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Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali

 

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Un approfondimento sulla variabilità delle classi e
della popolazione residente dei comuni italiani

(di Raffaele Sarnataro e Michele Contaldo )

Roma, luglio 2007

INDICE

1.  Oggetto e finalità dello studio

2.  La suddivisione dei comuni in classi demografiche

3.  La popolazione delle classi

4.  I comuni appartenenti alle classi

5.  L’istituto della fusione e un accenno circa la costituzione di nuovi comuni

6.  Un approfondimento sui comuni con popolazione superiore a 250.000 abitanti

7.  Cenni sulla presenza dei cittadini stranieri residenti in italia


  1. Oggetto e finalità dello studio

Molte disposizioni del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, approvato con decreto legislativo n. 267 del 2000, ed anche altre disposizioni di legge fanno riferimento alla popolazione degli enti locali nella consapevolezza che la dimensione demografica conferisce caratteristiche e peculiarità diverse che richiedono una specifica considerazione a livello normativo.

Si pensi, a solo titolo esemplificativo alle disposizioni di cui all’articolo 17 del citato testo circa le circoscrizioni di decentramento comunale nonchè ai successivi articoli 36, 37, 38 e 39 in tema di organi di governo del comune e della provincia ovvero alle disposizioni sul patto di stabilità interno contenute di anno in anno nelle leggi finanziarie.

Ciò trova esplicazione anche per ciò che riguarda l’attribuzione dei trasferimenti erariali dal momento che nelle leggi finanziarie degli ultimi anni sono stati previsti contributi erariali specifici per i comuni di ridotta dimensione demografica  [1].

Sempre per ciò che concerne i trasferimenti erariali, vale anche la pena di rammentare il principio della sottodotazione delle risorse - previsto dall’articolo 9, comma 3 del decreto legislativo 30 giugno 1997 n. 244 - che fa riferimento alla media pro-capite della fascia demografica di appartenenza.

Da quanto detto nasce la curiosità e l’interesse a predisporre un quadro generale di riferimento circa la complessiva articolazione dei comuni italiani in relazione alla classe demografica di appartenenza e alla popolazione residente nonché ai connessi aspetti di variabilità.

Il presente studio si muove proprio in tale prospettiva per far emergere alcuni dati significativi e di interesse nella dinamica registrata dai comuni negli ultimi anni.

  2. La suddivisione dei comuni in classi demografiche

Nello specifico, l’articolo 156 [2] del già richiamato testo unico opera una distinzione dei comuni per classi demografiche e per popolazione residente con riferimento ai dati dell’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT).

Alla luce di tale indicazione, tutte le elaborazioni, che si andranno a descrivere, si fondano su dati del cennato Istituto di Statistica.

In dettaglio, i comuni risultano suddivisi in dodici classi demografiche secondo una popolazione che va fino ad oltre 500.000 abitanti, come di seguito descritto.

TABELLA/GRAFICO N.1

FASCE DEMOGRAFICHE
I MENO DI 500 ABITANTI
II 500 - 999 ABITANTI
III 1.000 - 1.999 ABITANTI
IV 2.000 - 2.999 ABITANTI
V 3.000 - 4.999 ABITANTI
VI 5.000 - 9.999 ABITANTI
VII 10.000 - 19.999 ABITANTI
VIII 20.000 - 59.999 ABITANTI
IX 60.000 - 99.999 ABITANTI
X 100.000 - 249.999 ABITANTI
XI 250.000 - 499.999 ABITANTI
XII 500.000 E OLTRE ABITANTI

Su tali premesse e come già si è anticipato, la finalità dello studio è quella di esaminare la variabilità delle classi demografiche e della popolazione residente negli ultimi 11 anni sulla base di una rappresentazione sinottica dei dati necessari che riguardano il periodo che va dal 1995 al 2005.

Si è ritenuto utile effettuare l’indagine prendendo in esame il periodo dal 1995 al 2005 (11 anni di riferimento) in quanto si tratta di un arco temporale abbastanza esteso per poter analizzare differenze significative e rispetto al quale poter osservare anche l’incidenza che ha avuto l’istituto della fusione fra enti previsto dall’articolo 15 del richiamato testo unico.

In primo luogo, per una prima osservazione generale, si elaborano i dati complessivi dei comuni circa la suddivisione in fasce demografiche con la relativa popolazione di riferimento [3].

SUDDIVISIONE DELLA POPOLAZIONE DEI COMUNI PER FASCIA DEMOGRAFICA

TABELLA/GRAFICO N.2

POPOLAZIONE DALL’ANNO 1995 AL 2005
FASCIA DEMOGRAFICA 1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005
I MENO DI 500 abitanti 255.475 257.523 258.152 256.485 254.225 252.987 252.987 254.973 254.713 252.162 252.315
II 500–999 abitanti 837.111 827.126 835.168 848.086 854.764 857.590 857.590 850.970 845.930 839.005 842.745
III 1.000 - 1.999 abitanti 2.482.886 2.505.506 2.488.294 2.472.740 2.459.475 2.440.095 2.440.095 2.430.962 2.418.194 2.396.534 2.376.601
IV 2.000 - 2.999 abitanti 2.551.886 2.518.241 2.505.658 2.476.699 2.485.790 2.509.866 2.509.866 2.448.483 2.484.284 2.505.394 2.486.738
V 3.000 - 4.999 abitanti 4.611.676 4.611.839 4.634.805 4.646.089 4.621.032 4.574.478 4.574.478 4.607.838 4.502.078 4.482.154 4.475.803
VI 5.000 - 9.999 abitanti 8.207.544 8.238.291 8.213.207 8.253.652 8.265.472 8.293.867 8.293.867 8.088.910 8.237.301 8.300.255 8.332.357
VII 10.000 - 19.999 abitanti 8.170.062 8.240.882 8.304.758 8.338.368 8.366.247 8.430.266 8.441.709 8.870.625 8.933.443 9.000.812 9.035.963
VIII 20.000 - 59.999 abitanti 12.128.498 12.259.973 12.340.628 12.386.695 12.496.753 12.604.319 12.592.876 12.392.923 12.600.848 12.772.777 13.004.902
IX 60.000 - 99.999 abitanti 4.340.256 4.388.121 4.392.654 4.392.052 4.389.235 4.391.425 4.391.425 4.058.808 4.227.362 4.389.347 4.403.963
X 100.000 - 249.999 abitanti 4.200.744 4.102.133 4.097.135 4.092.749 4.096.860 4.105.513 4.105.513 4.495.861 4.528.301 4.585.802 4.607.063
XI 250.000 - 499.999 abitabti 2.264.420 2.255.225 2.249.924 2.236.982 2.219.262 2.212.977 2.212.977 1.875.140 1.892.516 1.907.034 1.900.863
XII 500.000 E OLTRE abitanti 7.282.438 7.256.117 7.242.971 7.212.018 7.170.780 7.170.634 7.170.634 6.945.577 6.963.275 7.031.099 7.032.398
TOTALE NAZIONALE 57.332.996 57.460.977 57.563.354 57.612.615 57.679.895 57.844.017 57.844.017 57.321.070 57.888.245 58.462.375 58.751.711

Note: per esigenze di sinteticità, le fasce vengono convenzionalmente denominate con una numerazione dalla I alla XII.

  3. La popolazione delle classi

La popolazione presenta, negli anni dal 1995 al 2005, andamenti diversi a seconda della fascia di appartenenza. Successivamente tratteremo in modo dettagliato le singole oscillazione di ogni fascia in rapporto agli anni e al totale nazionale. Inoltre, le fasce VI ( da 5.000 9.999 abitanti), VII (da 10.000 a 19.999 abitanti), VIII ( da 20.0000 a 59.999 abitanti) XII (da 500.000 e oltre abitanti) rappresentano quelle con la popolazione più numerosa ma non anche con il maggior numero di comuni, come verrà ampliamente illustrato in seguito.

In particolare la classe con la popolazione più numerosa è la VIII con valori sempre superiori ai 12 milioni di abitanti negli anni che vanno dal 1995 al 2004 e, che si attesta a valori superiore ai 13 milioni ( precisamente di 13.004.902 abitanti ) nel 2005, ossia l’ultimo anno considerato dall’analisi.

All’opposto, la classe con la popolazione meno numerosa è la prima classe (meno di 500 abitanti) con valori che oscillano sopra i 250.000 abitanti e che sono pari a 252.315 nell’anno 2005.

Quanto riportato trova una facile lettura attraverso la rappresentazione dei dati in forma grafica che viene fornita di seguito.

TABELLA/GRAFICO N.3

fasce demografiche andamento della popolazione dal 1995 al 2005

Il medesimo dato concernente la popolazione delle classi può essere rappresentato anche in termini percentuali, ossia considerando la popolazione di ogni classe sul totale nazionale di ogni singolo anno.

E ciò, sia con una tabella di valori che riporta i valori numerici:

TABELLA/GRAFICO N.4

INCIDENZA PERCENTUALE PER FASCIA DELLA POPOLAZIONI SUL TOTALE NAZIONALE
FASCIA 1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005
I MENO DI 500 abitanti 0,45% 0,45% 0,45% 0,45% 0,44% 0,44% 0,44% 0,44% 0,44% 0,43% 0,43%
II 500–999 abitanti 1,46% 1,44% 1,45% 1,47% 1,48% 1,48% 1,48% 1,48% 1,46% 1,44% 1,43%
III 1.000 - 1.999 abitanti 4,33% 4,36% 4,32% 4,29% 4,26% 4,22% 4,22% 4,24% 4,18% 4,10% 4,05%
IV 2.000 - 2.999 abitanti 4,45% 4,38% 4,35% 4,30% 4,31% 4,34% 4,34% 4,27% 4,29% 4,29% 4,23%
V 3.000 - 4.999 abitanti 8,04% 8,03% 8,05% 8,06% 8,01% 7,91% 7,91% 8,04% 7,78% 7,67% 7,62%
VI 5.000 - 9.999 abitanti 14,32% 14,34% 14,27% 14,33% 14,33% 14,34% 14,34% 14,11% 14,23% 14,20% 14,18%
VII 10.000 - 19.999 abitanti 14,25% 14,34% 14,43% 14,47% 14,50% 14,57% 14,59% 15,48% 15,43% 15,40% 15,38%
VIII 20.000 - 59.999 abitanti 21,15% 21,34% 21,44% 21,50% 21,67% 21,79% 21,77% 21,62% 21,77% 21,85% 22,14%
IX 60.000 - 99.999 abitanti 7,57% 7,64% 7,63% 7,62% 7,61% 7,59% 7,59% 7,08% 7,30% 7,51% 7,50%
X 100.000 - 249.999 abitanti 7,33% 7,14% 7,12% 7,10% 7,10% 7,10% 7,10% 7,84% 7,82% 7,84% 7,84%
XI 250.000 - 499.999 abitanti 3,95% 3,92% 3,91% 3,88% 3,85% 3,83% 3,83% 3,27% 3,27% 3,26% 3,24%
XII 500.000 abitanti E OLTRE 12,70% 12,63% 12,58% 12,52% 12,43% 12,40% 12,40% 12,12% 12,03% 12,03% 11,97%
TOTALE 100% 100% 100% 100% 100% 100% 100% 100% 100% 100% 100%

e sia con un’ altra rappresentazione grafica dei valori stessi:

TABELLA/GRAFICO N.5

incidenza percentuale per fascia della popolazione sul totale nazionale

In termini percentuali, la classe demografica con la popolazione meno numerosa (classe I), si attesta su valori inferiori allo 0,5 per cento della popolazione in tutto il periodo considerato, presentando un valore di 0,43 per cento negli anni 2004 e 2005.

Le fasce demografiche con maggiore popolazione (classi VI, VII, XII) presentano, negli anni che vanno dal 1995 al 2005, valori tendenzialmente costanti con oscillazioni di frazioni di punto percentuale, ossia di molto inferiori all’1 per cento. In particolare :

  • la VI classe raggruppa una percentuale del 14 per cento circa della popolazione in tutti gli anni considerati;
  • la VII classe comprende una percentuale del 14 per cento circa della popolazione dal 1995 al 2001 nonché superiore al 15 per cento dal 2002 al 2005;
  • la XII classe raggruppa una percentuale superiore al 12 per cento circa della popolazione dal 1995 al 2004 e di poco inferiore (11, 97 per cento) nel 2005.

Discorso più specifico va fatto per la VIII classe che comprende la maggior parte della popolazione e che fa inoltre registrare anche l’incremento più consistente, atteso che da percentuale del 21,15 nell’anno 1995 passa ad una percentuale del 22,14 nell’anno 2005, ossia di un punto percentuale.

Complessivamente, la popolazione delle cennate quattro classi rappresenta più della metà della popolazione nazionale complessiva di ciascun anno (comunque oltre il 61% ) e le sole tre fasce intermedie, rappresentate dalla VI, VII e VIII, insieme comprendono quasi il 50% della popolazione nazionale complessiva di ogni singolo anno.

La prevalenza quantitativa della popolazione dei comuni nelle classi demografiche VI, VII, VIII e XII risulta mediamente costante in tutto il periodo preso in considerazione, come è possibile verificare anche dalla tabella che segue, nella quale per ogni classe demografica è stata inserita la media aritmetica semplice della popolazione per fascia demografica dei comuni dal 1995 al 2005 (ossia negli 11 anni considerati).

TABELLA/GRAFICO N.6

FASCIA DEMOGRAFICA MEDIA ARTIMETICA DELLA POPOLAZIONE PER FASCIA DEMOGRAFICA DEI COMUNI DAL 1995 AL 2005 PERCENTUALE DELLA POPOLAZIONE IN TERMINI DI MEDIA ARITMETICA
MENO DI 500 254.727 0,44%
500 - 999 845.099 1,46%
1.000 - 1.999 2.446.489 4,23%
2.000 - 2.999 2.498.446 4,32%
3.000 - 4.999 4.576.570 7,92%
5.000 - 9.999 8.247.702 14,27%
10.000 - 19.999 8.557.558 14,81%
20.000 - 59.999 12.507.381 21,64%
60.000 - 99.999 4.342.241 7,51%
100.000 - 249.999 4.274.334 7,40%
250.000 - 499.999 2.111.575 3,65%
500.000 E OLTRE 7.134.358 12,34%
TOTALE 57.796.479 100,00%

Possiamo ora condurre alcune osservazioni sulla popolazione delle fasce demografiche per gli anni considerati attraverso l’analisi e il confronto di tre tabelle :

- la prima prende in considerazione il periodo temporale che va dal 1995 al 2000;

- la seconda prende in considerazione tutto il periodo temporale che va dal 2001 al 2005;

- la terza prende, invece, in considerazione l’intero periodo dal 1995 al 2005.

In tal modo, potremo considerare le differenze nell’intero periodo e anche rispetto a due periodi intermedi, quali quello dal 1995 al 2000 e quello dal 2001 al 2005.

Si evidenziano in dettaglio le differenze, in valore assoluto, fra l’ultimo anno (2005 ) e l’anno di partenza (1995), riportando in rosso i valori negativi.

TABELLA/GRAFICO N.7

POPOLAZIONI PER ANNO DI RIFERIMENTO
FASCIA DEMOGRAFICA 1995 1996 1997 1998 1999 2000 Differenza della popolazione tra il 1995 e il 2000
I MENO DI 500 ABITANTI 255.475 257.523 258.152 256.485 254.225 252.987 -2.488
II 500–999 837.111 827.126 835.168 848.086 854.764 857.590 20.479
III 1.000 - 1.999 2.482.886 2.505.506 2.488.294 2.472.740 2.459.475 2.440.095 -42.791
IV 2.000 - 2.999 2.551.886 2.518.241 2.505.658 2.476.699 2.485.790 2.509.866 -42.020
V 3.000 - 4.999 4.611.676 4.611.839 4.634.805 4.646.089 4.621.032 4.574.478 -37.198
VI 5.000 - 9.999 8.207.544 8.238.291 8.213.207 8.253.652 8.265.472 8.293.867 86.323
VII 10.000 - 19.999 8.170.062 8.240.882 8.304.758 8.338.368 8.366.247 8.430.266 260.204
VIII 20.000 - 59.999 12.128.498 12.259.973 12.340.628 12.386.695 12.496.753 12.604.319 475.821
IX 60.000 - 99.999 4.340.256 4.388.121 4.392.654 4.392.052 4.389.235 4.391.425 51.169
X 100.000 - 249.999 4.200.744 4.102.133 4.097.135 4.092.749 4.096.860 4.105.513 -95.231
XI 250.000 - 499.999 2.264.420 2.255.225 2.249.924 2.236.982 2.219.262 2.212.977 -51.443
XII 500.000 E OLTRE 7.282.438 7.256.117 7.242.971 7.212.018 7.170.780 7.170.634 -111.804
TOTALE NAZIONALE 57.332.996 57.460.977 57.563.354 57.612.615 57.679.895 57.844.017 511.021

TABELLA/GRAFICO N.8

POPOLAZIONI PER ANNO DI RIFERIMENTO
FASCIA DEMOGRAFICA 2001 2002 2003 2004 2005 Differenza della popolazione tra il 2001 e il 2005
I MENO DI 500 ABITANTI 252.987 254.973 254.713 252.162 252.315 -672
II 500–999 857.590 850.970 845.930 839.005 842.745 -14.845
III 1.000 - 1.999 2.440.095 2.430.962 2.418.194 2.396.534 2.376.601 -63.494
IV 2.000 - 2.999 2.509.866 2.448.483 2.484.284 2.505.394 2.486.738 -23.128
V 3.000 - 4.999 4.574.478 4.607.838 4.502.078 4.482.154 4.475.803 -98.675
VI 5.000 - 9.999 8.293.867 8.088.910 8.237.301 8.300.255 8.332.357 38.490
VII 10.000 - 19.999 8.441.709 8.870.625 8.933.443 9.000.812 9.035.963 594.254
VIII 20.000 - 59.999 12.592.876 12.392.923 12.600.848 12.772.777 13.004.902 412.026
IX 60.000 - 99.999 4.391.425 4.058.808 4.227.362 4.389.347 4.403.963 12.538
X 100.000 - 249.999 4.105.513 4.495.861 4.528.301 4.585.802 4.607.063 501.550
XI 250.000 - 499.999 2.212.977 1.875.140 1.892.516 1.907.034 1.900.863 -312.114
XII 500.000 E OLTRE 7.170.634 6.945.577 6.963.275 7.031.099 7.032.398 -138.236
TOTALE NAZIONALE 57.844.017 57.321.070 57.888.245 58.462.375 58.751.711 907.694

TABELLA/GRAFICO N.9

POPOLAZIONI PER ANNO DI RIFERIMENTO
FASCIA DEMOGRAFICA 1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 Differenza della popolazione tra il 1995 e il 2005
I MENO DI 500 ABITANTI 255.475 257.523 258.152 256.485 254.225 252.987 252.987 254.973 254.713 252.162 252.315 -3.160
II 500 - 999 837.111 827.126 835.168 848.086 854.764 857.590 857.590 850.970 845.930 839.005 842.745 5.634
III 1.000 - 1.999 2.482.886 2.505.506 2.488.294 2.472.740 2.459.475 2.440.095 2.440.095 2.430.962 2.418.194 2.396.534 2.376.601 -106.285
IV 2.000 - 2.999 2.551.886 2.518.241 2.505.658 2.476.699 2.485.790 2.509.866 2.509.866 2.448.483 2.484.284 2.505.394 2.486.738 -65.148
V 3.000 - 4.999 4.611.676 4.611.839 4.634.805 4.646.089 4.621.032 4.574.478 4.574.478 4.607.838 4.502.078 4.482.154 4.475.803 -135.873
VI 5.000 - 9.999 8.207.544 8.238.291 8.213.207 8.253.652 8.265.472 8.293.867 8.293.867 8.088.910 8.237.301 8.300.255 8.332.357 124.813
VII 10.000 - 19.999 8.170.062 8.240.882 8.304.758 8.338.368 8.366.247 8.430.266 8.441.709 8.870.625 8.933.443 9.000.812 9.035.963 865.901
VIII 20.000 - 59.999 12.128.498 12.259.973 12.340.628 12.386.695 12.496.753 12.604.319 12.592.876 12.392.923 12.600.848 12.772.777 13.004.902 876.404
IX 60.000 - 99.999 4.340.256 4.388.121 4.392.654 4.392.052 4.389.235 4.391.425 4.391.425 4.058.808 4.227.362 4.389.347 4.403.963 63.707
X 100.000 - 249.999 4.200.744 4.102.133 4.097.135 4.092.749 4.096.860 4.105.513 4.105.513 4.495.861 4.528.301 4.585.802 4.607.063 406.319
XI 250.000 - 499.999 2.264.420 2.255.225 2.249.924 2.236.982 2.219.262 2.212.977 2.212.977 1.875.140 1.892.516 1.907.034 1.900.863 -363.557
XII 500.000 E OLTRE 7.282.438 7.256.117 7.242.971 7.212.018 7.170.780 7.170.634 7.170.634 6.945.577 6.963.275 7.031.099 7.032.398 -250.040
TOTALE NAZIONALE 57.332.996 57.460.977 57.563.354 57.612.615 57.679.895 57.844.017 57.844.017 57.321.070 57.888.245 58.462.375 58.751.711 1.418.715

Sia nell’arco temporale che va dal 1995 al 2000 che in quello che va dal 1995 al 2005 l’andamento della popolazione di ogni singola fascia, ad eccezione della X fascia demografica, è costante sia in termini di valori negativi che in termini di valori positivi.

Le fasce demografiche I, III, IV, V, XI e XII presentano in entrambi i periodi considerati un decremento del numero dei comuni, per cui nell’intero arco temporale e cioè da 1995 al 2005 registriamo differenze ancora più significative.

Se si considerano solo le differenze delle fasce demografiche I, III, IV, V, XI e XII della popolazione del primo e del secondo periodo è facile verificare, come già accennato, che la popolazione in queste fasce diminuisce negli anni considerati.

TABELLA/GRAFICO N.10

FASCIA DEMOGRAFICA Fasce per le quali vi è una diminuzione della popolazione 2000 rispetto alla popolazione 1995 Fasce per le quali vi è una diminuzione della popolazione 2005 rispetto alla popolazione 2001
I MENO DI 500 ABITANTI -2.488 -672
III 1.000 - 1.999 -42.791 -63.494
IV 2.000 - 2.999 -42.020 -23.128
V 3.000 - 4.999 -37.198 -98.675
XI 250.000 - 499.999 -51.443 -312.114
XII 500.000 E OLTRE -111.804 -138.236

TABELLA/GRAFICO N.11

FASCIA DEMOGRAFICA Fasce per le quali vi è una diminuzione della popolazione 2005 rispetto alla popolazione 1995
I MENO DI 500 ABITANTI -3.160
III 1.000 - 1.999 -106.285
IV 2.000 - 2.999 -65.148
V 3.000 - 4.999 -135.873
XI 250.000 - 499.999 -363.557
XII 500.000 E OLTRE -250.040

Le cause di tale andamento possono essere ricercate:

  • in primo luogo nella naturale variabilità delle classi, ossia per il fatto che taluni comuni che presentano una popolazione che è al limite della soglia possono–con il tempo–passare alla classe immediatamente successiva o precedente andando ad accrescere la popolazione delle tre classi (come si vedrà dettagliatamente nel paragrafo che segue, e ciò è quanto avvenuto per le classi III, IV, V e XI ) [4];
  • nella variabilità della popolazione dei comuni che fanno parte della classe stessa ( come anche si vedrà nel paragrafo seguente, ciò è quanto avvenuto, ad esempio, per la XII classe che–pur annoverando gli stessi 6 comuni negli anni considerati–registra una leggera flessione della popolazione in conseguenza di una leggera flessione della popolazione dei comuni che la costituiscono; un tale fenomeno si registra anche per la XI classe);
  • in misura tuttavia molto limitata, per spostamenti di comuni fra classi attraverso l’istituto della fusione tra enti di cui all’articolo 15 del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali (infatti vi sono stati solo pochi casi di fusioni fra comuni negli anni considerati);
  • in modo analogo a quanto detto per la fusione, anche per la costituzione di nuovi comuni sul territorio. [5]

Un caso di apprezzabile variabilità si rinviene nella decima fascia demografica che nel primo periodo, cioè quello tra il 1995 e il 2000, presenta una diminuzione del numero complessivo della popolazione (- 95.231 ) e nel secondo periodo ( cioè quello tra il 1995 e il 2005 ) presenta un aumento della popolazione ( + 406.319 ) [6].

Analogo andamento si riscontra anche nelle fasce demografiche che presentano una popolazione in aumento nell’arco temporale in esame. Infatti le fasce II, VI, VII e VIII e IX sia nel periodo 1995-2000 che nell’intero arco temporale 1995-2005 registrano un aumento della popolazione [7].

Con l’ausilio della medesima modalità di rappresentazione precedentemente adottata, se si considerano le sole differenze nei valori assunti dalla popolazione del primo e del secondo periodo è facile verificare che la popolazione in queste fasce tende ad aumentare nel tempo.

Unica eccezione è rappresentata dalla II fascia demografica nel periodo che va dal 2001 al 2005 in cui la popolazione ha una riduzione pari a 14.845 abitanti, in gran parte per effetto della diminuzione dei comuni che fanno parte della classe (da 1.141 comuni dell’anno 2001 a 1.126 comuni dell’anno 2005).

TABELLA/GRAFICO N.12

FASCIA DEMOGRAFICA Fasce per le quali vi è un aumento delle popolazione 2000 rispetto alla popolazione 1995 Fasce per le quali vi è un aumento della popolazione 2005 rispetto alla popolazione 2001
II 500 - 999 20.479 -14.845
VI 5.000–9.999 86.323 38.490
VII 10.000–19.999 260.204 594.254
VIII 20.000–59.999 475.821 412.026
IX 60.000–99.999 51.169 12.538

Ed inoltre riportiamo una tabella con le medesime risultanze considerando l’aumento della popolazione fra il 1995 e il 2005

TABELLA/GRAFICO N.13

FASCIA DEMOGRAFICA Fasce per le quali vi è un aumento della popolazione 2005 rispetto alla popolazione 1995
II 500 - 999 5.634
VI 5.000–9.999 124.813
VII 10.000–19.999 865.901
VIII 20.000–59.999 876.404
IX 60.000–99.999 63.707

  4. I comuni appartenenti alle classi

Parallelamente all’esame sull’andamento della popolazione dei comuni è imprescindibile, per una corretta visone del fenomeno, occuparsi della consistenza del numero degli comuni nelle classi demografiche, dato che–come si è già anticipato–può spiegare in gran parte la variabilità della popolazione delle classi.

Analogamente a quanto già fatto per la popolazione, viene riportato una tabella che mostra per classi demografiche la consistenza del numero dei comuni nel medesimo arco temporale, cioè dal 1995 al 2005.

SUDDIVISIONE DEI COMUNI PER FASCIA DEMOGRAFICA

TABELLA/GRAFICO N.14

NUMERO COMPLESSIVO DEI COMUNI PER FASCIA DEMOGRAFICA DALL’ANNO 1995 AL 2005
FASCIA DEMOGRAFICA 1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005
I MENO DI 500 823 828 833 830 828 828 828 842 840 835 837
II 500 - 999 1.119 1.106 1.114 1.128 1137 1141 1141 1137 1130 1123 1126
III 1.000 - 1.999 1.701 1.714 1.699 1.684 1674 1662 1662 1659 1650 1639 1624
IV 2.000 - 2.999 1.035 1.019 1.015 1.005 1008 1017 1017 996 1008 1017 1011
V 3.000 - 4.999 1.188 1.189 1.195 1.200 1193 1180 1180 1191 1164 1158 1158
VI 5.000 - 9.999 1.171 1.174 1.169 1.173 1174 1178 1178 1154 1175 1182 1186
VII 10.000 - 19.999 598 602 607 608 611 616 617 649 653 658 662
VIII 20.000 - 59.999 369 371 373 374 378 382 382 376 383 389 397
IX 60.000 - 99.999 56 56 56 56 56 56 56 53 55 57 57
X 100.000 - 249.999 29 28 28 28 28 28 28 31 31 31 31
XI 250.000 - 499.999 7 7 7 7 7 7 7 6 6 6 6
XII 500.000 E OLTRE 6 6 6 6 6 6 6 6 6 6 6
TOTALE NAZIONALE 8.102 8.100 8.102 8.099 8100 8101 8102 8100 8101 8101 8101

Anche il numero degli enti appartenenti alle classi, come quello della popolazione, mostra andamenti diversificati a seconda della fascia di riferimento e le fasce che contengono il maggior numero di enti sono quelle comprese tra la I e la VI, ciò che sta ad indicare una prevalenza di comuni di piccola e media dimensione demografica. Tuttavia anche la fascia VII presenta valori apprezzabili.

Si fornisce una tabella che mostra in modo evidente quanto già esposto.

TABELLA/GRAFICO N.15

Fasce demografiche - andamento del numero dei comuni dal 1995 al 2005

Seguendo ancora la modalità di rappresentazione già utilizzata per la popolazione, si descrive l’incidenza percentuale del numero dei comuni di ogni singola fascia sul totale nazionale per ciascun anno.

TABELLA/GRAFICO N.16

INCIDENZA PERCENTUALE PER FASCIA DEI COMUNI SUL TOTALE NAZIONALE
FASCIA 1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005
I MENO DI 500 10,16% 10,22% 10,28% 10,25% 10,22% 10,22% 10,22% 10,40% 10,37% 10,31% 10,33%
II 500 - 999 13,81% 13,65% 13,75% 13,93% 14,04% 14,08% 14,08% 14,04% 13,95% 13,86% 13,90%
III 1.000 - 1.999 20,99% 21,16% 20,97% 20,79% 20,67% 20,52% 20,51% 20,48% 20,37% 20,23% 20,05%
IV 2.000 - 2.999 12,77% 12,58% 12,53% 12,41% 12,44% 12,55% 12,55% 12,30% 12,44% 12,55% 12,48%
V 3.000 - 4.999 14,66% 14,68% 14,75% 14,82% 14,73% 14,57% 14,56% 14,70% 14,37% 14,29% 14,29%
VI 5.000 - 9.999 14,45% 14,49% 14,43% 14,48% 14,49% 14,54% 14,54% 14,25% 14,50% 14,59% 14,64%
VII 10.000 - 19.999 7,38% 7,43% 7,49% 7,51% 7,54% 7,60% 7,62% 8,01% 8,06% 8,12% 8,17%
VIII 20.000 - 59.999 4,55% 4,58% 4,60% 4,62% 4,67% 4,72% 4,71% 4,64% 4,73% 4,80% 4,90%
IX 60.000 - 99.999 0,69% 0,69% 0,69% 0,69% 0,69% 0,69% 0,69% 0,65% 0,68% 0,70% 0,70%
X 100.000 - 249.999 0,36% 0,35% 0,35% 0,35% 0,35% 0,35% 0,35% 0,38% 0,38% 0,38% 0,38%
XI 250.000 - 499.999 0,09% 0,09% 0,09% 0,09% 0,09% 0,09% 0,09% 0,07% 0,07% 0,07% 0,07%
XII 500.000 E OLTRE 0,07% 0,07% 0,07% 0,07% 0,07% 0,07% 0,07% 0,07% 0,07% 0,07% 0,07%
TOTALE 100% 100% 100% 100% 100% 100% 100% 100% 100% 100% 100%

n.b. le percentuali riportate in rosso evidenziano le classi demografiche che nell’arco degli undici anni hanno riportato un decrementonell’ incidenza percentuale per fascia dei comuni sul totale nazionale.

TABELLA/GRAFICO N.17

incidenza percentuale per fascia degli enti sul totale nazionale

Le prime 6 classi demografiche, nell’intero periodo analizzato, costituiscono circa l’86 per cento di tutti i comuni di Italia, mentre le sole prime 5 classi demografiche, che comprendono i comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti, rappresentano più del 70 per cento degli stessi comuni.

D’altra parte se si considerano i comuni con popolazione superiore a 10.000 abitanti, si noterà che essi rappresentano circa 14 per cento del totale dei comuni.

  5. L’istituto della fusione e un accenno circa la costituzione di nuovi comuni

Si è già detto che lo spostamento dei comuni fra classi demografiche, ed anche il numero dei comuni con relativa popolazione appartenenti alle classi stesse, può essere in misura molto ridotta spiegato con l’istituto della fusione fra enti e, tal fine, si vuole ricordare preliminarmente che, in Italia, negli anni considerati dallo studio si sono registrate n. 5 fusioni fra 11 comuni, ossia:

1) la fusione fra i comuni di Contarina e Donada nel comune di Porto Viro (RO), avvenuta nel gennaio 1995;

2) la fusione dei comuni di Carrara San Giorgio e Carrara Santo Stefano nel comune di Due Carrara (PD), avvenuta nel marzo 1995;

3) la fusione dei comuni di Colvavagno, Scandeluzza e Montiglio nel comune di Montiglio Monferrato (AT), avvenuta nel settembre del 1998;

4) con legge della regione Piemonte n. 32 dell’11 novembre 1998 è stato istituito, a decorrere dall’1 gennaio 1999, il comune di Mosso, mediante la fusione dei comuni di Mosso Santa Maria e Pistolesa nel comune di Mosso (BI) [8];

5) la fusione dei comuni di Sant’Abbondio e Santa Maria Rezzonico nel comune di San Siro (CO), avvenuta nel gennaio 2003.

In proposito, si può riscontrare dalla tabella del totale nazionale dei comuni ove dall’anno 1995 al 1996 il totale dei comuni passa da 8.102 a 8100 per effetto della trasformazione–avvenuta nell’anno 1995 - di quattro comuni in due a seguito di due procedure di fusione.

Analoghi effetti possono ovviamente produrre la costituzione di nuovi comuni, come a solo titolo esemplificativo è avvenuto per il comune di Padru in provincia di Sassari nel corso del 1996 e per il comune di Fonte Nuova in provincia di Roma nel 2002.

Ma, in generale, va osservato che gli effetti delle fusioni fra comuni e la costituzione di nuovi comuni hanno esplicato entrambi effetti modesti [9].

Disponendo di dati più completi, ci si soffermerà in particolare sull’istituto della fusione, esponendo a mezzo di tabella e di grafico i comuni con la relativa popolazione [10] che sono stati interessati da tale istituto, suddividendoli rispetto alle classi demografiche di originaria appartenenza, per poi descrivere gli effetti che tale processo di fusione ha avuto.

FUSIONI - RAGGRUPPAMENTO PER CLASSI DEMOGRAFICHE DEI COMUNI
CHE HANNO DATO LUOGO A PROCEDURE DI FUSIONE

TABELLA/GRAFICO N.18

COMUNE ANNO DELLA FUSIONE POPOLAZIONE FASCIA DEMOGRAFICA % ENTI SUL TOTALE DELLE FUSIONI % POPOLAZIONE SUL TOTALE POPOLAZIONI UNIONI
COLCAVAGNO 1998 122 prima
SCANDELUZZA 1998 250 prima
PISTOLESA 1998 155 prima
TOTALE PER CLASSE DEMOGRAFICA 3   527   27,27% 1,98%
SANT'ABBONDIO 2002 795 seconda
TOTALE PER CLASSE DEMOGRAFICA 1   795   9,09% 2,98%
CARRARA SANTO STEFANO 1995 1.978 terza
MONTIGLIO 1998 1.377 terza
MOSSO SANTA MARIA 1998 1.683 terza
SANTA MARIA REZZONICO 2002 1.085 terza
TOTALE PER CLASSE DEMOGRAFICA 4   6.123   36,36% 22,97%
CONTARINA 1994 8.250 sesta
DONADA 1994 5.912 sesta
CARRARA SAN GIORGIO 1995 5.044 sesta
TOTALE PER CLASSE DEMOGRAFICA 3   19.206   27,27% 72,06%
TOTALE GENERALE 11   26.651  

TABELLA/GRAFICO N.19

fusioni raggruppamento per classi demografiche degli enti fusi

TABELLA/GRAFICO N.20

raggruppamento per classi demografiche degli enti che hanno dato luogo a fusione

Riassumendo, il fenomeno della fusione dal 1998 ad oggi ha interessato una popolazione complessiva di 26.651 abitanti e n. 11 comuni, di cui:
- 3 appartenevano alla I classe demografica, con una popolazione di 527 abitanti;
- 1 apparteneva alla II classe demografica, con una popolazione di 795 abitanti;
- 4 appartenevano alla III classe demografica, con una popolazione di 6.123 abitanti;
- 3 appartenevano alla VI classe demografica,con una popolazione di 19.206 abitanti.

I nuovi 5 comuni risultanti dalle fusioni si vanno, invece, a collocare nelle seguenti classi:
- 3 nella III classe demografica;
- 1 nella VI classe demografica;
- 1 nella VII classe demografica.

Pertanto, complessivamente le fusioni fra comuni hanno ridotto il numero dei comuni appartenenti alla I ( -3 unità), II (- 1 unità), III (- 1 unità) e VI classe ( - 2 unità) ed hanno incrementato di una unità quelli della VII classe.

Si riportano i dati specifici circa i comuni risultanti dalle fusioni.

TABELLA/GRAFICO N.21

ENTI COSTITUITI A SEGUITO DELL'ISTITUTO DELLA FUSIONE
  COMUNE COSTITUITO A SEGUITO DELLA FUSIONE ANNO STORICO POPOLAZIONE FASCIA DEMOGRAFICA % ENTI SUL TOTALE DEGLI ENTI INTERESSATI DALLA FUSIONE % POPOLAZIONE SUL TOTALE DELLA POPOLAZIONE DEGLI ENTI SOGGETTI A FUSIONE
PORTO VIRO 1995 14.194 7  
TOTALE PER CLASSE DEMOGRAFICA 1   14.194   20,00% 52,82%
DUE CARRARE 1995 7.234 6  
TOTALE PER CLASSE DEMOGRAFICA 1   7.234   20,00% 26,92%
MONTIGLIO MONFERRATO 1998 1.750 3  
MOSSO 1999 1.813 3
SAN SIRO 2003 1.880 3
TOTALE PER CLASSE DEMOGRAFICA 3   5.443   60,00% 20,26%
TOTALE GENERALE 5   26.871  

TABELLA/GRAFICO N.22

raggruppamento per classi demografiche degli enti

TABELLA/GRAFICO N.23

raggruppamento per classi demografiche degli enti

  6. Un approfondimento sui comuni con popolazione superiore a 250.000 abitanti

Analizzando la popolazione dei comuni per fascia demografica si evince che degli 8.101 comuni censiti nell’anno 2005, pochissimi sono quelli con una notevole consistenza numerica di abitanti; i comuni con una popolazione superiore a 250.0000 abitanti sono solo 13 di cui solo 6 superano i 500.000 abitanti, e di questi 6 solo 4 superano il 1.0000.000 di abitanti, per cui sembra utile approfondire anche quest’ultima specificità attraverso una rappresentazione di dati.

TABELLA/GRAFICO N.24

FASCE DEMOGRAFICHE - ANDAMENTO DELLA POPOLAZIONE DEI COMUNI CON POPOLAZIONE SUPERIORE  A 250.000 ABITANTI DAL 1995 AL 2005
FASCIA DEMOGRAFICA COMUNE SIGLA POP. 1995 POP. 1996 POP. 1997 POP. 1998 POP. 1999 POP. 2000 POP. 2001 POP. 2002 POP. 2003 POP. 2004 POP. 2005
XI - DA 250.000 A 499.999 ABITANTI VERONA VR 254.145 254.520 254.748 254.712 255.268 257.477 253.267 256.110 258.115 259.068 259.380
MESSINA ME 263.092 262.224 262.172 261.134 259.156 257.302 251.710 - - - -
VENEZIA VE 298.915 296.422 293.731 291.531 277.305 275.368 270.963 269.566 271.663 271.251 269.780
BARI BA 336.560 335.410 333.550 331.568 331.848 332.143 316.278 315.068 314.166 328.458 326.915
CATANIA CT 341.623 341.455 342.275 339.271 337.862 336.222 312.205 308.438 307.774 305.773 304.144
FIRENZE FI 383.594 380.058 379.687 376.760 376.662 374.501 355.315 352.940 367.259 368.059 366.901
BOLOGNA BO 386.491 385.136 383.761 382.006 381.161 379.964 370.363 373.018 373.539 374.425 373.743
TOTALE XI FASCIA 2.264.420 2.255.225 2.249.924 2.236.982 2.219.262 2.212.977 2.130.101 1.875.140 1.892.516 1.907.034 1.900.863
XII - DA 500.000 E OLTRE ABITANTI GENOVA GE 659.116 653.529 647.896 641.437 636.104 632.366 609.399 604.732 601.338 605.084 620.316
PALERMO PA 689.301 687.855 688.369 686.551 683.794 679.290 686.045 682.901 679.730 675.277 670.820
TORINO TO 923.106 919.612 914.818 909.717 903.705 900.987 864.671 861.644 867.857 902.255 900.608
NAPOLI NA 1.050.234 1.045.874 1.035.835 1.020.120 1.002.619 1.000.470 1.004.577 1.008.419 1.000.449 995.171 984.242
MILANO MI 1.306.494 1.303.925 1.302.808 1.307.785 1.300.977 1.301.551 1.253.503 1.247.052 1.271.898 1.299.439 1.308.735
ROMA RM 2.654.187 2.645.322 2.653.245 2.646.408 2.643.581 2.655.970 2.545.860 2.540.829 2.542.003 2.553.873 2.547.677
TOTALE XII FASCIA 7.282.438 7.256.117 7.242.971 7.212.018 7.170.780 7.170.634 6.964.055 6.945.577 6.963.275 7.031.099 7.032.398
TOTALE GENERALE 9.546.858 9.511.342 9.492.895 9.449.000 9.390.042 9.383.611 9.094.156 8.820.717 8.855.791 8.938.133 8.933.261

Si noti che dall’anno 2002 non vengono più riportati i dati della popolazione del comune di Messina in quanto dal medesimo anno l’ente ha registrato una flessione della popolazione che ha comportato l’appartenenza alla X fascia demografica anziché alla XI.

TABELLA/GRAFICO N.25

popolazione dei comuni con popolazione superiore a 250.000 ab. dal 1995 al 2005

I comuni con una popolazione superiore a 250.000 abitanti ma comunque inferiore a 500.000 abitanti ( cioè quelli delle XI fascia ) risultano essere 7 ed in particolare sono i comuni di Verona, Messina (fino all’anno 2001), Venezia, Bari, Catania, Firenze e Bologna. Per tutti i 7 comuni della XI classe ( e per 6 a partire dal 2002) la popolazione presenta, nell’intero arco temporale considerato, modeste oscillazioni tendenzialmente in diminuzione, ossia la popolazione tende a decrescere ad eccezione del comune di Verona che registra variazioni quasi sempre in aumento.

Nella XII fascia, cioè quella che comprende i comuni con più di 500.000 abitanti, vi sono solo 6 comuni, ossia i comuni di Genova, Palermo, Torino, Napoli, Milano e Roma.

Anche per questi sei comuni le oscillazioni nel numero della popolazione nell’arco temporale che va dal 1995 al 2005 sono modeste ma, anche in questo caso, sempre in diminuzione per tutti gli enti considerati.

Interessanti sono i risultati a cui si perviene se confrontiamo le popolazioni di ciascun comune con il totale della propria fascia di appartenenza.

Rispetto ai dati della popolazione 2005, da una prima analisi si nota che nella fascia XI tutti i comuni hanno una popolazione compresa tra i 259.000 abitanti di Verona e i non più di 373.000 abitanti di Bologna, con una popolazione media di fascia di poco più di 317.000 abitanti .

Invece, nella fascia XII i comuni hanno una variabilità della popolazione di molto superiore a quella della XI fascia. Infatti essa oscilla tra i poco più di 620.000 abitanti del comune di Genova ai poco più 2.547.000 abitanti del comune di Roma, con una popolazione media di fascia poco al di sopra di 1.172.000 abitanti.

Sul totale generale della popolazione di tutti i comuni in esame, pari a poco più di 8.933.000 abitanti, solo circa 1.900.000 abitanti appartengono ai comuni della fascia XI e i restanti circa 7.032.000 ai comuni della fascia XII.

Il comune di Roma, singolarmente considerato, ha una popolazione superiore al totale complessivo della popolazione di tutti i comuni appartenenti alla XI fascia.

Gli stessi dati, se rappresentati in termini percentuali con una tabella ed un grafico, mettono maggiormente in rilievo le notazioni già descritte con riferimento ai valori assoluti.

TABELLA/GRAFICO N.26

FASCE DEMOGRAFICHE - ANDAMENTO PERCENTUALE DELLA POPOLAZIONE DEI COMUNI CON POPOLAZIONE SUPERIORE A 250.000 ABITANTI DAL 1995 AL 2005
FASCIA DEMOGRAFICA COMUNE PROVINCIA 1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005
XI - DA 250.000 A 4999.999 ABITANTI VERONA VR 2,66% 2,68% 2,68% 2,70% 2,72% 2,74% 2,78% 2,90% 2,91% 2,90% 2,90%
MESSINA ME 2,76% 2,76% 2,76% 2,76% 2,76% 2,74% 2,77% 0,00% 0,00% 0,00% 0,00%
VENEZIA VE 3,13% 3,12% 3,09% 3,09% 2,95% 2,93% 2,98% 3,06% 3,07% 3,03% 3,02%
BARI BA 3,53% 3,53% 3,51% 3,51% 3,53% 3,54% 3,48% 3,57% 3,55% 3,67% 3,66%
CATANIA CT 3,58% 3,59% 3,61% 3,59% 3,60% 3,58% 3,43% 3,50% 3,48% 3,42% 3,40%
FIRENZE FI 4,02% 4,00% 4,00% 3,99% 4,01% 3,99% 3,91% 4,00% 4,15% 4,12% 4,11%
BOLOGNA BO 4,05% 4,05% 4,04% 4,04% 4,06% 4,05% 4,07% 4,23% 4,22% 4,19% 4,18%
XII - 500.000 E OLTRE ABITANTI GENOVA GE 6,90% 6,87% 6,83% 6,79% 6,77% 6,74% 6,70% 6,86% 6,79% 6,77% 6,94%
PALERMO PA 7,22% 7,23% 7,25% 7,27% 7,28% 7,24% 7,54% 7,74% 7,68% 7,56% 7,51%
TORINO TO 9,67% 9,67% 9,64% 9,63% 9,62% 9,60% 9,51% 9,77% 9,80% 10,09% 10,08%
NAPOLI NA 11,00% 11,00% 10,91% 10,80% 10,68% 10,66% 11,05% 11,43% 11,30% 11,13% 11,02%
MILANO MI 13,69% 13,71% 13,72% 13,84% 13,85% 13,87% 13,78% 14,14% 14,36% 14,54% 14,65%
ROMA RM 27,80% 27,81% 27,95% 28,01% 28,15% 28,30% 27,99% 28,81% 28,70% 28,57% 28,52%
TOTALE 100% 100% 100% 100% 100% 100% 100% 100% 100% 100% 100%

Si noti che dall’anno 2002 non vengono più riportati i dati della popolazione del comune di Messina in quanto dal medesimo anno l’ente ha registrato una flessione della popolazione che ha comportato l’appartenenza alla X fascia demografica anziché alla XI.

TABELLA/GRAFICO N.27

incidenza percentuale della popolazione dei comuni con popolazione superiore a 250.000

Tenuto conto che la popolazione dei comuni considerati ha subito modestissime variazioni nell’arco temporale complessivo considerato ( dal 1995 al 2005 ); a titolo esemplificativo le percentuali riportate nel grafico si riferiscono all’incidenza percentuale della popolazione dei comuni nell’anno 2005

Sempre in relazione alla popolazione 2005, 4 comuni (Roma, Milano, Napoli e Torino) da soli rappresentano più del 64 per cento della popolazione complessiva dei comuni della XI e XII fascia demografica.

Ed inoltre, il comune di Roma, come già indicato analizzando i dati in valore assoluto, ha una popolazione superiore a tutti i comuni della XI fascia; infatti esso rappresenta più del 28 per cento del totale della popolazione della XI e XII classe, mentre tutti i comuni della XI classe (Verona, Venezia, Bari, Catania e Firenze e Bologna) rappresentano poco più del 21 per cento.

  7. Cenni sulla presenza dei cittadini stranieri residenti in italia

A conclusione dell’esposizione, è utile fornire brevi cenni sulla presenza dei cittadini stranieri in Italia ed, in particolare, sulla loro consistenza numerica rispetto alla popolazione complessiva.

Sulla base dei dati Istat è possibile indicare i valori–a livello regionale–dei cittadini stranieri residenti in Italia nel triennio 2003-2005, periodo coincidente con l’ultimo periodo temporale preso in considerazione nel presente studio.

TABELLA/GRAFICO N.28

Cittadini stranieri residenti per regione - Anni 2003-2005
REGIONI 2003 2004 2005
popolazione straniera % sul totale nazionale popolazione straniera % sul totale nazionale popolazione straniera % sul totale nazionale
Lombardia 378.507 24,43% 476.690 23,95% 594.279 24,74%
Veneto 183.852 11,87% 240.434 12,08% 287.732 11,98%
Lazio 167.480 10,81% 204.725 10,29% 247.847 10,32%
Emilia-Romagna 163.838 10,57% 210.397 10,57% 257.161 10,71%
Piemonte 127.563 8,23% 174.144 8,75% 208.538 8,68%
Toscana 127.298 8,22% 164.800 8,28% 193.608 8,06%
Marche 54.660 3,53% 70.557 3,55% 81.890 3,41%
Sicilia 50.890 3,28% 62.900 3,16% 69.679 2,90%
Friuli-Venezia Giulia 43.498 2,81% 51.889 2,61% 58.915 2,45%
Campania 43.202 2,79% 65.396 3,29% 85.773 3,57%
Liguria 41.920 2,71% 53.194 2,67% 65.994 2,75%
Trentino-Alto Adige 35.794 2,31% 42.674 2,14% 49.608 2,07%
Puglia 35.092 2,26% 42.985 2,16% 47.943 2,00%
Umbria 32.362 2,09% 43.151 2,17% 53.470 2,23%
Abruzzo 24.348 1,57% 32.466 1,63% 38.582 1,61%
Calabria 18.374 1,19% 27.413 1,38% 31.195 1,30%
Sardegna 11.686 0,75% 14.371 0,72% 15.972 0,66%
Basilicata 3.560 0,23% 5.154 0,26% 5.923 0,25%
Valle d'Aosta 2.949 0,19% 3.636 0,18% 4.258 0,18%
Molise 2.500 0,16% 3.183 0,16% 3.790 0,16%
ITALIA 1.549.373 100,00% 1.990.159 100,00% 2.402.157 100,00%
Nord 977.921 63,12% 1.253.058 62,96% 1.526.485 63,55%
Centro 381.800 24,64% 483.233 24,28% 576.815 24,01%
Sud 127.076 8,20% 176.597 8,87% 213.206 8,88%
Isole 62.576 4,04% 77.271 3,88% 85.651 3,57%

Dall’analisi della tabella, emerge in modo evidente che le regioni del Nord–da sole–ospitano più del 60 per cento dei cittadini stranieri residenti, quelle del Centro un valore di gran lunga inferiore (24 per cento circa), mentre il Sud e le Isole valori ancora più bassi; in totale Centro, Sud e Isole non superano il 40 per cento del totale.

Si possono anche confrontare i dati a livello nazionale dei cittadini stranieri residenti in Italia nel periodo 2003-2005 con l’intera popolazione nazionale, rilevando che si tratta di un valore percentuale in costante aumento dal 2003 ( 2,68 per cento ) al 2005 ( 4,09 per cento ).

TABELLA/GRAFICO N.29

Incidenza percentuale della popolazione straniera sulla popolazione nazionale Anni 2003-2005
2003 2004 2005
popolazione straniera popolazione nazionale incidenza % della popolazione straniera sulla popolazione nazionale popolazione straniera popolazione nazionale incidenza % della popolazione straniera sulla popolazione nazionale popolazione straniera popolazione nazionale incidenza % della popolazione straniera sulla popolazione nazionale
1.549.373 57.888.245 2,68% 1.990.159 58.462.375 3,40% 2.402.157 58.751.711 4,09%

 [1] Anche la legge finanziaria 2007 prevede specificamente interventi per i comuni di ridotta dimensione demografica ed, in particolare, il comma 703 dell’articolo 1 prevede quanto segue:
“ 703. Per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009, a valere sul fondo ordinario di cui all’articolo 34, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, sono disposti i seguenti interventi di cui 37,5 milioni di euro destinati a compensare gli effetti sul fabbisogno e sull’indebitamento netto derivanti dalle disposizioni recate dal comma 562 del presente articolo:a) fino ad un importo complessivo di 55 milioni di euro, il contributo ordinario, al lordo della detrazione derivante dall’attribuzione di una quota di compartecipazione al gettito dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, è incrementato in misura pari al 40 per cento per i comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti, nei quali il rapporto tra la popolazione residente ultrasessantacinquenne e la popolazione residente complessiva è superiore al 30 per cento, secondo gli ultimi dati ISTAT disponibili. Almeno il 50 per cento della maggiore assegnazione è finalizzato ad interventi di natura sociale e socio-assistenziale; b) fino ad un importo complessivo di 71 milioni di euro, il contributo ordinario, al lordo della detrazione derivante dall’attribuzione di una quota di compartecipazione al gettito dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, è incrementato in misura pari al 30 per cento per i comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti, nei quali il rapporto tra la popolazione residente di età inferiore a cinque anni e la popolazione residente complessiva è superiore al 5 per cento, secondo gli ultimi dati ISTAT disponibili. Almeno il 50 per cento della maggiore assegnazione è finalizzato ad interventi di natura sociale; c) ai comuni con popolazione inferiore a 3.000 abitanti, è concesso un ulteriore contributo, fino ad un importo complessivo di 42 milioni di euro, per le medesime finalità dei contributi attribuiti a valere sul fondo nazionale ordinario per gli investimenti; d) alle comunità montane è attribuito un contributo complessivo di 20 milioni di euro, da ripartire in proporzione alla popolazione residente nelle zone montane.”

 [2] Art. 156 - Classi demografiche e popolazione residente
1. Ai fini dell'applicazione delle disposizioni contenute nella parte seconda del presente testo unico valgono per i comuni, se non diversamente disciplinato, le seguenti classi demografiche:
a) comuni con meno di 500 abitanti;
b) comuni da 500 a 999 abitanti;
c) comuni da 1.000 a 1.999 abitanti;
d) comuni da 2.000 a 2.999 abitanti;
e) comuni da 3.000 a 4.999 abitanti;
f) comuni da 5.000 a 9.999 abitanti;
g) comuni da 10.000 a 19.999 abitanti;
h) comuni da 20.000 a 59.999 abitanti;
i) comuni da 60.000 a 99.999 abitanti;
l) comuni da 100.000 a 249.999 abitanti;
m) comuni da 250.000 a 499.999 abitanti;
n) comuni da 500.000 abitanti ed oltre.
2. Le disposizioni del presente testo unico e di altre leggi e regolamenti relative all'attribuzione di contributi erariali di qualsiasi natura, nonché all'inclusione nel sistema di tesoreria unica di cui alla legge 29 ottobre 1984, n. 720, alla disciplina del dissesto finanziario ed alla disciplina dei revisori dei conti, che facciano riferimento alla popolazione, vanno interpretate, se non diversamente disciplinato, come concernenti la popolazione residente calcolata alla fine del penultimo anno precedente per le province ed i comuni secondo i dati dell'Istituto Nazionale di statistica, ovvero secondo i dati dell'Uncem per le comunità montane. Per le comunità montane e i comuni di nuova istituzione si utilizza l'ultima popolazione disponibile.

 [3] Per popolazione di riferimento intendiamo appunto la popolazione così come definita al comma del citato articolo 156 del testo unico.

 [4] Circa l’XI classe va detto che essa dal 2002 raggruppa n. 6 comuni e non più 7, a seguito dello spostamento del comune di Messina nella X classe per una diminuzione della popolazione.

 [5] L’istituzione di nuovi comuni è prevista dall’articolo 133, comma 2 della Costituzione il cui testo si riporta di seguito.
“Il mutamento delle circoscrizioni provinciali e la istituzione di nuove Provincie nell’ambito d’una regione sono stabiliti con leggi della Repubblica, su iniziative dei comuni, sentita la stessa Regione.
La regione, sentite le popolazioni interessate. Può con sue leggi istituire nel proprio territorio nuovi comuni e modificare le loro circoscrizioni e denominazioni”.

 [6] Anche questo dato può essere spiegato in gran parte con quanto detto circa la variabilità delle classi se si considera che il numero dei comuni appartenenti alla X classe era di 29 unità nel 1995, mentre diminuisce a 28 unità dal 1996 al 2001, per poi aumentare dal 2002 e fino al 2005 a 31 unità.

 [7] Si tratta proprio delle fasce in cui si registra quasi sempre –negli anni considerati - un aumento del numero dei comuni che le costituiscono.

 [8] Si riporta il testo dell’articolo 1, comma 1, della cennata legge regionale n. 32 del 1998:
“1. Ai sensi dell'articolo 11 della legge 8 giugno 1990, n. 142 (Ordinamento delle autonomie locali), è istituito, nella Provincia di Biella, il Comune di Mosso, mediante fusione degli attuali Comuni di Mosso S. Maria e Pistolesa, a far data dal 1 gennaio 1999.”

 [9] Si noti che per il comune di Baranzate in provincia di Milano, la legge della regione Lombardia n. 21 del 23 novembre 2001 ne dispose l’istituzione per distacco dal comune di Bollate e successivamente la Corte Costituzionale, con sentenza n. 47 del 2003 dichiarò l’illegittimità di tale legge in quanto il referendum che l’aveva preceduta aveva previsto la consultazione della sola popolazione della frazione di Baranzate, poi diventato comune con la stessa denominazione. Ciò ai sensi dell’articolo 10, comma 3 della legge regionale n. 28 del 1992, disposizione pure dichiarata illegittima nella stessa sentenza della Corte Costituzionale.
In seguito con la legge della regione Lombardia n. 13 del 22 maggio 2004, la frazione di Baranzate è stata nuovamente istituita in comune.

 [10] La popolazione che si riporta è ovviamente quella di riferimento dei comuni nel momento in cui avvenuta la fusione.


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