essendo disponibili i dati relativi al riscosso in conto competenza affluente al bilancio dello Stato per l’anno 2003, sono stati utilizzati i dati definitivi relativi all’imposta netta dovuta dai contribuenti distribuita territorialmente in funzione del domicilio fiscale risultante presso l’anagrafe tributaria relativo all’anno imposta 2000.

Si rammenta che il citato articolo 67 della legge n. 388 del 2000 e successive modifiche, istituisce la compartecipazione al gettito dell’imposta sul reddito delle persone fisiche per i soli comuni delle regioni a statuto ordinario, escludendo in tal modo i comuni e le province delle regioni a statuto speciale, le comunità montane e le comunità isolane.

Infine si fa presente che la riduzione per l’attribuzione della compartecipazione all’IRPEF è applicata su tutti i contributi a qualsiasi titolo dovuti, compresi quelli a valere sui fondi per il federalismo amministrativo.

8 Contributo nazionale ordinario per gli investimenti

L’  articolo 3, comma 36, della legge finanziaria per l’anno 2004 [32], ha autorizzato la concessione di un contributo a favore dei comuni inferiori a 3.000 abitanti, fino ad un importo complessivo di euro 50 milioni per le medesime finalità dei contributi a valere sul fondo nazionale ordinario investimenti. Al riguardo si fa presente che tale contributo ha interessato 4.158 comuni.

Per quanto riguarda il contributo nazionale ordinario investimenti si fa presente che lo stanziamento di bilancio previsto nella tabella F della legge finanziaria 2004, per il finanziamento di tale contributo è pari ad euro 103.291.000 e, quindi, inferiore a quello previsto per lo stesso titolo nell’anno 2003. Pertanto il contributo spettante per il corrente anno, è stato quantificato proporzionando lo stesso contributo assegnato per l’anno 2003, allo stanziamento del corrente anno. La percentuale di attribuzione è risultata pari al 62,26 per cento della spettanza dell’anno 2003.

Anche su tale contributo sono state applicate le detrazioni R.C.A., I.E.T., ATA. ed ENEL, ove i contributi di parte corrente sono risultati insufficienti a contenerle. (Per conoscere l’importo spettante ma non attribuito per intervenuto recupero, occorre procedere all’apertura della pagina relativa).

9 Contributo per lo sviluppo degli investimenti

Il contributo per lo sviluppo degli investimenti è stato quantificato sulla base di quello attribuito nell’anno precedente, al netto dei contributi non più dovuti sui mutui che si sono estinti al 31 dicembre dell’anno 2003, ovvero nel corso del corrente anno.

Anche su tale contributo sono state applicate le detrazioni R.C.A., I.E.T., ATA. ed ENEL, ove i contributi di parte corrente, nonché il contributo nazionale ordinario per gli investimenti, sono risultati insufficienti a contenerle.

10 Rideterminazione dei trasferimenti erariali delle comunità montane

L’ articolo 27, comma 5, della legge 28 dicembre 2001, n. 448 [25] stabilisce che fino alla riforma del sistema dei trasferimenti agli enti locali, in caso di aggregazione ad una comunità montana di un comune montano proveniente da altra comunità montana, i trasferimenti erariali alle due comunità montane sono rideterminati in relazione alla popolazione ed al territorio oggetto di variazione.

Per le fattispecie ricadenti nell’ambito di applicazione della citata disposizione la rideterminazione dei trasferimenti erariali è stata operata con riferimento alla media pro-capite dei contributi attribuiti nell’anno precedente alla comunità montana cedente, individuata in relazione al territorio montano ed alla popolazione montana.

In pratica, la comunità montana cedente, rilascia, alla comunità montana che acquisisce gli stessi comuni, una quota dei propri trasferimenti erariali, corrispondente alla quota parte della media pro-capite della popolazione e del territorio oggetto della variazione.

Si fa altresì presente che, non è stata effettuata alcuna rideterminazione per la quota fissa, per i contributi derivanti da certificazione della comunità montana cedente e per il contributo sviluppo degli investimenti. Inoltre non si è dato luogo a rideterminazioni dei trasferimenti erariali in caso di aggregazione di un comune montano non appartenente a nessuna comunità montana.

Si precisa altresì che nel caso di scissione delle comunità montane il riparto dei contributi erariali è stato effettuato per il 90 per cento in base della popolazione e per il 10 per cento in base al territorio, ai sensi dell’ articolo 3, comma 18, del decreto legge 27 ottobre 1995, n. 444 , convertito, dalla legge 20 dicembre 1995, n. 539.[26]

11 Contributo per l’unione dei comuni

L’ articolo 3, comma 27, della legge n. 350 [31] del 2003 stabilisce che il contributo spettante all’unione dei comuni, per l’anno 2004, è incrementato di 20 milioni di euro.

Conseguentemente, poichè i trasferimenti a regime in favore di questi enti locali ammontano a 11.878.508,68 euro le risorse complessivamente destinate all’intervento di che trattasi sono pari a complessivi euro 31.878.508,68.

12 Trasferimento contributi a favore dell’ARAN

L’articolo 50, comma 8, del decreto legislativo del 3 febbraio 1993, n. 29, le cui disposizioni sono ora contenute nell’ articolo 46 decreto legislativo del 30 marzo 2001, n. 165 [27] recante “Norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche”, prevede che per la propria attività l’agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (ARAN) si avvalga di contributi a carico degli enti locali in misura fissa per dipendente in servizio e che la misura annua del contributo individuale è concordata tra l’ARAN e l’organismo di coordinamento di cui all’ articolo 41, comma 6 dello stesso decreto legislativo [28], ed è riferita a ciascun biennio contrattuale. Il successivo comma 9, del citato articolo 46, alla lettera b), ha stabilito che per le amministrazioni diverse dallo Stato, la riscossione dei contributi è effettuata mediante un sistema di trasferimenti da definirsi tramite decreti del Ministro per la funzione pubblica di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e, a seconda del comparto, dei Ministri competenti, nonché, per gli aspetti di interesse regionale e locale, previa intesa espressa della Conferenza unificata Stato-Regioni e Stato-città;

Con decreto interministeriale del 30 aprile 1999, successivamente modificato con il decreto interministeriale del 14 dicembre 2001, è stato provveduto alla definizione delle modalità di trasferimento dei contributi a favore dell’ARAN per il comparto “Regioni – Autonomie locali”, ai sensi del citato articolo 46 del decreto legislativo n. 165 del 2001.

L’articolo 1, comma 3, del citato decreto interministeriale, stabilisce che il Ministero dell’Interno, ai fini della quantificazione della somma complessiva dovuta all’ARAN, decurta i trasferimenti erariali, proporzionalmente al numero dei dipendenti in servizio sulla base dei dati rilevati dall’ultimo conto annuale disponibile presso il Ministero dell’economia e delle finanze, ed a versarla, direttamente entro il 28 febbraio di ciascun anno, all’ARAN comunicando alla stessa l’elenco degli enti per i quali ha effettuato la decurtazione;

La suddetta agenzia con la nota del 19 dicembre 2003, n. 8885 ai fini della quantificazione del contributo ad essa dovuto dagli enti locali per l’anno 2004, ha confermato, i dati relativi al personale in servizio presso comuni, province e comunità montane alla data del 31 dicembre 2002, già trasmessi a questo Ministero in data 12 giugno 2003.

Pertanto il trasferimento contributi a favore dell’ARAN, decurtato dai trasferimenti erariali del corrente anno è pari a quello dell’anno precedente.

 Tabelle dei contributi integrativi spettanti ai comuni sottodotati

Riferimenti normativi
Legge 24 dicembre 2003, n. 350 "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2004)" pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 299 del 27 Dicembre 2003 - Supplemento ordinario n. 196
 [29] Art. 2.(Disposizioni in materia di entrate)
comma 18. Sono confermate per l'anno 2004 le disposizioni in materia di compartecipazione provinciale e comunale al gettito dell'IRPEF di cui all'articolo 31, comma 8, della legge 27 dicembre 2002, n. 289.
Art. 3. (Disposizioni in materia di oneri sociali e di personale e per il funzionamento di amministrazioni ed enti pubblici)
 [30] comma 25. Fino al 31 dicembre 2003, la determinazione degli importi dell'IVA da rimborsare alle regioni a statuto ordinario e agli enti locali interessati ai sensi dell'articolo 9, comma 4, della legge 7 dicembre 1999, n. 472, e dell'articolo 6, comma 3, della legge 23 dicembre 1999, n. 488, è effettuata al lordo delle quote dell'IVA spettanti alle regioni a statuto ordinario in base alla normativa vigente. E' autorizzata la spesa di 282 milioni di euro per ciascuno degli anni 2004, 2005 e 2006 per ristorare i predetti enti territoriali dei maggiori oneri sostenuti nel triennio 2001-2003 in cui il rimborso è stato operato al netto delle suddette quote di compartecipazione.
 [31] comma 27. Per l'anno 2004 il contributo spettante alle unioni di comuni è incrementato di 20 milioni di euro. L'incremento è riservato alle unioni di comuni che abbiano effettivamente attivato l'esercizio associato di servizi.
  [7] comma 35. I trasferimenti erariali per l'anno 2004 in favore di ogni singolo ente locale sono determinati in base alle disposizioni recate dall'articolo 31, comma 1, primo periodo, della legge 27 dicembre 2002, n. 289. Per l'anno 2004, l'incremento annuale delle risorse, pari a 180 milioni di euro, derivante dall'applicazione del tasso programmato di inflazione alla base di calcolo definita dall'articolo 49, comma 6, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, è distribuito in misura del 50 per cento del totale in favore dei comuni di cui all'articolo 9, comma 3, del decreto legislativo 30 giugno 1997, n. 244, e per il restante 50 per cento in favore della generalità dei comuni.
 [32] comma 36. Per l'anno 2004 ai comuni con popolazione inferiore a 3.000 abitanti è concesso un contributo a carico del bilancio dello Stato, fino ad un importo complessivo di 50 milioni di euro, per le medesime finalità dei contributi attribuiti a valere sul fondo nazionale ordinario per gli investimenti.
 [11] comma 141. Per l'anno 2004 i trasferimenti erariali a favore delle comunità montane sono incrementati di 5 milioni di euro e di 5 milioni di euro quelli destinati alle province.

LEGGE 27 dicembre 2002, n. 289 (in G.U. n. 305 del 31 dicembre 2002- Suppl. Ordinario n. 240) Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2003)
Art. 31 (Disposizioni varie per gli enti locali)
 [1] comma 1. I trasferimenti erariali per l'anno 2003 di ogni singolo ente locale sono determinati in base alle disposizioni recate dagli articoli 24 e 27 della legge 28 dicembre 2001, n. 448. L'incremento delle risorse, pari a 151 milioni di euro, derivante dall'applicazione del tasso programmato di inflazione per l'anno 2003 alla base di calcolo definita dall'articolo 49, comma 6, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, è distribuito secondo i criteri e per le finalità di cui all'articolo 31, comma 11, della legge 23 dicembre 1998, n. 448. Sono definitivamente attribuiti al fondo ordinario gli importi di cui all'articolo 49, comma 1, lettere a) e c), della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e di cui all'articolo 1, comma 164, della legge 23 dicembre 1996, n. 662.
 [2] comma 2. Per l'anno 2003 è attribuito un contributo statale di 300 milioni di euro che, previa attribuzione dell'importo di 20 milioni di euro a favore delle unioni di comuni e di 5 milioni di euro a favore delle comunità montane ad incremento del contributo di cui al comma 6, per il 50 per cento è destinato ad incremento del fondo ordinario e per il restante 50 per cento è distribuito secondo i criteri e per le finalità di cui all'articolo 31, comma 11, della legge 23 dicembre 1998, n. 448. Ai fini dell'applicazione dell'articolo 9, comma 3, del decreto legislativo 30 giugno 1997, n. 244, nel calcolo delle risorse è considerato il fondo perequativo degli squilibri di fiscalità locale.
 [3] comma 4. Per l'anno 2003 la dotazione del fondo nazionale ordinario per gli investimenti, di cui all'articolo 34, comma 3, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, è incrementata di complessivi 60 milioni di euro.
 [4] comma 5. Per l'anno 2003 ai comuni con popolazione inferiore a 3.000 abitanti è concesso un contributo a carico del bilancio dello Stato, entro il limite di 25.000 euro per ciascun ente, fino ad un importo complessivo di 112 milioni di euro, per le medesime finalità dei contributi attribuiti a valere sul fondo nazionale ordinario per gli investimenti.
 [5] comma 6. Per l'anno 2003 il contributo spettante alle unioni di comuni e alle comunità montane svolgenti esercizio associato di funzioni comunali è incrementato di 25 milioni di euro. Per la ripartizione di tali contributi, e di quelli previsti per le stesse finalità da altre disposizioni di legge, si applica il regolamento di cui al decreto del Ministro dell'interno 1° settembre 2000, n. 318, escludendo, ai fini dell'applicazione dei parametri di riparto di cui agli articoli 3, 4 e 5 dello stesso regolamento, i comuni con popolazione superiore a 30.000 abitanti.
 [6] comma 7. Allo scopo di realizzare soluzioni integrate per lo sviluppo delle attività di controllo del territorio finalizzate a incrementare la sicurezza dei cittadini secondo modelli di polizia di prossimità: a) l'incremento del contributo destinato all'unione di comuni di cui al comma 6, della presente legge è aumentato di ulteriori 5 milioni di euro per l'esercizio in forma congiunta dei servizi di polizia locale, destinati a finalità di investimento; b) gli enti locali, nell'ambito dei propri poteri pianificatori del territorio, possono prevedere che le sedi di servizio e caserme occorrenti per la realizzazione dei presidi di polizia siano inserite tra le opere di urbanizzazione secondaria. A tal fine, il decreto ministeriale di cui all'articolo 41-quinquies della legge 17 agosto 1942, n. 1150, può prevedere, su proposta del Ministro dell'interno, la quantità complessiva di spazi pubblici da destinare prioritariamente all'insediamento delle predette sedi di servizio o caserme; c) l'Amministrazione della pubblica sicurezza provvede all'adeguamento funzionale ed all'avvio del programma di ridislocazione dei presidi di polizia, contestualmente alla progressiva ridotazione delle risorse occorrenti, determinate in 25 milioni di euro per ciascuno degli anni 2003, 2004 e 2005.
 [22] comma 8. Per l'anno 2003 l'aliquota di compartecipazione dei comuni al gettito dell'IRPEF di cui all'articolo 67, comma 3, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, come sostituito dall'articolo 25, comma 5, della legge 28 dicembre 2001, n. 448, è stabilita nella misura del 6,5 per cento. Per lo stesso anno 2003 è istituita per le province una compartecipazione al gettito dell'IRPEF nella misura dell'1 per cento del riscosso in conto competenza affluito al bilancio dello Stato per l'esercizio 2002, quali entrate derivanti dall'attività ordinaria di gestione iscritte al capitolo 1023. Per le province si applicano le modalità di riparto e di attribuzione previste per i comuni dalla richiamata normativa.

Legge 23 dicembre 2000, n. 388 "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2001)" pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 302 del 29 dicembre 2000 - Supplemento Ordinario n. 219
Art. 64 (Determinazione delle rendite catastali e trasferimenti erariali ai comuni)
 [8] comma 1. A decorrere dall'anno 2001 i minori introiti relativi all'ICI conseguiti dai comuni per effetto dei minori imponibili derivanti dalla autodeterminazione provvisoria delle rendite catastali dei fabbricati di categoria D, eseguita dai contribuenti secondo quanto previsto dal decreto del Ministro delle finanze 19 aprile 1994, n. 701, sono compensati con corrispondente aumento dei trasferimenti statali se di importo superiore a lire 3 milioni e allo 0,5 per cento della spesa corrente prevista per ciascun anno.
 [23] Art. 67. (Compartecipazione al gettito IRPEF per i comuni per l'anno 2002)

1. I decreti di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 28 settembre 1998, n. 360, e successive modificazioni, relativi all'aliquota di compartecipazione dell'addizionale provinciale e comunale all'imposta sul reddito delle persone fisiche, per la parte specificata nel comma 3-bis dell'articolo 2 del citato decreto legislativo, ovvero relativamente alla parte non connessa all'effettivo trasferimento di compiti e funzioni, ai sensi dell'articolo 7 della legge 15 marzo 1997, n. 59, sono emanati entro il 30 novembre 2001.

2. All'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 28 settembre 1998, n. 360, sono apportate le seguenti modificazioni: a) nel primo periodo, dopo le parole: "conseguentemente determinata" sono inserite le seguenti: ", con i medesimi decreti,"; b) nel primo periodo, dopo le parole: "con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917", sono aggiunte le seguenti: ", nonche' eventualmente la percentuale dell'acconto dell'imposta sul reddito delle persone fisiche relativamente al periodo di imposta da cui decorre la suddetta riduzione delle aliquote".

3. Per l'anno 2002 e' istituita, per i comuni delle regioni a statuto ordinario, una compartecipazione. al gettito dell'imposta sul reddito delle persone fisiche in una misura pari al 4,5 per cento del riscosso in conto competenza affluente al bilancio dello Stato, per l'esercizio finanziario 2001, quali entrate derivanti dall'attivita' ordinaria di gestione iscritte al capitolo 1023. Il gettito della compartecipazione, attribuito ad un apposito capitolo di spesa dello stato di previsione del Ministero dell'interno, e' ripartito dallo stesso Ministero a ciascun comune in proporzione all'ammontare, fornito dal Ministero delle finanze sulla base dei dati disponibili, dell'imposta netta, dovuta dai contribuenti, distribuito territorialmente in funzione del domicilio fiscale risultante presso l'anagrafe tributaria.

4. I trasferimenti erariali sono ridotti a ciascun comune in misura pari al gettito spettante dalla compartecipazione di cui al comma 3.

5. Il Ministero delle finanze, entro il 30 luglio 2001, provvede a comunicare al Ministero dell'interno, i dati previsionali relativi all'ammontare del gettito della compartecipazione di cui al comma 3, ripartito per ciascun comune in base ai criteri di cui al medesimo comma 3. Entro il 30 ottobre 2001 il Ministero dell'interno comunica ai comuni l'importo previsionale del gettito della compartecipazione spettante e il correlato ammontare previsto di riduzione dei trasferimenti erariali. L'importo del gettito della compartecipazione di cui al comma 3 e' erogato dal Ministero dell'interno, nel corso dell'anno 2002, in quattro rate di uguale importo. Le prime due rate sono erogate sulla base dei dati previsionali anzidetti; la terza e la quarta rata sono calcolate sulla base dei dati di consuntivo relativi all'esercizio finanziario 2001 comunicati dal Ministero delle finanze entro il 30 maggio 2002 al Ministero dell'interno e da questo ai comuni e su tali rate sono operati i dovuti conguagli rispetto alle somme gia' erogate.

6. Per i comuni delle regioni a statuto speciale, all'attuazione del comma 3 si provvede in conformita' alle disposizioni contenute nei rispettivi statuti, anche al fine della regolazione dei rapporti finanziari tra Stato, regioni e comuni.


 [10] Decreto legislativo 30 giugno 1997, n. 244 (in Gazz. Uff., 29 luglio 1997, n. 175). -- Riordino del sistema dei trasferimenti erariali agli enti locali
Art. 9. Disposizioni finali
comma 3. Sino all'entrata in funzione del nuovo sistema i trasferimenti erariali sono corrisposti agli enti locali nella misura stabilita dalla legislazione vigente. Le eventuali risorse aggiuntive sono ripartite ai soli enti le cui risorse risultino al di sotto della media pro-capite della fascia demografica di appartenenza in misura proporzionale allo scarto rispetto alla media stessa, considerando le risorse quali costituite dai contributi ordinari e consolidati, maggiorati per i comuni dell'I.C.I. al 4 per mille a suo tempo detratta e per le province dell'A.P.I.E.T. a suo tempo detratta.

Legge 13 maggio 1999, n. 133 "Disposizioni in materia di perequazione, razionalizzazione e federalismo fiscale" pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 113 del 17 maggio 1999 - Supplemento Ordinario n. 96
Art. 10.(Disposizioni in materia di federalismo fiscale).
 [14] comma 9. Il comma 2 dell'articolo 6 del decreto legge 28 novembre 1988, n. 511, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 gennaio 1989, n. 20, e successive modificazioni, e' sostituito dal seguente: "2. Per ogni kWh di consumo di energia elettrica e' istituita una addizionale nelle seguenti misure: a) lire 36 in favore dei comuni per qualsiasi uso nelle abitazioni, con esclusione delle seconde case, e con esclusione delle forniture, con potenza impegnata fino a 3 kW, effettuate nelle abitazioni di residenza anagrafica degli utenti limitatamente ai primi due scaglioni mensili di consumo quali risultano fissati nelle tariffe vigenti; b) lire 39,5 in favore dei comuni, per qualsiasi uso nelle seconde case; c) lire 18 in favore delle province per qualsiasi uso in locali e luoghi diversi dalle abitazioni, per tutte le utenze, fino al limite massimo di 200.000 kWh di consumo al mese. Le province hanno facolta' di incrementare detta misura fino a 22 lire per kWh. Le province devono deliberare la misura dell'addizionale entro i termini di approvazione del bilancio di previsione e notificare entro dieci giorni dalla data di esecutivita' copia autentica della deliberazione all'ente che provvede alla riscossione per gli adempimenti di competenza".
 [15] comma 10. Nel comma 7 dell'articolo 17 del decreto-legge 23 febbraio 1995, n. 41, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 marzo 1995, n. 85, le parole: "affluiscono ad appositi capitoli dell'entrata del bilancio statale e restano acquisite all'erario " sono sostituite dalle seguenti: " sono versate direttamente ai comuni ".
 [12] comma 11. I trasferimenti alle province sono decurtati in misura pari al maggior gettito derivante dall'applicazione dell'aliquota di 18 lire per kWh dell'addizionale provinciale sul consumo di energia elettrica. Nel caso in cui la capienza dei trasferimenti fosse insufficiente al recupero dell'intero ammontare dell'anzidetto maggior gettito, si provvede mediante una riduzione dell'ammontare di devoluzione dovuta dell'imposta sull'assicurazione obbligatoria per la responsabilita' civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore. I trasferimenti ai comuni sono decurtati in misura pari alla somma del maggior gettito derivante dall'applicazione delle aliquote di cui alle lettere a) e b) del comma 2 dell'articolo 6 del decreto-legge 28 novembre 1988, n. 511, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 gennaio 1989, n. 20, come sostituito dal comma 9 del presente articolo, e delle maggiori entrate derivanti dalla disposizione di cui al comma 10 del presente articolo, diminuita del mancato gettito derivante dall'abolizione dell'addizionale comunale sul consumo di energia elettrica nei luoghi diversi dalle abitazioni.

 [13] Legge 11 ottobre 2000, n. 290 Disposizioni in materia di minori entrate delle regioni a statuto ordinario a seguito della soppressione dell'addizionale regionale all'imposta erariale di trascrizione e della riduzione dell'accisa sulla benzina nonchè disposizioni finanziarie concernenti le province e i comuni" (Pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 245 del 19 ottobre 2000)
Art. 5. (Disposizioni in materia di addizionale sul consumo di energia elettrica)
comma 1. All'articolo 10, comma 11, terzo periodo, della legge 13 maggio 1999, n. 133, le parole: "I trasferimenti ai comuni sono decurtati in misura pari alla somma del maggior gettito" sono sostituite dalle seguenti: "I trasferimenti ai comuni sono variati in diminuzione o in aumento in misura pari alla somma del maggiore o minore gettito".

 [16] Decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446 (in Suppl. ordinario alla Gazz. Uff., 23 dicembre, n. 298). - Istituzione dell'imposta regionale sulle attività produttive, revisione degli scaglioni, delle aliquote e delle detrazioni dell'Irpef e istituzione di una addizionale regionale a tale imposta, nonché riordino della disciplina dei tributi locali (1). (1) Tutti i rinvii al d.p.r. 28 gennaio 1988, n. 43, soppresso dall'art. 68, d.lg. 13 aprile 1999, n. 112, contenuti nel presente provvedimento, si intendono riferiti alle corrispondenti disposizioni del citato d.lg. 112/1999.

Art. 61. Riduzione dei trasferimenti erariali agli enti locali.

1. A decorrere dall'anno 1999, il fondo ordinario spettante alle province è ridotto di un importo pari al gettito complessivo riscosso nell'anno 1999 per l'imposta sulle assicurazioni di cui al comma 1 dell'articolo 60, ridotto dell'importo corrispondente all'incremento medio nazionale dei premi assicurativi registrato nell'anno 1999, rispetto all'anno 1998, secondo dati di fonte ufficiale. La dotazione del predetto fondo è, per l'anno 1999, inizialmente ridotta, in base ad una stima del gettito annuo effettuata, sulla base dei dati disponibili, dal Ministero delle finanze, per singola provincia, e comunicata ai Ministeri del tesoro, del bilancio e della programmazione economica e dell'interno. Sulla base dei dati finali, comunicati dal Ministero delle finanze ai predetti Ministeri, sono determinate le riduzioni definitive della dotazione del predetto fondo, per singola provincia, e sono introdotte le eventuali variazioni di bilancio. Il Ministero dell'interno provvede, con seconda e la terza rata dei contributi ordinari relativi al 2000, ad operare i conguagli e a determinare in via definitiva l'importo annuo del contributo ridotto spettante ad ogni provincia a decorrere dal 1999 (1). 2. A decorrere dall'anno 1999 il fondo ordinario spettante alle provincie è altresì ridotto di un importo pari al gettito previsto per il predetto anno per imposta erariale di trascrizione, iscrizione e annotazione dei veicoli al pubblico registro automobilistico di cui alla legge 23 dicembre 1977, n. 952. La riduzione della dotazione del predetto fondo è operata con la legge di approvazione del bilancio dello Stato per l'anno finanziario 1999 ed è effettuata, nei confronti di ciascuna provincia, dal Ministero dell'interno in base ai dati comunicati dal Ministero delle finanze entro il 30 giugno 1998, determinati ripartendo il gettito previsto per il 1999 tra le singole provincie in misura percentualmente corrispondente al gettito riscosso nel 1997 a ciascuna di esse imputabile. La riduzione definitiva delle dotazioni del predetto fondo è altresì operata sulla base dei dati definitivi dell'anno 1998 relativi all'imposta di cui al presente comma, comunicati dal Ministero delle finanze al Ministero dell'interno entro il 30 settembre 1999 (2). 3. Le somme eventualmente non recuperate, per insufficienza dei contributi ordinari, sono portate in riduzione dei contributi a qualsiasi titolo dovuti al singolo ente locale dal Ministero dell'interno. La riduzione è effettuata con priorità sui contributi di parte corrente. 4. Le riduzioni dei contributi statali e i gettiti dei tributi previsti dal presente articolo sono determinati con riferimento alle provincie delle regioni a statuto ordinario. Per le regioni a statuto speciale le operazioni di riequilibrio di cui al decreto legislativo 30 giugno 1997, n. 244, si applicano solo dopo il recepimento delle disposizioni dell'articolo 60 e del presente articolo nei rispettivi statuti (3). (1) Comma così sostituito dall'art. 1, d.lg. 30 dicembre 1999, n. 506. (2) Comma così modificato dall'art. 1, d.lg. 10 giugno 1999, n. 176. (3) Comma così modificato dall'art. 1, d.lg. 30 dicembre 1999, n. 506.


 [17] Legge 3 maggio 1999, n. 124 "Disposizioni urgenti in materia di personale scolastico" pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 107 del 10 maggio 1999
Art. 8. (Trasferimento di personale ATA degli enti locali alle dipendenze dello Stato)

1. Il personale ATA degli istituti e scuole statali di ogni ordine e grado è a carico dello Stato. Sono abrogate le disposizioni che prevedono la fornitura di tale personale da parte dei comuni e delle province.

2. Il personale di ruolo di cui al comma 1, dipendente dagli enti locali, in servizio nelle istituzioni scolastiche statali alla data di entrata in vigore della presente legge, è trasferito nei ruoli del personale ATA statale ed è inquadrato nelle qualifiche funzionali e nei profili professionali corrispondenti per lo svolgimento dei compiti propri dei predetti profili. Relativamente a qualifiche e profili che non trovino corrispondenza nei ruoli del personale ATA statale è consentita l'opzione per l'ente di appartenenza, da esercitare comunque entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge. A detto personale vengono riconosciuti ai fini giuridici ed economici l'anzianità maturata presso l'ente locale di provenienza nonchè il mantenimento della sede in fase di prima applicazione in presenza della relativa disponibilità del posto.

3. Il personale di ruolo che riveste il profilo professionale di insegnante tecnico-pratico o di assistente di cattedra appartenente al VI livello nell'ordinamento degli enti locali, in servizio nelle istituzioni scolastiche statali, è analogamente trasferito alle dipendenze dello Stato ed è inquadrato nel ruolo degli insegnanti tecnico-pratici.

4. Il trasferimento del personale di cui ai commi 2 e 3 avviene gradualmente, secondo tempi e modalità da stabilire con decreto del Ministro della pubblica istruzione, emanato di concerto con i Ministri dell'interno, del tesoro, del bilancio e della programmazione economica e per la funzione pubblica, sentite l'Associazione nazionale comuni italiani (ANCI), l'Unione nazionale comuni, comunità ed enti montani (UNCEM) e l'Unione delle province d'Italia (UPI), tenendo conto delle eventuali disponibilità di personale statale conseguenti alla razionalizzazione della rete scolastica, nonchè della revisione delle tabelle organiche del medesimo personale da effettuare ai sensi dell'articolo 31, comma 1, lettera c), del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive modificazioni; in relazione al graduale trasferimento nei ruoli statali sono stabiliti, ove non già previsti, i criteri per la determinazione degli organici delle categorie del personale trasferito.

5. A decorrere dall'anno in cui hanno effetto le disposizioni di cui ai commi 2, 3 e 4 si procede alla progressiva riduzione dei trasferimenti statali a favore degli enti locali in misura pari alle spese comunque sostenute dagli stessi enti nell'anno finanziario precedente a quello dell'effettivo trasferimento del personale; i criteri e le modalità per la determinazione degli oneri sostenuti dagli enti locali sono stabiliti con decreto del Ministro dell'interno, emanato entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, di concerto con i Ministri del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, della pubblica istruzione e per la funzione pubblica, sentite l'ANCI, l'UNCEM e l'UPI.


 [18] MINISTERO DELL'INTERNO DECRETO 17 novembre 2003, n.372

Regolamento recante criteri e modalita' per il recupero su entrate proprie di somme dovute da province e comuni, ai sensi dell'articolo 31, commi 12 e 13, della legge 27 dicembre 2002, n. 289. (Gazzetta Ufficiale N. 9 del 13 Gennaio 2004)

IL MINISTRO DELL'INTERNO di concerto con IL MINISTRO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE

Visto l'articolo 31, comma 12, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, nella parte in cui prevede il recupero su entrate proprie degli enti locali nei casi in cui non si e' reso possibile operare in tutto o in parte le riduzioni dei trasferimenti erariali previste da disposizioni di legge per gli anni 1999 e seguenti a causa dell'inesistenza o insufficienza di trasferimenti erariali spettanti;

Visto il comma 13 del medesimo articolo 31, il quale prevede che i criteri e le modalita' per l'applicazione delle disposizioni di cui al comma 12 sono stabilite con decreto del Ministro dell'interno di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze;

Visto l'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400; Sentite l'A.N.C.I. (Associazione nazionale dei comuni italiani) e l'U.P.I. (Unione delle province d'Italia);

Udito il parere del Consiglio di Stato espresso dalla Sezione consultiva per gli atti normativi nell'adunanza del 14 luglio 2003;

Vista la comunicazione alla Presidenza del Consiglio dei Ministri effettuata ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400;

A d o t t a

il seguente regolamento:

Art. 1. Ambito di applicazione 1. Il presente decreto disciplina i criteri e le modalita' di applicazione delle operazioni di recupero di somme nei confronti di province e comuni, previste dall'articolo 31, comma 12, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, per i casi in cui non e' stato possibile operare, in tutto o in parte, riduzioni di trasferimenti erariali conseguenti a maggiori entrate o minori oneri previsti da disposizioni di legge.

Avvertenza:

Il testo delle note qui pubblicato e' stato redatto dall'amministrazione competente per materia, ai sensi dell'art. 10, comma 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge alle quali e' operato il rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti.

Note alle premesse:

- Si riporta il testo dell'art. 31, commi 12 e 13, della legge 27 dicembre 2002, n. 289 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato legge finanziaria 2003):

"12. Nei confronti degli enti locali per i quali, a motivo dell'inesistenza o insufficienza dei trasferimenti erariali spettanti per gli anni 1999 e seguenti, non si e' reso possibile operare in tutto o in parte le riduzioni dei trasferimenti previste dalle disposizioni di cui all'art. 61del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, all'art. 8 della legge 3 maggio 1999, n. 124, e all'art. 10, comma 11, della legge 13 maggio 1999, n. 133, al completamento di tali riduzioni si provvede: a) per i comuni, per l'anno 2003, in sede di erogazione da parte del Ministero dell'interno della compartecipazione al gettito IRPEF 2003 di cui all'art. 67 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, nella misura stabilita dal comma 8 del presente articolo o, in caso di insufficienza della quota di compartecipazione, in sede di erogazione delle somme eventualmente spettanti a titolo di addizionale all'IRPEF. Le somme cosi' recuperate sono portate, con apposito decreto del Ministro dell'interno, in aumento della dotazione del pertinente capitolo 1316 dello stato di previsione del proprio Ministero, ai sensi dell'art. 2, comma 4-quinquies, della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni; b) per le province, a decorrere dall'anno 2003, all'atto della devoluzione alle stesse del gettito d'imposta RC auto da parte dei concessionari e sulla base degli importi all'uopo comunicati per ciascuna provincia dal Ministero dell'interno. Le somme recuperate sono annualmente versate all'entrata del bilancio dello Stato per essere successivamente riassegnate, con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, al pertinente capitolo 1316 dello stato di previsione del Ministero dell'interno. 13. Con decreto del Ministro dell'interno, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabiliti i criteri e le modalita' per l'applicazione delle disposizioni di cui al comma 12.". - Si riporta il testo vigente dell'art. 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400 (Disciplina dell'attivita' di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri): "3. Con decreto ministeriale possono essere adottati regolamenti nelle materie di competenza del Ministro o di autorita' sottordinate al Ministro, quando la legge espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti, per materie di competenza di piu' Ministri, possono essere adottati con decreti interministeriali, ferma restando la necessita' di apposita autorizzazione da parte della legge. I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono dettare norme contrarie a quelle dei regolamenti emanati dal Governo. Essi debbono essere comunicati al Presidente del Consiglio dei Ministri prima della loro emanazione.". Nota all'art. 1: - Per il testo dell'art. 31, comma 12, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, v. nelle note alle premesse. Art. 2. Recuperi di somme nei confronti dei comuni 1. Nei confronti dei comuni si procede al recupero di eventuali importi non portati in detrazione a trasferimenti erariali spettanti per le seguenti fattispecie: a) dall'anno 2000 in relazione ai minori oneri conseguenti al trasferimento allo Stato del personale ATA scolastico, come disciplinato dall'articolo 8 della legge 3 maggio 1999, n. 124; b) dall'anno 2000 in relazione alle maggiori entrate conseguenti alle nuove disposizioni in materia di addizionale sui consumi di energia elettrica, come disciplinato dall'articolo 10, comma 11, della legge 13 maggio 1999, n. 133. 2. Gli importi da recuperare di cui al comma 1 sono comunicati dal Ministero dell'interno ai singoli comuni ed al Ministero dell'economia e delle finanze entro trenta giorni dalla pubblicazione del presente provvedimento nella Gazzetta Ufficiale. 3. Il recupero degli importi di cui al comma 2 e' operato dal Ministero dell'interno mediante riduzione delle somme spettanti a ciascun comune a titolo di compartecipazione al gettito dell'IRPEF o, in caso di insufficienza delle stesse, mediante riduzione delle somme eventualmente da erogare a titolo di addizionale comunale all'IRPEF. Su richiesta del singolo ente, da far pervenire entro dieci giorni dalla ricezione della comunicazione di cui al comma 2, il Ministero dell'interno opera, a decorrere dall'anno 2003, una rateizzazione decennale dell'importo dovuto. Nota all'art. 2: - Si riporta il testo dell'art. 10, comma 11, della legge 13 maggio 1999, n. 133 (Disposizioni in materia di perequazione, razionalizzazione e federalismo fiscale): "11. I trasferimenti alle province sono decurtati in misura pari al maggior gettito derivante dall'applicazione dell'aliquota di 18 lire per kWh dell'addizionale provinciale sul consumo di energia elettrica. Nel caso in cui la capienza dei trasferimenti fosse insufficiente al recupero dell'intero ammontare dell'anzidetto maggior gettito, si provvede mediante una riduzione dell'ammontare di devoluzione dovuta dell'imposta sull'assicurazione obbligatoria per la responsabilita' civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore. I trasferimenti ai comuni sono variati in diminuzione o in aumento in misura pari alla somma del maggior gettito derivante dall'applicazione delle aliquote di cui alle lettere a) e b) del comma 2 dell'art. 6 del decreto-legge 28 novembre 1988, n. 511, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 gennaio 1989, n. 20, come sostituito dal comma 9 del presente articolo, e delle maggiori entrate derivanti dalla disposizione di cui al comma 10 del presente articolo, diminuita del mancato gettito derivante dall'abolizione dell'addizionale comunale sul consumo di energia elettrica nei luoghi diversi dalle abitazioni.". Art. 3. Recuperi di somme nei confronti delle province 1. Nei confronti delle province si procede al recupero di eventuali importi non portati in detrazione a trasferimenti erariali spettanti per le seguenti fattispecie: a) dall'anno 2000 in relazione ai minori oneri conseguenti al trasferimento allo Stato del personale ATA (amministrativo, tecnico, ausiliario) scolastico, come disciplinato dall'articolo 8 della legge 3 maggio 1999, n. 124; b) dall'anno 1999 in relazione ai nuovi introiti derivanti dall'istituzione dell'imposta provinciale sulle formalita' di trascrizione, iscrizione ed annotazione dei veicoli richieste al pubblico registro automobilistico, come disciplinato dall'articolo 61 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446; c) dall'anno 1999 in relazione ai nuovi introiti derivanti dall'attribuzione alle province del gettito dell'imposta sulle assicurazioni contro la responsabilita' civile derivante dalla circolazione dei veicoli, come disciplinato dall'articolo 61 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446; d) dall'anno 2000 in relazione alle maggiori entrate conseguenti alle nuove disposizioni in materia di addizionale sui consumi di energia elettrica, come disciplinato dall'articolo 10, comma 11, della legge 13 maggio 1999, n. 133. 2. Gli importi da recuperare per le annualita' sino all'anno 2002 sono comunicati dal Ministero dell'interno alle singole province ed al Ministero dell'economia e delle finanze entro trenta giorni dalla pubblicazione del presente provvedimento nella Gazzetta Ufficiale. 3. Gli importi da recuperare annualmente dall'anno 2003 sono comunicati dal Ministero dell'interno alle singole province ed al Ministero dell'economia e delle finanze entro il 15 giugno di ciascun anno. 4. Per gli importi dovuti di cui al comma 2, le province sono autorizzate ad operare una rateizzazione decennale a decorrere dall'anno 2003, con versamento della rata annuale entro il 15 luglio di ciascun anno. E' fatta salva la facolta' di procedere al versamento degli importi dovuti in unica soluzione. Il versamento e' effettuato su apposito capitolo dell'entrata del bilancio dello Stato. Le province, entro dieci giorni dal versamento, inviano comunicazione dell'avvenuto adempimento al Ministero dell'interno, Dipartimento affari interni e territoriali, Direzione centrale della finanza locale. 5. Per gli importi dovuti di cui al comma 3 le province provvedono al versamento di quanto annualmente dovuto entro il 15 settembre di ciascun anno. Il versamento e' effettuato su apposito capitolo dell'entrata del bilancio dello Stato. Le province, entro dieci giorni dal versamento, inviano comunicazione dell'avvenuto adempimento al Ministero dell'interno - Dipartimento affari interni e territoriali - Direzione centrale della finanza locale. 6. In caso di mancato versamento degli importi dovuti alle scadenze di cui ai commi 4 e 5, il recupero e' effettuato da parte dei concessionari della riscossione, anche per la parte relativa agli interessi dovuti per il periodo di ritardato versamento, sulla base dei dati relativi a ciascuna provincia all'uopo ad essi comunicati dal Ministero dell'economia e delle finanze, all'atto della devoluzione alle province del gettito dell'imposta sulle assicurazioni contro la responsabilita' civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore. Le somme cosi' recuperate sono mensilmente versate da parte dei concessionari della riscossione su apposito capitolo dell'entrata del bilancio dello Stato. I concessionari, entro dieci giorni dal versamento, inviano comunicazione dell'avvenuto adempimento al Ministero dell'economia e delle finanze - Dipartimento per le politiche fiscali - Ufficio federalismo fiscale. 7. Il Ministero dell'economia e delle finanze provvede annualmente entro il 15 ottobre con propri decreti all'assegnazione al capitolo 1316 del Ministero dell'interno degli importi recuperati di cui ai commi 4 e 5. L'assegnazione al capitolo 1316 del Ministero dell'interno degli importi recuperati di cui al comma 6 e' disposta dal Ministero dell'economia e delle finanze con propri decreti entro trenta giorni dal versamento delle somme. Nota all'art. 3: - Si riporta il testo dell'art. 8 della legge 3 maggio 1999, n. 124 (Disposizioni urgenti in materia di personale scolastico): "Art. 8 (Trasferimento di personale ATA degli enti locali alle dipendenze dello Stato). - 1. Il personale ATA degli istituti e scuole statali di ogni ordine e grado e' a carico dello Stato. Sono abrogate le disposizioni che prevedono la fornitura di tale personale da parte dei comuni e delle province. 2. Il personale di ruolo di cui al comma 1, dipendente dagli enti locali, in servizio nelle istituzioni scolastiche statali alla data di entrata in vigore della presente legge, e' trasferito nei ruoli del personale ATA statale ed e' inquadrato nelle qualifiche funzionali e nei profili professionali corrispondenti per lo svolgimento dei compiti propri dei predetti profili. Relativamente a qualifiche e profili che non trovino corrispondenza nei ruoli del personale ATA statale e' consentita l'opzione per l'ente di appartenenza, da esercitare comunque entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge. A detto personale vengono riconosciuti ai fini giuridici ed economici l'anzianita' maturata presso l'ente locale di provenienza nonche' il mantenimento della sede in fase di prima applicazione in presenza della relativa disponibilita' del posto. 3. Il personale di ruolo che riveste il profilo professionale di insegnante tecnico-pratico o di assistente di cattedra appartenente al VI livello nell'ordinamento degli enti locali, in servizio nelle istituzioni scolastiche statali, e' analogamente trasferito alle dipendenze dello Stato ed e' inquadrato nel ruolo degli insegnanti tecnico-pratici. 4. Il trasferimento del personale di cui ai commi 2 e 3 avviene gradualmente, secondo tempi e modalita' da stabilire con decreto del Ministro della pubblica istruzione, emanato di concerto con i Ministri dell'interno, del tesoro, del bilancio e della programmazione economica e per la funzione pubblica, sentite l'Associazione nazionale comuni italiani (ANCI), l'Unione nazionale comuni, comunita' ed enti montani (UNCEM) e l'Unione delle province d'Italia (UPI), tenendo conto delle eventuali disponibilita' di personale statale conseguenti alla razionalizzazione della rete scolastica, nonche' della revisione delle tabelle organiche del medesimo personale da effettuare ai sensi dell'art. 31, comma 1, lettera c), del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive modificazioni; in relazione al graduale trasferimento nei ruoli statali sono stabiliti, ove non gia' previsti, i criteri per la determinazione degli organici delle categorie del personale trasferito. 5. A decorrere dall'anno in cui hanno effetto le disposizioni di cui ai commi 2, 3 e 4 si procede alla progressiva riduzione dei trasferimenti statali a favore degli enti locali in misura pari alle spese comunque sostenute dagli stessi enti nell'anno finanziario precedente a quello dell'effettivo trasferimento del personale; i criteri e le modalita' per la determinazione degli oneri sostenuti dagli enti locali sono stabiliti con decreto del Ministro dell'interno, emanato entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, di concerto con i Ministri del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, della pubblica istruzione e per la funzione pubblica, sentite l'ANCI, l'UNCEM e l'UPI.". - Si riporta il testo dell'art. 61 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446 (Istituzione dell'imposta regionale sulle attivita' produttive, revisione degli scaglioni, delle aliquote e delle detrazioni dell'Irpef e istituzione di una addizionale regionale a tale imposta, nonche' riordino della disciplina dei tributi locali): "Art. 61 (Riduzione dei trasferimenti erariali agli enti locali). 1. A decorrere dall'anno 1999, il fondo ordinario spettante alle province e' ridotto di un importo pari al gettito complessivo riscosso nell'anno 1999 per l'imposta sulle assicurazioni di cui al comma 1 dell'art. 60, ridotto dell'importo corrispondente all'incremento medio nazionale dei premi assicurativi registrato nell'anno 1999, rispetto all'anno 1998, secondo dati di fonte ufficiale. La dotazione del predetto fondo e', per l'anno 1999, inizialmente ridotta, in base ad una stima del gettito annuo effettuata, sulla base dei dati disponibili, dal Ministero delle finanze, per singola provincia, e comunicata ai Ministeri del tesoro, del bilancio e della programmazione economica e dell'interno. Sulla base dei dati finali, comunicati dal Ministero delle finanze ai predetti Ministeri, sono determinate le riduzioni definitive della dotazione del predetto fondo, per singola provincia, e sono introdotte le eventuali variazioni di bilancio. Il Ministero dell'interno provvede, con seconda e la terza rata dei contributi ordinari relativi al 2000, ad operare i conguagli e a determinare in via definitiva l'importo annuo del contributo ridotto spettante ad ogni provincia a decorrere dal 1999. 2. A decorrere dall'anno 1999 il fondo ordinario spettante alle province e' altresi' ridotto di un importo pari al gettito previsto per il predetto anno per imposta erariale di trascrizione, iscrizione e annotazione dei veicoli al pubblico registro automobilistico di cui alla legge 23 dicembre 1977, n. 952. La riduzione della dotazione del predetto fondo e' operata con la legge di approvazione del bilancio dello Stato per l'anno finanziario 1999 ed e' effettuata, nei confronti di ciascuna provincia, dal Ministero dell'interno in base ai dati comunicati dal Ministero delle finanze entro il 30 giugno 1998, determinati ripartendo il gettito previsto per il 1999 tra le singole province in misura percentualmente corrispondente al gettito riscosso nel 1997 a ciascuna di esse imputabile. La riduzione definitiva delle dotazioni del predetto fondo e' altresi' operata sulla base dei dati definitivi dell'anno 1998 relativi all'imposta di cui al presente comma, comunicati dal Ministero delle finanze al Ministero dell'interno entro il 30 settembre 1999. 3. Le somme eventualmente non recuperate, per insufficienza dei contributi ordinari, sono portate in riduzione dei contributi a qualsiasi titolo dovuti al singolo ente locale dal Ministero dell'interno. La riduzione e' effettuata con priorita' sui contributi di parte corrente. 4. Le riduzioni dei contributi statali e i gettiti dei tributi previsti dal presente articolo sono determinati con riferimento alle province delle regioni a statuto ordinario. Per le regioni a statuto speciale le operazioni di riequilibrio di cui al decreto legislativo 30 giugno 1997, n. 244, si applicano solo dopo il recepimento delle disposizioni dell'art. 60 e del presente articolo nei rispettivi statuti.". - Per il testo vigente dell'art. 10, comma 11, della legge 13 maggio 1999, n. 133, v. nelle note all'art. 2. Art. 4. Disposizioni per l'anno 2003 1. Per il solo anno 2003: a) il termine di cui all'articolo 3, comma 3, e' differito al 31 ottobre; b) il termine di cui all'articolo 3, comma 4, e' differito al 30 novembre; c) il termine di cui all'articolo 3, comma 5, e' differito al 30 novembre. Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare. Il presente decreto sara' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. Roma, 17 novembre 2003 Il Ministro dell'interno Pisanu Il Ministro dell'economia e delle finanze Tremonti


Legge 28 dicembre 2001, n. 448 "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2002)" pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 301 del 29 dicembre 2001, Suppl. Ordinario n. 285.
Art. 10.(Modificazioni all'imposta sulle insegne di esercizio)
 [9] comma 3. Le minori entrate derivanti dall'attuazione dell'articolo 17, comma 1-bis, primo periodo, del decreto legislativo 15 novembre 1993, n. 507, introdotto dal comma 1 del presente articolo, ragguagliate per ciascun comune all'entità riscossa nell'esercizio 2001, sono integralmente rimborsate al comune dallo Stato secondo modalità da stabilire con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dell'interno. I trasferimenti aggiuntivi così determinati non sono soggetti a riduzione per effetto di altre disposizioni di legge.
 [19] Art. 24.(Patto di stabilità interno per province e comuni)
comma 9. In correlazione alle disposizioni di cui ai commi da 1 a 8, i trasferimenti erariali spettanti ai comuni e alle province a valere sui fondi di cui all'articolo 34, comma 1, lettere a), b) e c), del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, quali risultanti per ciascuno degli anni 2002, 2003 e 2004 in applicazione della legislazione vigente, sono rispettivamente ridotti dell'1 per cento, del 2 per cento e del 3 per cento. Per l'anno 2002, qualora l'ente non rispetti i limiti di cui al comma 4, l'importo dei trasferimenti ad esso spettante è ulteriormente ridotto in misura pari alla differenza tra gli obiettivi derivanti, per lo stesso ente, dall'osservanza del medesimo comma 4 e i risultati conseguiti. Le risorse che si rendono disponibili sono attribuite, con decreto del Ministro dell'interno, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, alle province e ai comuni che abbiano rispettato i medesimi limiti. Gli enti locali sono tenuti a trasmettere al Ministero dell'economia e delle finanze, secondo modalità e tempi stabiliti con decreto dello stesso Ministero, le informazioni concernenti il rispetto dell'obiettivo di cui al comma 4; in caso di mancata trasmissione delle informazioni l'ente viene considerato come inadempiente ai fini del raggiungimento dell'obiettivo e i trasferimenti ad esso spettanti sono ulteriormente ridotti dell'1 per cento rispetto alla riduzione prevista al primo periodo.
 [24] Art. 25. (Finanza decentrata)

1. Il comma 7 dell'articolo 1 del decreto legislativo 28 settembre 1998, n. 360, recante istituzione di una addizionale comunale all'IRPEF, e successive modificazioni, è sostituito dal seguente: "7. A decorrere dal primo anno di applicazione delle disposizioni del presente articolo, la ripartizione tra i comuni e le province delle somme versate a titolo di addizionale è effettuata, salvo quanto previsto dall'articolo 2, dal Ministero dell'interno, a titolo di acconto sull'intero importo delle somme versate entro lo stesso anno in cui è effettuato il versamento, sulla base dei dati statistici più recenti forniti dal Ministero dell'economia e delle finanze entro il 30 giugno di ciascun anno relativi ai redditi imponibili dei contribuenti aventi domicilio fiscale nei singoli comuni. Entro l'anno successivo a quello in cui è stato effettuato il versamento, il Ministero dell'interno provvede all'attribuzione definitiva degli importi dovuti sulla base dei dati statistici relativi all'anno precedente, forniti dal Ministero dell'economia e delle finanze entro il 30 giugno, ed effettua gli eventuali conguagli anche sulle somme dovute per l'esercizio in corso. Con decreto del Ministero dell'interno, di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze, sentita la Conferenza Stato-città ed autonomie locali, possono essere stabilite ulteriori modalità per eseguire la ripartizione. L'accertamento contabile da parte dei comuni e delle province dei proventi derivanti dall'applicazione dell'addizionale avviene sulla base delle comunicazioni del Ministero dell'interno delle somme spettanti".

2. All'articolo 31, comma 37, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, come modificato dall'articolo 55 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, sono apportate, con decorrenza dall'anno 2002, le seguenti modificazioni: a) le parole: "A decorrere dall'anno 1999" sono soppresse; b) le parole: "34 per cento" sono sostituite dalle seguenti: "24 per cento al Ministero dell'interno, del 40 per cento"; c) le parole da: "del 50 per cento" fino a: "è destinato" sono sostituite dalle seguenti: "e del 20 per cento"; d) al terzo periodo, dopo la parola: "programmato" sono aggiunte le seguenti: "ovvero al 30 per cento dei proventi di cui al primo periodo, qualora questi ultimi siano superiori a 103.290.000 euro"; e) l'ultimo periodo è sostituito dal seguente: "Le somme attribuite alle province devono essere utilizzate per la realizzazione di opere pubbliche, anche su base transprovinciale o anche attraverso contributi ai comuni".

3. All'articolo 31, comma 38, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, come modificato dall'articolo 40 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, dopo il primo periodo sono inseriti i seguenti: "I componenti degli organi di controllo della società sono designati dagli enti locali destinatari degli utili distribuiti. La società di certificazione deve essere iscritta nel registro dei revisori contabili ed individuata dal Ministero dell'interno".

4. L'articolo 4 del decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 141, è sostituito dal seguente: "Art. 4. - (Attribuzione delle azioni alle regioni). - 1. Compiuti gli adempimenti di cui all'articolo 3, commi 3 e 4, le azioni inizialmente attribuite ai sensi del comma 2 del predetto articolo 3 sono definitivamente trasferite senza oneri, entro il 31 gennaio 2002, alle regioni Puglia e Basilicata, con una ripartizione in ragione del numero dei rispettivi abitanti. Le regioni avviano la dismissione delle rispettive partecipazioni azionarie entro i successivi sei mesi, con procedure di evidenza pubblica nel rispetto della disciplina comunitaria in materia". 5. All'articolo 67 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 1, le parole: "30 novembre 2001" sono sostituite dalle seguenti: "30 novembre 2002"; b) i commi 3, 4 e 5 sono sostituiti dai seguenti: "3. Per gli anni 2002 e 2003 è istituita per i comuni una compartecipazione al gettito dell'imposta sul reddito delle persone fisiche in una misura pari al 4,5 per cento del riscosso in conto competenza affluente al bilancio dello Stato, per l'esercizio finanziario precedente, quali entrate derivanti dall'attività ordinaria di gestione iscritte al capitolo 1023. Il gettito della compartecipazione, attribuito ad un apposito capitolo di spesa dello stato di previsione del Ministero dell'interno, è ripartito dallo stesso Ministero a ciascun comune in proporzione all'ammontare, fornito dal Ministero dell'economia e delle finanze sulla base dei dati disponibili, dell'imposta netta, dovuta dai contribuenti, distribuito territorialmente in funzione del domicilio fiscale risultante presso l'anagrafe tributaria. Per l'anno 2002, il gettito è ripartito tra i comuni sulla base dei dati statistici più recenti forniti dal Ministero dell'economia e delle finanze entro il 30 giugno 2002. 4. I trasferimenti erariali sono ridotti a ciascun comune in misura pari al gettito spettante dalla compartecipazione di cui al comma 3. Nel caso in cui il livello dei trasferimenti spettanti ai singoli enti risulti insufficiente a consentire il recupero integrale della compartecipazione, la compartecipazione stessa è corrisposta al singolo ente nei limiti dei trasferimenti spettanti per l'anno. 5. Ai fini del riparto del gettito, relativamente all'anno 2003, il Ministero dell'economia e delle finanze, entro il 30 luglio 2002, provvede a comunicare al Ministero dell'interno i dati previsionali relativi all'ammontare del gettito della compartecipazione di cui al comma 3, ripartito per ciascun comune in base ai criteri di cui al medesimo comma 3. Entro il 30 ottobre 2002 il Ministero dell'interno comunica ai comuni l'importo previsionale del gettito della compartecipazione spettante e il correlato ammontare previsto di riduzione dei trasferimenti erariali. L'importo del gettito della compartecipazione di cui al comma 3 è erogato dal Ministero dell'interno, nel corso dell'anno 2003, in quattro rate di uguale importo. Le prime due rate sono erogate sulla base dei dati previsionali anzidetti; la terza e la quarta rata sono calcolate sulla base dei dati di consuntivo relativi all'esercizio finanziario 2002 comunicati dal Ministero dell'economia e delle finanze entro il 30 maggio 2003 al Ministero dell'interno e da questo ai comuni, e su tali rate sono operati i dovuti conguagli rispetto alle somme già erogate".

6. Alle regioni a statuto speciale e alle province autonome di Trento e di Bolzano alle quali non spetti già la compartecipazione alle imposte sostitutive dei tributi erariali oggetto di devoluzione nei termini e nei modi previsti dai rispettivi statuti e dalle relative norme di attuazione è attribuita una quota delle medesime imposte sostitutive nella misura prevista dagli statuti per le imposte sostituite.

7. Per l'adozione urgente di misure di salvaguardia ambientale e sviluppo socio-economico delle isole minori, individuate tra gli ambiti territoriali indicati nell'allegato A annesso alla presente legge, è istituito presso il Ministero dell'interno il Fondo per la tutela e lo sviluppo economico-sociale delle isole minori.

8. Le risorse del Fondo di cui al comma 7 sono determinate in 51.645.689,90 euro per l'anno 2002.

9. Entro due mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell'interno, individua la tipologia e i settori degli interventi ammessi ad accedere al Fondo di cui al comma 7. Il Ministro dell'interno, sentita la Conferenza Stato-città ed autonomie locali, con decreto da adottare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, determina le modalità per l'accesso al Fondo e provvede alla ripartizione delle risorse. Resta fermo quanto stabilito dal decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.

10. Per l'anno 2002, ai fini dell'adozione di programmi di sviluppo e riqualificazione del territorio, è istituito presso il Ministero dell'interno il Fondo per la riqualificazione urbana dei comuni. Con regolamento adottato ai sensi dell'articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro dell'interno, sentita la Conferenza Stato-città ed autonomie locali, sono dettate le disposizioni per l'attuazione del presente comma e per la ripartizione del Fondo tra gli enti interessati, assicurando ai comuni con popolazione non superiore a 40.000 abitanti compresi nelle aree di cui all'articolo 44 della presente legge una quota non inferiore all'85 per cento del totale delle disponibilità del Fondo. Resta fermo quanto stabilito dal decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.

11. Per l'anno 2002 le risorse del Fondo di cui al comma 10 sono fissate in 103.291.379,82 euro.

 [25] Art. 27.(Disposizioni finanziarie per gli enti locali)
comma 5. Fino alla riforma del sistema dei trasferimenti erariali agli enti locali, in caso di aggregazione ad una comunità montana di un comune montano proveniente da altra comunità montana, i trasferimenti erariali spettanti alle due comunità sono rideterminati in relazione alla popolazione ed al territorio oggetto di variazione. Le modalità applicative sono individuate con decreto del Ministero dell'interno.

 [20] Decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504 (in Suppl. ordinario alla Gazz. Uff., 30 dicembre, n. 305). - Riordino della finanza degli enti territoriali, a norma dell'articolo 4 della legge 23 ottobre 1992, n. 421

Articolo 34 [Assetto generale della contribuzione erariale.

comma 1. A decorrere dall'anno 1994, lo Stato concorre al finanziamento dei bilanci delle amministrazioni provinciali e dei comuni con l'assegnazione dei seguenti fondi: a) fondo ordinario; b) fondo consolidato; c) fondo perequativo degli squilibri di fiscalità locale (1).


 [21] Decreto legislativo 1 aprile 1996, n. 239(in Gazz. Uff., 3 maggio, n. 102). - Modificazioni al regime fiscale degli interessi, premi ed altri frutti delle obbligazioni e titoli similari, pubblici e privati

Art. 1. Soppressione della ritenuta alla fonte per talune obbligazioni e titoli similari.

comma 2

. Per i proventi dei titoli obbligazionari emessi da enti territoriali ai sensi dell'art. 35 della legge 23 dicembre 1994, n. 724, si applica l'imposta sostitutiva di cui all'art. 2. L'imposta affluisce all'entrata del bilancio dello Stato e il 50 per cento del gettito della medesima imposta che si renderebbe applicabile sull'intero ammontare degli interessi passivi del prestito è di competenza degli enti emittenti. Alla retrocessione agli enti territoriali emittenti i titoli obbligazionari della predetta quota di competenza si provvede mediante utilizzo di parte delle entrate affluite al bilancio dello Stato e riassegnate, con decreto del Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, allo stato di previsione del Ministero dell'interno ( così modificato dall'art. 27, l. 21 novembre 2000, n. 342).


 [26] Decreto-legge 27 ottobre 1995, n. 444 (in Gazz. Uff., 28 ottobre, n. 253). - Decreto convertito in l. 20 dicembre 1995, n. 539 (in Gazz. Uff., 27 dicembre 1995, n. 300). -- Disposizioni urgenti in materia di finanza locale

Articolo 3Trasferimenti erariali agli enti locali.

comma 18. In attesa delle comunicazioni dei dati da parte degli organi competenti la ripartizione dei fondi di cui al comma 17, lettera a) , è disposta per il 90 per cento in base alla popolazione residente e per il 10 per cento in base al territorio, secondo i dati risultanti alla data dell'istituzione e attestati dalla prefettura competente per territorio.


DECRETO LEGISLATIVO 30 marzo 2001, n. 165 (in Suppl. ordinario alla Gazz. Uff., 9 maggio, n. 106). - Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche.
 [28] Articolo 41. Poteri di indirizzo nei confronti dell' ARAN

comma 6. Per la stipulazione degli accordi che definiscono o modificano i comparti o le aree di cui all'articolo 40, comma 2, o che regolano istituti comuni a più comparti o a tutte le pubbliche amministrazioni, le funzioni di indirizzo e le altre competenze inerenti alla contrattazione collettiva sono esercitate in forma collegiale, tramite un apposito organismo di coordinamento dei comitati di settore costituito presso l'ARAN, al quale partecipa il Governo, tramite il Ministro per la funzione pubblica, che lo presiede.

 [27] Articolo 46 Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (Art. 50, commi da 1 a 12 e 16 del d.lgs n. 29 del 1993, come sostituiti prima dall'art. 17 del d.lgs n. 470 del 1993 e poi dall'art. 2 del d.lgs n. 396 del 1997)

comma 1. Le pubbliche amministrazioni sono legalmente rappresentate dall'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni - ARAN, agli effetti della contrattazione collettiva nazionale. L'ARAN esercita a livello nazionale, in base agli indirizzi ricevuti ai sensi degli articoli 41 e 47, ogni attività relativa alle relazioni sindacali, alla negoziazione dei contratti collettivi e alla assistenza delle pubbliche amministrazioni ai fini dell'uniforme applicazione dei contratti collettivi. Sottopone alla valutazione della commissione di garanzia dell'attuazione della legge 12 giugno 1990, n. 146, e successive modificazioni e integrazioni, gli accordi nazionali sulle prestazioni indispensabili ai sensi dell'articolo 2 della legge citata.

comma 2. Le pubbliche amministrazioni possono avvalersi dell'assistenza dell'ARAN ai fini della contrattazione integrativa. Sulla base di apposite intese, l'assistenza può essere assicurata anche collettivamente ad amministrazioni dello stesso tipo o ubicate nello stesso ambito territoriale. Su richiesta dei comitati di settore, in relazione all'articolazione della contrattazione collettiva integrativa nel comparto ed alle specifiche esigenze delle pubbliche amministrazioni interessate, possono essere costituite, anche per periodi determinati, delegazioni dell'ARAN su base regionale o pluriregionale.

comma 3. L'ARAN cura le attività di studio, monitoraggio e documentazione necessarie all'esercizio della contrattazione collettiva. Predispone a cadenza trimestrale, ed invia al Governo, ai comitati di settore e alle commissioni parlamentari competenti, un rapporto sull'evoluzione delle retribuzioni di fatto dei pubblici dipendenti. A tal fine l'ARAN si avvale della collaborazione dell'ISTAT per l'acquisizione di informazioni statistiche e per la formulazione di modelli statistici di rilevazione, ed ha accesso ai dati raccolti dal Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica in sede di predisposizione del bilancio dello Stato, del conto annuale del personale e del monitoraggio dei flussi di cassa e relativi agli aspetti riguardanti il costo del lavoro pubblico.

comma 4. Per il monitoraggio sull'applicazione dei contratti collettivi nazionali e sulla contrattazione collettiva integrativa, viene istituito presso l'ARAN un apposito osservatorio a composizione paritetica. I suoi componenti sono designati dall'ARAN, dai comitati di settore e dalle organizzazioni sindacali firmatarie dei contratti collettivi nazionali.

comma 5. Le pubbliche amministrazioni sono tenute a trasmettere all'ARAN, entro cinque giorni dalla sottoscrizione, il testo contrattuale e la indicazione delle modalità di copertura dei relativi oneri con riferimento agli strumenti annuali e pluriennali di bilancio.

comma 6. Il comitato direttivo dell'ARAN è costituito da cinque componenti ed è nominato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri. Il Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per la funzione pubblica di concerto con il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, designa tre dei componenti, tra i quali, sentita la Conferenza unificata Stato-regioni e Stato-città, il presidente. Degli altri componenti, uno è designato dalla Conferenza dei Presidenti delle regioni e l'altro dall'ANCI e dall'UPI.

comma 7. I componenti sono scelti tra esperti di riconosciuta competenza in materia di relazioni sindacali e di gestione del personale, anche estranei alla pubblica amministrazione, ai sensi dell'articolo 31 della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni ed integrazioni, e del decreto legislativo 29 luglio 1999, n. 303. Il comitato dura in carica quattro anni e i suoi componenti possono essere riconfermati. Il comitato delibera a maggioranza dei componenti. Non possono far parte del comitato persone che rivestano incarichi pubblici elettivi o cariche in partiti politici o in organizzazioni sindacali ovvero che ricoprano rapporti continuativi di collaborazione o di consulenza con le predette organizzazioni.

comma 8. Per la sua attività, l'ARAN si avvale: a) delle risorse derivanti da contributi posti a carico delle singole amministrazioni dei vari comparti, corrisposti in misura fissa per dipendente in servizio. La misura annua del contributo individuale è concordata tra l'ARAN e l'organismo di coordinamento di cui all'articolo 41, comma 6, ed è riferita a ciascun biennio contrattuale; b) di quote per l'assistenza alla contrattazione integrativa e per le altre prestazioni eventualmente richieste, poste a carico dei soggetti che se ne avvalgano.

comma 9. La riscossione dei contributi di cui al comma 8 è effettuata: a) per le amministrazioni dello Stato direttamente attraverso la previsione di spesa complessiva da iscrivere nell'apposito capitolo dello stato di previsione di spesa della Presidenza del Consiglio dei ministri; b) per le amministrazioni diverse dallo Stato, mediante un sistema di trasferimenti da definirsi tramite decreti del Ministro per la funzione pubblica di concerto con il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica e, a seconda del comparto, dei Ministri competenti, nonché, per gli aspetti di interesse regionale e locale, previa intesa espressa dalla Conferenza unificata Stato-regioni e Stato-città.

comma 10. L'ARAN ha personalità giuridica di diritto pubblico. Ha autonomia organizzativa e contabile nei limiti del proprio bilancio. Affluiscono direttamente al bilancio dell'ARAN i contributi di cui al comma 8. L'ARAN definisce con propri regolamenti le norme concernenti l'organizzazione interna, il funzionamento e la gestione finanziaria. I regolamenti sono soggetti al controllo del Dipartimento della funzione pubblica da esercitarsi entro quindici giorni dal ricevimento degli stessi. La gestione finanziaria è soggetta al controllo consuntivo della Corte dei conti.

comma 11. Il ruolo del personale dipendente dell'ARAN è costituito da cinquanta unità, ripartite tra il personale dei livelli e delle qualifiche dirigenziali in base ai regolamenti di cui al comma 10. Alla copertura dei relativi posti si provvede nell'ambito delle disponibilità di bilancio tramite concorsi pubblici, ovvero mediante assunzioni con contratto di lavoro a tempo determinato, regolati dalle norme di diritto privato.

comma 12. L'ARAN può altresì avvalersi di un contingente di venticinque unità di personale anche di qualifica dirigenziale proveniente dalle pubbliche amministrazioni rappresentate, in posizione di comando o collocati fuori ruolo. I dipendenti comandati o collocati fuori ruolo conservano lo stato giuridico ed il trattamento economico delle amministrazioni di provenienza. Ad essi sono attribuite dall'ARAN, secondo le disposizioni contrattuali vigenti, le voci retributive accessorie, ivi compresa la produttività per il personale non dirigente e per i dirigenti la retribuzione di posizione e di risultato. Il collocamento in posizione di comando o di fuori ruolo è disposto secondo le disposizioni vigenti nonché ai sensi dell'articolo 17, comma 14, della legge 15 maggio 1997, n. 127. L'ARAN può utilizzare, sulla base di apposite intese, anche personale direttamente messo a disposizione dalle amministrazioni e dagli enti rappresentati, con oneri a carico di questi. Nei limiti di bilancio, l'ARAN può avvalersi di esperti e collaboratori esterni con modalità di rapporto stabilite con i regolamenti adottati ai sensi del comma 10.

comma 13. Le regioni a statuto speciale e le province autonome possono avvalersi, per la contrattazione collettiva di loro competenza, di agenzie tecniche istituite con legge regionale o provinciale ovvero dell'assistenza dell'ARAN ai sensi del comma 2.

 
Vedi anche
 
 

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