Vai al contenuto della pagina | Vai al menù di secondo livello
Logo Ministero Interno

Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali

 

Home  |  Finanza Locale  |  Documenti  |  Studi e ricerche  |  Relazione addizionale IRPEF 2006

RELAZIONE ANNUALE AL PARLAMENTO
sullo stato di attuazione della
ADDIZIONALE COMUNALE ALL’IRPEF

-- ANNO 2006 --
(ai sensi dell'articolo 3, comma 1, decreto legislativo n. 360 del 1998)
-- Elaborazione dei dati disponibili al maggio 2006 --

Giugno 2007

INDICE


 1. - Disciplina normativa a tutto l'anno 2006
 2. - Dati oggetto della relazione
 3. - Misura dell'addizionale comunale all’ IRPEF facoltativa
 4. - Enti che hanno applicato l'addizionale IRPEF
 5. - Attribuzione ai comuni interessati all'addizionale comunale IRPEF facoltativa
 6. - Gettito dell'addizionale
 7. – Elaborazioni
 8. – Conclusioni

 Allegato A

 Allegato A (versione "accessibile")

 Allegato B

 Allegato B (versione "accessibile")

 Grafici

 Tabelle

  1. Disciplina normativa a tutto l'anno 2006.

Il quadro normativo di riferimento è costituito dal decreto legislativo 28 settembre 1998, n. 360 relativo alla “Istituzione di una addizionale comunale all'IRPEF”, e dalle successive modifiche disposte dalle leggi 13 maggio 1999, n° 133, 21 novembre 2000, n° 342 e 23 dicembre 2000, n° 388.

L’articolo 3, comma 1, del decreto legislativo prevede che: "il Governo trasmetta al Parlamento una relazione annuale sullo stato di attuazione del provvedimento, evidenziando le risorse aggiuntive acquisite dalle province e dai comuni. ….." e che nella presente relazione venga illustrata la situazione economico-finanziaria degli Enti Locali a seguito dell’attuazione delle disposizioni normative in materia di addizionale comunale all'imposta sul reddito delle persone fisiche, con l’obiettivo di evidenziare le risorse aggiuntive acquisite dai comuni, dato che l’addizionaleprovinciale all’IRPEF non ha ancora trovato applicazione.

L’articolo 1 del citato decreto legislativo, ha previsto, dall’anno 1999, la facoltà da parte dei comuni di applicare un'addizionale comunale all'IRPEF, il cui gettito, per gli anni 1999-2003 è stato ripartito ed erogato, rispettivamente, negli anni 2000-2004 dal Ministero dell’Interno: in sostanza, il gettito di ciascun anno è stato erogato ai comuni nel successivo esercizio finanziario. Ciò in quanto, ai sensi dei successivi commi 6 e 7 del predetto articolo 1, l’addizionale“…e' versata, unitamente all'imposta sul reddito delle persone fisiche, con le modalita' stabilite con decreto del Ministro delle finanze, di concerto con i Ministri del tesoro, del bilancio e della programmazione economica e dell'interno…”“…la ripartizione tra i comuni delle somme versate a titolo di addizionale e' effettuata, salvo quanto previsto dall'articolo 2, dal Ministero dell'interno, a titolo di acconto sull'intero importo delle somme versate entro lo stesso anno in cui e' effettuato il versamento…”.

Sostanzialmente si attua una procedura complessa che passa attraverso varie fasi.

La procedura relativa all’anno 2006, infatti, darà corso a varie erogazioni nel corrente anno 2007 e si concluderà compiutamente solo allorché il Ministero dell’economia e delle finanze renderà disponibili i dati riguardanti il reddito imponibile IRPEF dell’anno 2006 relativo ai Comuni, in base al quale sarà possibile determinare in via definitiva il gettito dell’addizionale di ciascun singolo comune e provvedere di conseguenza ai relativi saldi, erogando quelli positivi e trattenendo i negativi.

Tornando all’esame della disciplina normativa, si sottolinea che la misura di applicazione dell'addizionale IRPEF (articolo 1, comma 3), nell’anno esaminato, non può eccedere il tetto massimo di 0,5 punti percentuali, con un incremento annuo non superiore a 0,2 punti percentuali ed è stata ribadita dalla legge 21 novembre 2000, n. 342, che all'articolo 28 ha stabilito che i comuni possono deliberare la variazione dell'aliquota entro il 31 dicembre. Va chiarito che tra i comuni censiti sono esclusi quelli appartenenti alle regioni Valle D'Aosta, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia, i quali in base alla legislazione speciale in tema di autonomie locali sono esclusi dal sistema ordinario dei trasferimenti erariali (vedi anche paragrafo 3).

Dal fenomeno oggetto del presente studio, emerge che l'addizionale comunale all'IRPEF, rappresenta una innovazione nel panorama delle entrate proprie dei comuni, nei confronti dei quali determina una maggiore autonomia finanziaria.

Infine, sembra utile evidenziare che il complesso iter applicativo dell'addizionale comunale all'IRPEF, prevede adempimenti a carico dei sostituti d'imposta ed il successivo intervento del Ministero dell'interno, per la conseguente attribuzione del gettito ai comuni. Ciò comporta diverse procedure di pagamento nel corso dell'anno finanziario, a tutto vantaggio degli enti locali interessati. Infatti, questo Ministero non procede ad un unico pagamento, ad avvenuta acquisizione di tutte le somme, ma aziona tempestivamente le procedure di pagamento appena raggiunto un congruo importo da assegnare. Tale gestione permette agli enti locali di fruire del gettito dell'addizionale nei tempi più rapidi consentiti dalla procedura.

Si ritiene utile specificare che il sistema descritto è destinato a mutare in relazione alle disposizioni introdotte dall’articolo 1, commi 142 e 143, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria per l’anno 2007), modificative delle disposizioni di cui al citato D.Lgs. n. 360 del 1998.

Infatti, l’art 1, comma 4, del D.Lgs. n. 360 del 1998, come modificato dall’art. 1, comma 142, della legge n. 296 del 2006, dispone che il versamento di detto tributo venga effettuato in acconto ed a saldo unitamente al saldo dell’I.R.PE.F.

Il comma 143 dell’art. 1 della legge n. 296 del 2006, d’altro canto stabilisce che il versamento dell’addizionale in esame sarà effettuato direttamente al comune di riferimento e regolamentato con apposito decreto del Ministro dell’economia e delle finanze da adottarsi entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della stessa legge finanziaria.

Nelle more dell’entrata in funzione del nuovo sistema, le somme relative continueranno ad essere accreditate al Ministero dell’interno per la successiva attribuzione ai singoli enti locali.

  2. Dati oggetto della relazione.

Stante la particolare articolazione del tributo, come precedentemente descritta, la relazione esaminerà, per l’annualità 2006, i flussi di cassa delle somme riscosse ed assegnate in quell’arco temporale (quindi afferenti all’addizionale imposta nell’esercizio 2005) e darà atto, per lo stesso periodo, della situazione degli enti che hanno deliberato il tributo per quell’anno e delle relative aliquote, il cui gettito si concretizzerà nel corso dell’anno 2007 e sarà valutato e commentato nella prossima relazione.

Più in particolare, i dati finanziari oggetto della relazione sono relativi alla addizionale comunale all’IRPEF per l’anno 2005, il cui gettito si è formalmente definito nel corso dell’anno 2006 e nell’anno stesso è stato materialmente erogato ai comuni aventi titolo. Si analizzano, poi, le aliquote dell’addizionale comunale all’IRPEF stabilite dai Comuni per l’anno 2006 e si determinano le relative previsioni di gettito, dati che, per una migliore valutazione del fenomeno, vengono raffrontati a quelli degli anni precedenti.

Al riguardo, è opportuno sottolineare che a partire dall'anno 2002, a norma dell'articolo 11, comma 3, della legge 18 ottobre 2001, n. 383, le deliberazioni che fissano le relative aliquote divengono efficaci dal momento della loro pubblicazione sul sito www.finanze.gov.it, e non sono più pubblicate nella Gazzetta Ufficiale. Con decreto interministeriale del 31 maggio 2002 sono state fissate le modalità operative che i Comuni devono seguire a tale scopo.

Tuttavia, diversamente dagli anni precedenti, l’elenco degli enti che hanno deliberato l’aliquota per l’anno 2006 ha subito integrazioni fino ad anno 2007 avanzato. Infatti, sul predetto sito, nei primi mesi dell’anno 2007, sono stati operati numerosi aggiornamenti alle aliquote dell’anno 2006. Di conseguenza i dati relativi alle aliquote dell’addizionale comunale all’IRPEF per l’anno 2006, utilizzati per le elaborazioni contenute nella presente relazione, sono quelli pubblicati sul sito internet del Ministero dell’economia e delle finanze al maggio 2007. Essi sono relativi a n. 5.543 enti, in numero leggermente superiore a quello di n. 5.455 dell’anno 2005. Si ritiene, comunque, che aggiornamenti successivi potrebbero far variare, anche se non in modo significativo, tale numero di enti per cui, nel corrente anno, si dovrà procedere a vari conguagli nell’erogazione delle somme spettanti ai Comuni aventi titolo.

  3. Misura dell'addizionale comunale all’ IRPEF facoltativa.

La misura di applicazione dell'addizionale IRPEF non può eccedere il tetto massimo di 0,5 punti percentuali, con un incremento annuo non superiore a 0,2 punti percentuali ed è stata ribadita dalla legge 21 novembre 2000, n. 342, che all'articolo 28 ha stabilito che i comuni possono deliberare la variazione dell'aliquota entro il 31 dicembre.

Tuttavia, a norma dell'articolo 3, comma 1, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, gli aumenti delle addizionali comunali all' IRPEF, deliberati successivamente al 29 settembre 2002, ancorché pubblicati, sono sospesi.

Successivamente, l’art. 1, comma 51, della legge 30 dicembre 2004 n. 311 (finanziaria 2005) ha disposto la sospensione dell’applicazione di eventuali aumenti (o provvedimenti di prima applicazione) delle addizionali comunali all’IRPEF per gli anni 2005, 2006, 2007.

Unica eccezione prevista è per gli enti che non hanno mai applicato l’addizionale. Per tali enti, tuttavia, l’aliquota non può superare lo 0,1% ed in proposito, il Ministero dell’economia e delle finanze ha fornito chiarimenti con circolare n. 1/DPF del 18 marzo 2005.

L’applicazione delle disposizioni richiamate ha comportato:

a) la facoltà di deliberare efficacemente per il 2006 la conferma (se occorre) dell’aliquota di addizionale applicata per il 2005;

b) la facoltà di deliberare l’aliquota dello 0,1% per il 2006 per i comuni che non hanno mai applicato l’addizionale.

  4. Enti che hanno applicato l'addizionale IRPEF.

Come detto in precedenza, tra i comuni presi in considerazione, sono esclusi quelli appartenenti alle regioni a statuto speciale Valle D'Aosta, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia, i quali in base alla legislazione sono esclusi dal sistema ordinario dei trasferimenti erariali.

Pertanto, tutti i dati di base sono relativi ai 7.469 comuni appartenenti alle 15 regioni a statuto ordinario ed alle 2 regioni a statuto speciale Sicilia e Sardegna.

La prima considerazione relativa all'anno 2006 fa riferimento ai comuni che hanno deliberato l’applicazione dell’aliquota dell'addizionale comunale all’IRPEF: essi sono 5.543 (dato aggiornato al maggio 2007) su un totale di 7.469 e ne rappresentano il 74,21%, con un incremento di n. 88 enti che, percentualmente, rappresenta circa l’ 1,61% rispetto al precedente anno 2005 (l’incremento è da attribuire a nuovi enti che hanno deliberato l’adozione dell’addizionale nella misura dell’aliquota minima dello 0,1% prevista dalla legge finanziaria).

  5. Attribuzione ai comuni interessati all'addizionale comunale IRPEF facoltativa.

L’attribuzione avviene sulla base del comma 7 dell’articolo 1 del decreto legislativo n° 360 del 1998 e successive modifiche ed integrazioni, che recita:“La ripartizione tra le province e tra i comuni delle somme versate a titolo di addizionale e' effettuata….dal Ministero dell'interno, a titolo di acconto sull'intero importo delle somme versate entro lo stesso anno in cui e' effettuato il versamento, sulla base dei dati forniti dal Ministero delle finanze concernenti le risultanze delle dichiarazioni dei redditi e dei sostituti d'imposta presentate per l'anno precedente a quello cui si riferisce l'addizionale. Entro l'anno successivo a quello in cui e' effettuato il versamento, il Ministero dell'interno provvede ad effettuare il conguaglio, mediante compensazione con le somme spettanti, a titolo di acconto, per l'anno successivo, sulla base dei dati forniti dal Ministero delle finanze concernenti le risultanze delle dichiarazioni dei redditi e dei sostituti d'imposta presentate per l'anno cui si riferisce l'addizionale…..”

Il Ministero dell’interno, ha provveduto alla ripartizione dell'addizionale IRPEF "facoltativa", sulla base dei dati forniti dal Ministero dell’economia e delle finanze e secondo la metodologia illustrata nella circolare SAF n° 13/2000 del 27 luglio 2000. Si rileva che i più recenti dati forniti dal Ministero dell’economia e delle finanze fanno riferimento alle basi imponibili relative al reddito dichiarato nell'anno d'imposta 2004 in via definitiva, sulla base del quale sono stati elaborati il gettito definitivo dell'addizionale per l'anno 2003 e la stima dell'addizionale per gli anni 2004 - 2006.

Per quanto concerne il gettito dell’addizionale all’IRPEF di anni precedenti, si ribadisce che sono stati determinati in via definitiva, sulla base dei dati definitivi delle basi imponibili relativi agli stessi anni, i gettiti delle addizionali per gli anni dal 1999 al 2003.

In particolare, al momento della redazione della presente relazione, senza considerare le marginali operazioni di recupero per specifiche problematiche, sono da considerarsi definite le annualità 1999, 2000, 2001, 2002 e 2003 (quest’ultima a seguito dell’erogazione del saldo  di  € 55.719.376,42 avvenuto in data 13 settembre 2006 ed alla determinazione di conguagli negativi a carico di n° 853 enti per € 4.390.6254,52, da recuperarsi sulle successive erogazioni), mentre le annualità 2004 e 2005 potranno essere chiuse solo al momento della disponibilità delle relative basi imponibili IRPEF definitive, che consentiranno le opportune operazioni di conguaglio.

A titolo di addizionali di competenza dell’anno 2003, nel corso degli anni 2004 e 2006 ci sono state erogazioni per complessivi €. 1.501.390.918,75 (al lordo dei conguagli relativi ad anni precedenti):

  • acconto di € 306.000.000,00 in data 02 aprile 2004;
  • acconto di € 255.000.000,00 in data 18 giugno 2004;
  • acconto di € 548.675.310,07 in data 29 settembre 2004;
  • acconto di € 227.996.232,26 in data 24 novembre 2004;
  • acconto di € 108.000.000,00 in data 15 dicembre 2004;
  • saldo di € 55.719.376,42 in data 13 settembre 2006.

Per l’esercizio 2004 sono state predisposte nel corso dell’anno 2005 erogazioni pari ad € 1.410.474.580,52 a titolo di addizionale di competenza 2004 (al lordo dei conguagli relativi ad anni precedenti):

  • acconto di € 220.000.000,00 in data 16 marzo 2005;
  • acconto di € 230.000.000,00 in data 18 maggio 2005;
  • acconto di € 306.005.573,25 in data 8 luglio 2005;
  • acconto di € 453.473.126,05 in data 11 novembre 2005;
  • acconto di € 200.995.881,22 in data 9 dicembre 2005.

Per l’esercizio 2005 sono state predisposte, nel corso dell’anno 2006, erogazioni pari ad € 1.475.658.701,38 a titolo di addizionale di competenza 2005 (al lordo dei conguagli relativi ad anni precedenti e di due mandati di pagamento per complessivi € 26.300,71 a favore di due enti la cui aliquota dell’addizionale è stata comunicata successivamente e separatamente dalle altre) :

  • acconto di € 249.997.540,75 in data 27 marzo 2006;
  • acconto di € 237.998.793,91 in data 26 maggio 2006;
  • acconto di € 285.000.000,00 in data 7 luglio 2006;
  • acconto di € 417.636.066,01 in data 23 ottobre 2006;
  • acconto di € 285.000.000,00 in data 6 dicembre 2006.

  6. Gettito dell'addizionale.

Per agevolare la più ampia circolazione e la tempestiva conoscenza dell’andamento dell’addizionale e delle erogazioni effettuate, sul sito internet di questo Ministero, nelle pagine della Direzione centrale della Finanza Locale, all'apertura "dati finanziari", “spettanze”, voce "addizionale comunale all'IRPEF" (indirizzo: http://finanzalocale.interno.it/ser/ispett.html) sono resi disponibili i necessari elementi conoscitivi che riepilogano le assegnazioni dei singoli comuni, ordinati alfabeticamente secondo la provincia di appartenenza. Allo stesso indirizzo web sono consultabili anche relazioni e dati degli anni precedenti.

Comunque, l’accluso documento (allegato A). comprende i dati finanziari relativi all’anno 2005 di ogni singolo comune che ha applicato l'addizionale. Da esso, in prima analisi sui dati complessivi, si evince che le erogazioni di fondi ai comuni per l’anno 2005 sono state determinate sulla base del fondo complessivo di circa €. 1.478.000.000,00. A seguito dei conguagli negativi, derivanti da precedenti erogazioni, che si ricorda sono state effettuate sulle basi imponibili degli anni 1999-2003, dati definitivi ultimi disponibili, le somme effettivamente pagate ammontano ad €. 1.475.658.701,38.

Tale ammontare risulta, in ogni modo, significativamente al di sotto del gettito dell’addizionale all’IRPEF stimabile in sede previsionale in €. 1.519.722.311,84 sulla base dei dati del reddito imponibile IRPEF dell’anno 2003, ultimi definitivi comunicati dal Ministero dell’economia e delle finanze (Tabelle n. 6 e 10).

Ciò non rappresenta un’incongruenza: è piuttosto dovuto al fatto che le previsioni di gettito sono state effettuate prendendo a base i dati del reddito imponibile IRPEF dell’anno 2003, quest’ultima annualità definitivamente accertata dal Ministero dell’economia e delle finanze. Evidentemente il reddito imponibile IRPEF di base ha registrato variazioni negli anni successivi, che hanno dato luogo a minori versamenti in tesoreria a titolo di relativa addizionale.

Non avendo i dati definitivi relativi all’imponibile dei singoli enti per l’anno 2005, si è ritenuto di non dover, comunque, immobilizzare le risorse, distribuendo agli enti locali le giacenze di cassa della contabilità speciale in base ai dati certi ultimi disponibili, rimandando alle acquisizioni dei dati definitivi del reddito imponibile IRPEF i necessari conguagli.

Analoghe considerazioni possono valere anche per l’anno di imposta 2006, i cui versamenti a titolo di addizionale all'IRPEF, da parte dei sostituti d’imposta, alle sezioni di Tesoreria e da queste alla contabilità del Ministero dell’interno matureranno nel corrente anno 2007.

Il secondo documento (allegato B) riporta i dati relativi all’erogazione del saldo dell’addizionale comunale all’IRPEF dell’anno 2003 erogato in data 13 settembre 2006 in concomitanza all’acquisizione dal Ministero dell’economia e delle finanze dei dati definitivi relativi al reddito imponibile dell’anno 2003. Si evince che il gettito definitivo è stato pari ad €. 1.497.000.293,23; tuttavia, a carico di n. 853 enti, la determinazione del saldo ha anche dato luogo a importi negativi complessivamente ammontanti a €. 4.390.625,52 da trattenere sulle successive erogazioni: per cinque di tali enti l’importo da recuperare è superiore ai 100.000 euro (il picco massimo di € 728.585,24 è a carico del comune di Torino) mentre per altri 53 degli 853 enti l’importo da recuperare è compreso tra i 10.000 ed i 100.000 euro.

E' il caso di osservare che il gettito dell'addizionale stimato in sede previsionale per l'anno 2006 (come predetto sulla base dei dati del reddito imponibile IRPEF dell’anno 2003, ultimi resi disponibili dal Ministero dell’economia e delle finanze) si attesta a circa 1.523,9 milioni di euro rispetto ai circa 1.519,7 milioni di euro per l'anno 2005 ai 1.497,9 milioni di euro per l'anno 2004, e rispetto al gettito definitivo di 1.497.000.289,23 euro per l'anno 2003, di 1.449.187.094,76 euro per l’anno 2002, di 1.006.616.378,40 euro per l’anno 2001, al gettito definitivo di 671.361.001,74 euro per l’anno 2000 ed al gettito definitivo di 274.578.883,61 euro dell’addizionale all'IRPEF per l’anno 1999.

Nell’anno 2006, ottavo anno di applicazione, il gettito dell’addizionale è più che quintuplicato rispetto a quello del 1999. Questo dato deve, però, essere letto congiuntamente con quello che riguarda il numero dei comuni che hanno applicato l'addizionale: esso è quasi raddoppiato nel 2000 rispetto al 1999, è cresciuto di circa il 14% nel 2001 rispetto al 2000, è cresciuto di circa il 12% nel 2002 rispetto al 2001, mentre negli anni 2003 e 2004 si è assistito ad una sostanziale stabilizzazione delle situazioni (il numero degli enti dell’anno 2004 è diminuito di 106 unità rispetto all’anno 2003) ed, infine, si è giunti alla consistente crescita dell’anno 2005, attestatosi al massimo di 5.455 e consolidatosi in 5.543 enti per il successivo anno 2006. Inoltre, deve anche considerarsi che, anno per anno, un consistente numero di comuni ha adottato un'aliquota superiore all'anno precedente, in ottemperanza al principio di gradualità previsto dalla normativa, tenendo presente che negli anni 2003-2006 le variazioni di aliquote, di ciascun anno rispetto a quelle dell’anno precedente, sono state molto contenute. In particolare, oltre la metà dei comuni, per l’anno 2006, ha adottato aliquote uguali o superiori allo 0,4% e di questi ben 1.597 sono attestati all’aliquota massima dello 0,5%, il 28,81% del totale di 5.543 comuni (si rammenta che tale dato, proveniente dal sito internet del Ministero dell’economia e delle finanze ed aggiornato al maggio 2007, si ritiene passibile di ulteriori aggiornamenti incrementali).

  7. Elaborazioni.

Nei grafici allegati, vengono analizzati i dati relativi al numero di enti che hanno deliberato l’applicazione e/o la modifica dell’aliquota dell’addizionale comunale all’imposta sul reddito delle persone fisiche per l’anno 2006 ed al gettito finanziario dell’aliquota stessa, aggiornati al maggio 2007, con aggregazioni mirate ad evidenziare gli effetti dell'applicazione. Occorre sottolineare che, per quanto riguarda la popolazione, sono stati utilizzati i dati relativi alla popolazione dell’anno 2005, ultimi disponibili forniti dall’ISTAT, mentre, per quanto riguarda i dati relativi al reddito imponibile IRPEF, sono stati utilizzati quelli definitivi degli anni 2002-2003 per i corrispondenti anni 2002-2003 e quelli definitivi dell’anno 2003 (ultimi resi disponibili dal Ministero dell’economia e delle finanze) per gli anni dal 2004 al 2006.

La prima serie di grafici espone la situazione riferita all’anno 2006 mentre la successiva serie esprime il confronto dei dati riferiti agli ultimi cinque anni di applicazione dell’addizionale comunale all’IRPEF.

  •  grafico Grafico 1. –  Espone la distribuzione per entità dell’aliquota dei n° 5.543 comuni italiani che per l’anno 2006 (dato aggiornato al maggio 2007) hanno deliberato l’applicazione e/o la modifica dell’aliquota dell’addizionale comunale all’Imposta sul reddito delle persone fisiche: n° 1.654 comuni hanno applicato l’aliquota dello 0,2, mentre l’aliquota dello 0,4 è stata adottata da n° 1.334 comuni e quella massima dello 0,5 è stata adottata da ben n° 1.597 comuni. I residui n° 958 enti hanno adottato aliquote diverse, distribuiti quasi totalmente tra l’aliquota dello 0,3 e quella dello 0,1 (nuovi comuni applicanti) ed in parte residuale nelle aliquote intermedie.
  •  grafico Grafico 2. –  Questo grafico, parallelamente al precedente, illustra gli stessi dati esposti in misura percentuale rispetto al totale dei n° 5.543 comuni italiani che per l’anno 2006 hanno deliberato l’applicazione e/o la modifica dell’aliquota dell’addizionale comunale all’IRPEF.
  •  grafico Grafico 3. –  Il grafico 3 mette in evidenza la distribuzione per regione del totale dei n° 5.543 comuni italiani che per l’anno 2006 hanno deliberato l’applicazione e/o la modifica dell’aliquota dell’addizionale comunale all’IRPEF: il maggior numero di comuni che hanno sollecitamente risposto alla normativa in argomento sono concentrati in Lombardia (n° 1.063 enti), in Piemonte (n° 919 enti), in Veneto (n° 507 enti) ed in Campania (n° 441 enti), pari al 52,86 % dei n° 5.543 complessivi, mentre il restante 47,14 % è distribuito nel resto d’Italia con la punta massima del 5,57 % in Lazio e la punta minima dell’ 1,46 % in Umbria (vedasi anche grafico 16).
  •  grafico Grafico 4. –  Questo grafico, parallelamente al precedente, espone gli stessi dati espressi però in percentuale rispetto al totale dei comuni presenti in ciascuna regione. Ne deriva una visione diversa rispetto al precedente grafico: è, infatti, la regione Marche con il 96,75% (la quasi totalità) ad avere la maggiore percentuale di comuni, che per l’anno 2006 (come già per gli anni precedenti) hanno deliberato l’applicazione e/o la modifica dell’aliquota dell’addizionale comunale all’IRPEF, rispetto al numero di comuni appartenenti alla regione stessa, mentre la Lombardia ed il Piemonte si attestano su percentuali rispettivamente poco al di sotto e poco al di sopra del 74,21% che rappresenta la percentuale di comuni che hanno adottato l’addizionale rispetto al numero complessivo dei comuni italiani (n° 7.469 – esclusi Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e Valle d’Aosta); peso rilevante hanno regioni quali Umbria, Toscana, Veneto, Puglia, Emilia Romagna, Lazio, Campania, Marche e Liguria (al di sopra della media nazionale) mentre fanalino di coda è la regione Sardegna per la quale solo il 35,01% dei propri comuni ha aderito all’applicazione dell’addizionale (vedasi anche grafico 17).
  •  grafico Grafico 5. –  Vi è rappresentato il numero dei comuni, che per l’anno 2006 hanno deliberato l’applicazione e/o la modifica dell’aliquota dell’addizionale comunale all’IRPEF, distribuita, in valore assoluto, nelle 12 fasce demografiche - in cui sono divisi i comuni italiani – ed il numero dei comuni presenti in ciascuna fascia: il massimo si ha con n° 1.053 comuni della terza fascia demografica ed il minimo con n° 5 comuni delle fasce undicesima e  dodicesima.
  •  grafico Grafico 6. –  Rappresenta, in valore percentuale e per fascia demografica, il numero di enti, che per l’anno 2006 hanno deliberato l’applicazione e/o la modifica dell’aliquota dell’addizionale comunale all’IRPEF, rispetto al numero di enti presenti nella stessa fascia demografica: si nota che le prime tre fasce (piccolissimi comuni) si posizionano al di sotto della percentuale del 74,21% del complesso dei comuni italiani che hanno adottato l’addizionale, mentre nelle restanti fasce demografiche si ha una distribuzione abbastanza omogenea e superiore al valore nazionale.
  •  grafico Grafico 7. –  Viene esaminata la popolazione italiana interessata dal fenomeno dell’addizionale comunale all’IRPEF. La popolazione interessata, dei n° 5.543 comuni che per l’anno 2006 hanno deliberato l’applicazione e/o la modifica dell’aliquota dell’addizionale comunale all’IRPEF, rispetto alla popolazione italiana complessiva, pari a 56.434.327 (anno 2005 - esclusi Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e Valle d’Aosta), è di 46.863.559, vale a dire l’ 83,04% del totale. Il Grafico 7 mostra come la maggior concentrazione di popolazione interessata, pari a 10.687.831 abitanti, è rilevabile nell’ottava fascia demografica (comuni di medie dimensioni) e la minor concentrazione di popolazione interessata, pari a 122.387 abitanti, è rilevabile nella prima fascia demografica, ovvero quella dei comuni più piccoli (da zero a 499 abitanti).
  •  grafico Grafico 8. –  Questo grafico, anch’esso attinente alla popolazione, mostra come nella fascia nona si trovi il più alto valore percentuale (90,30%) di popolazione gravata dall’addizionale all’IRPEF rispetto alla popolazione di fascia presente. Il valore percentuale più basso si rileva, invece, nella prima fascia. Infine, si sottolinea che le prime cinque fasce e la dodicesima hanno valori inferiori a quello medio nazionale del 83,04% e che, più in generale, i valori aumentano al crescere della fascia di popolazione.
  •  grafico Grafico 9. –  Il grafico analizza la distribuzione percentuale per classe di aliquota adottata dai comuni secondo la fascia demografica di appartenenza. Dei n° 5.5435 comuni italiani che per l’anno 2006 hanno deliberato l’applicazione e/o la modifica dell’aliquota dell’addizionale comunale all’IRPEF, n° 2.164 (pari al 39,04% del totale; in leggero aumento rispetto alla percentuale del 37,91% del totale registrata per l’anno 2005) hanno adottato un’aliquota inferiore o uguale allo 0,2, n° 1.759 (pari al 31,73% del totale; lievemente inferiore rispetto alla percentuale del 32,26 % del totale registrata per l’anno 2005) hanno adottato un’aliquota superiore allo 0,2 ed inferiore o uguale allo 0,4 ed, infine, n° 1.620 comuni (pari al 29,23% del totale; in lievissimo calo rispetto alla percentuale del 29,83% registrata nel precedente anno 2005) hanno adottato un’aliquota superiore allo 0,4 ed inferiore o uguale allo 0,5. Si può osservare come la distribuzione degli enti nelle tre classi di aliquota sia abbastanza uniforme nelle varie fasce demografiche, fatta eccezione per l’undicesima fascia ove prevalgono le aliquote intermedie (superiori allo 0,2% ed inferiori o uguali allo 0,4%) e la dodicesima fascia ove sono presenti solo i cinque grandi comuni di Roma, Torino, Genova, Napoli e Palermo, che hanno adottato aliquote tra di loro molto differenziate (in tale fascia resta escluso il solo comune di Milano che non ha adottato l’addizionale comunale).
  •  grafico Grafico 10. –  Questo grafico espone il gettito derivante dall’applicazione delle aliquote dell’addizionale comunale all’IRPEF anno 2006 stimata sulla base del reddito imponibile IRPEF dell’anno 2003. Il dato del gettito è analizzato nel valore medio pro capite per fascia demografica, tenendo conto della sola popolazione residente nei comuni che hanno adottato l’aliquota stessa. Nel confronto con la media nazionale pro capite, pari ad euro 32,52 (in diminuzione rispetto ad euro 32,77 registrati per l’anno 2005 e ad euro 34,00 registrati per l’anno 2004), emerge che il dato del gettito dei comuni con popolazione inferiore a 20.000 abitanti è inferiore alla media nazionale (con il minimo di 26,30 euro nella seconda fascia) mentre per le restanti fasce demografiche si hanno valori superiori alla media, ma molto vicini ad essa, addirittura coincidente per la fascia demografica nona (con il massimo di 45,55 euro nella undicesima fascia demografica). Si evidenzia, in ogni caso, una certa omogeneità di risultati nelle dodici fasce demografiche, ad eccezione delle fasce 10 e 11.
  •  grafico Grafico 11. –  Per completezza di trattamento, questo grafico espone il reddito imponibile IRPEF dell’anno 2003, citato a proposito del precedente grafico 10, in valore medio pro capite per fascia demografica, relativo ai comuni che hanno applicato l’addizionale per l’anno 2006. Il reddito medio pro capite nazionale è di 9.895,08 euro (in crescita rispetto ai 9.887,65 euro dell’anno 2005). Valori sottomedia si riscontrano nelle prime otto fasce demografiche, con il valore minimo di 8.048,19 euro della seconda fascia demografica. Il valore massimo di 12.711,61 euro si ha nella undicesima fascia demografica. Questo può spiegare la disomogeneità delle fasce 10 e 11 rispetto alle altre fasce nel grafico precedente. Inoltre, il disallineamento della dodicesima classe (che presenta un elevato reddito IRPEF medio pro capite in linea con le classi decima e undicesima, ma non altrettanto per il relativo gettito dell’addizionale, molto vicino alla media nazionale) è il risultato dell’adozione di aliquote mediamente più basse da parte dei comuni ricadenti nella fascia stessa (aliquota di 0,2 per i comuni di Roma e Palermo) rispetto a quelli delle fasce decima e undicesima.
  •  grafico Grafico 12. –  Per rappresentare la distribuzione geografica dei flussi finanziari derivanti dall’applicazione delle aliquote all’addizionale comunale all’IRPEF per l’anno 2006, sono stati predisposti, su base regionale, i grafici 12, 13 e 14. Il primo mostra il gettito regionale, in migliaia di euro, delle aliquote all’addizionale comunale all’IRPEF dell’anno 2006, stimato sulla base del reddito imponibile IRPEF dell’anno 2003, dato ultimo disponibile comunicato dal Ministero dell’economia e delle finanze (sono naturalmente escluse le regioni Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e Valle d’Aosta). A fronte del gettito complessivo stimato di 1.523.941,12 migliaia di euro, il maggior gettito regionale si riscontra nella Lombardia (233.475,0 migliaia di euro) e quello minimo nel Molise (7.277,0 migliaia di euro); spiccano, comunque, i valori di Piemonte e Veneto nel Nord Italia e quelli di Toscana, Lazio (dato esaltato dall’applicazione dell’addizionale da parte del comune di Roma), Campania e Puglia nel Centro-Sud (vedasi anche grafico 18).
  •  grafico Grafico 13. –  Questo grafico espone gli stessi dati del precedente grafico 12 riportando, però, il valore medio pro capite per regione in euro. Spiccano il valore massimo di 47,46 euro della Liguria e quello minimo di 20,74 euro della Sicilia, in confronto al valore medio pro capite nazionale di 32,52 euro. Contrariamente al precedente grafico, si evince che i valori possono essere ritenuti omogenei se considerati per zona geografica: il Nord Italia con valori sopra la media nazionale, il Centro con valori sostanzialmente in linea con la media nazionale ed il Sud, con valori decisamente sottomedia, fatta eccezione per la sola Sardegna che presenta un valore comunque sottomedia,  ma prossimo alla media nazionale.
  •  grafico Grafico 14. –  Mostra il reddito imponibile IRPEF dell’anno 2003, dato ultimo disponibile comunicato dal Ministero dell’economia e delle finanze (escluse le regioni Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e Valle d’Aosta), espresso in valore medio pro capite regionale e riferito ai soli comuni che hanno adottato l’addizionale per l’anno 2006. A fronte del valore medio pro capite nazionale di 9.895,08 euro, il valore massimo si riscontra nell’ Emilia Romagna (12.898,25 euro) e quello minimo in Calabria (5.955,88 euro); complessivamente la situazione è analoga a quella evidenziata nel precedente grafico 13: reddito medio pro capite al di sopra della media nazionale nelle regioni del Centro-Nord ed al di sotto nelle regioni del Centro-Sud.
  •  grafico Grafico 15. –  La seconda serie di grafici, dal n° 15 al n° 20, espone la serie storica dei dati dell’applicazione delle aliquote dell’addizionale comunale all’IRPEF per il quinquennio 2002-2006. Il primo di essi espone la distribuzione per entità dell’aliquota dei comuni italiani che per gli anni 2002-2006 hanno deliberato l’applicazione e/o la modifica dell’aliquota dell’addizionale comunale all’Imposta sul reddito delle persone fisiche, con dati aggiornati al maggio 2007, ultimi resi disponibili sul sito internet del Ministero dell’economia e delle finanze: la situazione è stata sostanzialmente e complessivamente stabile; unica variazione significativa è quella registrata nel 2005 in significativo aumento per la prima classe di aliquote e confermata nell’anno successivo, dovuta alla possibilità di applicazione ex novo dell’addizionale prevista nella legge finanziaria per l’anno 2005.
  •  grafico Grafico 16. –  Questo grafico mostra i dati dei comuni italiani che per gli anni 2002-2006 hanno deliberato l’applicazione e/o la modifica dell’aliquota dell’addizionale comunale all’Imposta sul reddito delle persone fisiche, con dati aggiornati al maggio 2007, ultimi resi disponibili sul sito internet del Ministero dell’economia e delle finanze. Per tutte le regioni si nota un andamento stabile con la lieve crescita dell’anno 2005 rispetto al 2004 confermata nel successivo anno 2006, per quanto detto al precedente grafico. La serie storica di dati, poi, spinge alle stesse considerazioni espresse a proposito del grafico 3.
  •  grafico Grafico 17. –  Questo grafico mostra i dati del precedente grafico 16, ancora una volta distribuiti per regione, ma espressi in valore percentuale del numero di enti interessati rispetto al numero totale di enti appartenenti a ciascuna regione. Per tutte le regioni si nota un andamento stabile con la lieve crescita degli anni 2005-2006 rispetto ai precedenti. La serie storica di dati, poi, spinge alle stesse considerazioni espresse a proposito del grafico 4.
  •  grafico Grafico 18. –  Mostra il gettito regionale, in migliaia di euro, del provento derivante dall’applicazione delle aliquote all’addizionale comunale all’IRPEF del quinquennio 2002-2006, definitivo per gli anni 2002-2003 sulla base del reddito imponibile IRPEF degli anni 2002-2003, dati ultimi disponibili comunicati dal Ministero dell’economia e delle finanze (sono naturalmente escluse le regioni Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e Valle d’Aosta) e stimato per gli anni 2004, 2005 e 2006 sulla base del reddito imponibile IRPEF dell’anno 2003. Il gettito è da considerarsi definitivo per gli anni 2002-2003, mentre per il successivo triennio rappresenta la stima di gettito, suscettibile dei necessari conguagli allorché il competente Ministero dell’economia e delle finanze comunicherà i dati definitivi relativi al reddito imponibile IRPEF degli anni 2004-2006. Nel grafico si nota l’andamento stabile del gettito di ciascuna regione in linea con il dato nazionale. La serie storica del quinquennio di dati ripercorre le considerazioni già espresse a proposito del grafico 12.
  •  grafico Grafico 19. –  Questo grafico mostra i dati del precedente grafico 18, ancora una volta distribuiti per regione, ma espressi in valore medio pro capite, determinato dal rapporto, per ciascuna regione, tra la somma del gettito dei relativi comuni interessati e la popolazione degli stessi comuni interessati. Anche in questo grafico, per tutte le regioni, si può notare un andamento sostanzialmente stabile, in linea con l’andamento nazionale. Spiccano per l’anno 2006 i valori massimi di Liguria, Piemonte e Marche e quelli minimi della Sicilia e della Calabria. Contrariamente al precedente grafico, si evince che i valori possono essere ritenuti omogenei se considerati per zona geografica: il Nord Italia con valori sopra la media nazionale, il Centro con valori sostanzialmente in linea con la media nazionale ed il Sud, con valori decisamente sottomedia, fatta eccezione per la sola Sardegna che presenta un valore comunque sottomedia,  ma prossimo alla media nazionale.
  •  grafico Grafico 20. –  Mostra il reddito imponibile IRPEF degli anni 2002-2003 (dati ultimi disponibili comunicati dal Ministero dell’economia e delle finanze - sono naturalmente escluse le regioni Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e Valle d’Aosta), applicato per gli anni 2002-2006, espressi in valore medio pro capite regionale e riferito ai soli comuni che hanno adottato l’addizionale per ciascun anno di riferimento (2002, 2003, 2004, 2005 oppure 2006). A fronte del valore medio pro capite nazionale, i valori massimi si riscontrano nell’ Emilia Romagna e quelli minimi in Calabria; complessivamente la situazione è analoga a quella evidenziata nel precedente grafico 19: reddito medio pro capite al di sopra della media nazionale nelle regioni del Centro-Nord ed al di sotto nelle regioni del Centro-Sud.

 A corredo dei grafici citati, sono allegate undici tabelle, numerate, contenenti i dati utilizzati per l’esposizione grafica .

  8. Conclusioni.

L’innovazione normativa che ha introdotto l’addizionale comunale all’IRPEF nel panorama delle entrate proprie dei comuni, ha sicuramente determinato un cospicuo afflusso di risorse finanziarie immediatamente disponibili per le casse dei comuni e di conseguenza la maggiore autonomia finanziaria degli enti stessi. I dati, rappresentati con i grafici allegati, mostrano e confermano che i comuni del centro e del nord Italia sono i più pronti ad attivare le opportunità normative in materia finanziaria e, comunque, beneficiano di più consistenti flussi finanziari, derivanti dalla loro maggiore redditualità, riscontrabile sia in valore medio pro capite che in valore assoluto, e della loro più favorevole condizione socio-economica. Analoghe considerazioni possono essere espresse per i comuni appartenenti alle classi demografiche più ampie (comuni medio-grandi). Occorre, tuttavia, evidenziare ancora una volta la situazione in controtendenza dei sei grandi comuni appartenenti alla dodicesima ed ultima fascia demografica. Il comune di Milano non ha ancora dato applicazione all’addizionale comunale all’IRPEF, mentre i comuni di Roma e Palermo l’hanno applicata solo a decorrere dall’anno 2002, confermandola per gli anni 2003-2006. I comuni di Torino (aliquota 0,1 per l’anno 1999) e Genova (aliquota 0,2 per l’anno 1999) sono i soli ad averla applicata immediatamente: Torino l’ha portata allo 0,3 nell’anno 2002 e Genova allo 0,47, confermandole per gli anni successivi. Infine, il comune di Napoli ha dato applicazione all’addizionale comunale all’IRPEF nell’anno 2000 portandola all’aliquota massima dello 0,5 già dall’anno 2002.

Inoltre, occorre evidenziare che il complesso iter attuativo dell'addizionale comunale all'IRPEF, prevede adempimenti a carico dei sostituti d'imposta ed il successivo intervento del Ministero dell'interno, per la conseguente attribuzione ai comuni, con modalità molto articolate. Ciò comporta più procedure di pagamento nel corso dell'anno finanziario. Infatti, come evidenziato nelle tabelle che descrivono le assegnazioni, emerge che il Ministero dell’interno, al fine di consentire ai comuni l’immediata disponibilità di questa considerevole liquidità, non procede ad un unico pagamento, ad avvenuta acquisizione di tutte le somme, sull’apposito conto di Tesoreria nel quale confluiscono i versamenti operati dai sostituti d’imposta e ad avvenuta acquisizione dei dati definitivi relativi al reddito imponibile IRPEF, ma aziona tempestivamente le procedure di pagamento appena raggiunto un congruo importo da assegnare e sulla base dei dati definitivi relativi al reddito imponibile IRPEF ultimi disponibili. Tale gestione permette agli enti locali di fruire del gettito dell'addizionale nei tempi più rapidi consentiti dalla procedura. A dimostrazione di quanto sopra si ritiene opportuno sottolineare che per l’anno 2005 sono state disposte ben cinque erogazioni nel corso del successivo anno 2006 e si dovrà, comunque, procedere ad una successiva erogazione a saldo sulla quale operare i necessari conguagli a seguito della futura acquisizione dei dati relativi al reddito imponibile IRPEF per l’anno 2005, dal competente Ministero dell’economia e delle finanze.

Dall’anno 2007, a motivo delle significative modifiche introdotte dalla legge finanziaria per l’anno 2007, richiamate al paragrafo 1, la descritta situazione è destinata a semplificarsi notevolmente.

Circa le assegnazioni di fondi e le relative erogazioni, non può tralasciarsi di evidenziare che le rettifiche che pervengono a motivo di errori materiali nella procedura di divulgazione delle aliquote adottate dai comuni, comportano la pendenza di molte situazioni la cui definizione è subordinata ai necessari conguagli, non solo positivi per gli enti, ma anche negativi, con aggravio delle procedure di pagamento delle competenze dovute.

Tale situazione, oltretutto, si amplifica in virtù della indisponibilità contestuale, da parte del Ministero dell’economia e delle finanze, dei dati certi del reddito imponibile IRPEF. Infatti, l’indisponibilità dei suddetti dati relativi agli anni 2004-2006, imprescindibili per determinare il gettito definitivo dell’addizionale per i relativi anni, ha comportato che sino alla data odierna sono state possibili solo previsioni di gettito con la conseguenza che le erogazioni di somme a ciascun comune sono da considerarsi provvisorie, in attesa dei dati definitivi necessari per determinare l’esatta somma spettante e, poi, i relativi conguagli. In sostanza, i comuni interessati, per gli anni 2004 e 2005, sono, nel loro complesso, formalmente ancora creditori, anche se in alcuni singoli casi potrebbero risultare situazioni debitorie di somme, sia pur minime, a titolo di addizionale all’IRPEF per anni precedenti.


inizio pagina  |  Icona Invia  |  Invia Icona Stampa  |  Stampa