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Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali

 

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RELAZIONE ANNUALE AL PARLAMENTO
sullo stato di attuazione della
ADDIZIONALE COMUNALE ALL’ IRPEF

-- ANNO 2004 --
(ai sensi dell'articolo 3, comma 1, decreto legislativo n. 360 del 1998)
--Elaborazione dei dati disponibili alla data del 15 maggio 2005--

Luglio 2005

INDICE

 1. - Disciplina normativa
 2. - Dati oggetto della relazione
 3. - Misura dell'addizionale comunale all’ IRPEF facoltativa
 4. - Enti che hanno applicato l'addizionale IRPEF
 5. - Attribuzione ai comuni interessati all'addizionale comunale IRPEF facoltativa
 6. - Gettito dell'addizionale
 7. – Elaborazioni
 8. – Conclusioni
 Allegato AAllegato BAllegato CGraficiTabelle

  1. Disciplina normativa.

Il quadro normativo di riferimento è costituito dal decreto legislativo 28 settembre 1998, n. 360 relativo alla “Istituzione di una addizionale comunale all'IRPEF”, e dalle successive modifiche disposte dalle leggi 13 maggio 1999, n° 133, 21 novembre 2000, n° 342 e 23 dicembre 2000, n° 388.

L’articolo 3, comma 1, del decreto legislativo prevede che: "il Governo trasmetta al Parlamento una relazione annuale sullo stato di attuazione del provvedimento, evidenziando le risorse aggiuntive acquisite dalle province e dai comuni. ….." e che nella presente relazione venga illustrata la situazione economico-finanziaria degli Enti Locali a seguito dell’attuazione delle disposizioni normative in materia di addizionale comunale all'imposta sul reddito delle persone fisiche, con l’obiettivo di evidenziare le risorse aggiuntive acquisite dai comuni, dato che l’addizionaleprovinciale all’IRPEF non ha ancora trovato applicazione.

L’articolo 1 del citato decreto legislativo, ha previsto, dall’anno 1999, la facoltà da parte dei comuni di applicare un'addizionale comunale all'IRPEF, il cui gettito per gli anni 1999-2003 è stato ripartito ed erogato, rispettivamente, negli anni 2000-2004 da questo Ministero: in sostanza, il gettito di ciascun anno è stato erogato ai comuni nel successivo esercizio finanziario. Ciò in quanto, ai sensi dei successivi commi 6 e 7 del predetto articolo 1, l’addizionale“…è versata, unitamente all'imposta sul reddito delle persone fisiche, con le modalita' stabilite con decreto del Ministro delle finanze, di concerto con i Ministri del tesoro, del bilancio e della programmazione economica e dell'interno…” e“…la ripartizione tra i comuni delle somme versate a titolo di addizionale é effettuata, salvo quanto previsto dall'articolo 2, dal Ministero dell'interno, a titolo di acconto sull'intero importo delle somme versate entro lo stesso anno in cui e' effettuato il versamento…”.

Sostanzialmente si attua una procedura complessa che passa attraverso varie fasi, per la cui comprensione sembra utile ricorrere ad un esempio. Le aliquote delle addizionali stabilite dai Comuni per l’anno 2003, danno luogo alle relative trattenute da parte dei sostituti d’imposta nel corso dell’anno 2004, in massimo undici rate mensili a decorrere dal mese di marzo. I sostituti d’imposta provvedono ai relativi versamenti alle sezioni di Tesoreria dello Stato competenti per territorio unitamente all’imposta sul reddito delle persone fisiche. Le competenti sezioni di Tesoreria, nel corso dell’anno 2004, provvedono al riversamento nell’apposita contabilità intestata al Ministero dell’interno delle somme derivanti dal gettito dell’addizionale comunale all’IRPEF per l’anno 2003, prendendo temporaneamente in considerazione le basi imponibili stimate. Quindi, nel corso dell’anno 2004, man mano che affluiscono i predetti riversamenti, il Ministero dell’interno ha la possibilità di provvedere alla materiale erogazione di quanto spettante a ciascun Comune per il 2003. Nel caso portato ad esempio, nel corso dell’anno 2004 si è provveduto all’erogazione di € 1.445.671.542,33 a titolo di addizionale di competenza 2003 (al lordo dei conguagli relativi ad anni precedenti), suddivisa in cinque pagamenti (man mano che la disponibilità di cassa raggiungeva cifre significative) di cui il primo in data 2 aprile 2004 e l’ultimo in data 15 dicembre 2004. La procedura relativa all’anno 2003, presa ad esempio, tuttavia, si concluderà compiutamente solo allorché il Ministero dell’economia e delle finanze renderà disponibili i dati relativi al reddito imponibile IRPEF dell’anno 2003 relativo ai Comuni, in base al quale sarà possibile determinare in via definitiva il gettito dell’addizionale di ciascun singolo comune e provvedere di conseguenza ai relativi saldi, erogando quelli positivi e trattenendo i negativi.

Tornando all’esame della disciplina normativa, si sottolinea che la misura di applicazione dell'addizionale IRPEF (articolo 1, comma 3), non può eccedere il tetto massimo di 0,5 punti percentuali, con un incremento annuo non superiore a 0,2 punti percentuali ed è stata ribadita dalla legge 21 novembre 2000, n. 342, che all'articolo 28 ha stabilito che i comuni possono deliberare la variazione dell'aliquota entro il 31 dicembre. Va chiarito che tra i comuni censiti sono esclusi quelli appartenenti alle regioni Valle D'Aosta, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia, i quali in base alla legislazione speciale in tema di autonomie locali sono esclusi dal sistema ordinario dei trasferimenti erariali (vedi anche paragrafo 3).

Dal fenomeno oggetto del presente studio, emerge che l'addizionale comunale all'IRPEF, ha rappresentato ed ancora rappresenta una innovazione nel panorama delle entrate proprie dei comuni, nei confronti dei quali determina una maggiore autonomia finanziaria.

Inoltre, occorre evidenziare che il complesso iter applicativo dell'addizionale comunale all'IRPEF, prevede adempimenti a carico dei sostituti d'imposta ed il successivo intervento del Ministero dell'interno, per la conseguente attribuzione del gettito ai comuni. Ciò comporta diverse procedure di pagamento nel corso dell'anno finanziario. Infatti, questo Ministero non procede ad un unico pagamento, ad avvenuta acquisizione di tutte le somme, ma aziona tempestivamente le procedure di pagamento appena raggiunto un congruo importo da assegnare. Tale gestione permette agli enti locali di fruire del gettito dell'addizionale nei tempi più rapidi consentiti dalla procedura.

  2. Dati oggetto della relazione.

Stante la particolare articolazione del tributo, come precedentemente descritta, la relazione esaminerà, per l’annualità 2004, i flussi di cassa delle somme riscosse ed assegnate in quell’arco temporale (quindi afferenti all’addizionale imposta nell’esercizio 2003) e darà atto, per lo stesso periodo, della situazione degli enti che hanno deliberato il tributo per quell’anno e delle relative aliquote, il cui gettito si concretizzerà nel corso dell’anno 2005 e sarà valutato e commentato nella prossima relazione.

Più in particolare, i dati finanziari oggetto della relazione sono relativi alla addizionale comunale all’IRPEF per l’anno 2003, il cui gettito si è formalmente definito nel corso dell’anno 2004 e nell’anno stesso è stato materialmente erogato ai comuni aventi titolo. Si analizzano, poi, le aliquote dell’addizionale comunale all’IRPEF stabilite dai Comuni per l’anno 2004 e si determinano le relative previsioni di gettito, dati che, per una migliore valutazione del fenomeno, vengono raffrontati a quelli degli anni precedenti.

Al riguardo, è opportuno sottolineare che a partire dall'anno 2002, a norma dell'articolo 11, comma 3, della legge 18 ottobre 2001, n. 383, le deliberazioni che fissano le relative aliquote divengono efficaci dal momento della loro pubblicazione sul sito www.finanze.gov.it, e non sono più pubblicate nella Gazzetta Ufficiale. Con decreto interministeriale del 31 maggio 2002 sono state fissate le modalità operative che i Comuni devono seguire a tale scopo.

Tuttavia, diversamente dagli anni precedenti, l’elenco degli enti che hanno deliberato l’aliquota per l’anno 2004 ha subito integrazioni fino al mese di maggio 2005. Infatti, sul predetto sito, nel mese di maggio 2005, sono stati operati numerosi aggiornamenti alle aliquote dell’anno 2004. Di conseguenza i dati relativi alle aliquote dell’addizionale comunale all’IRPEF per l’anno 2004, utilizzati per le elaborazioni contenute nella presente relazione, sono quelli pubblicati sul sito internet del Ministero dell’economia e delle finanze alla data del 13 maggio 2005. Essi sono relativi a n. 5.032 enti, in numero inferiore a quello di n. 5.138 dell’anno 2003. Si ritiene, comunque, che aggiornamenti successivi incrementeranno tale numero di enti per cui, nel corrente anno, si dovrà procedere a vari conguagli nell’erogazione delle somme spettanti ai Comuni aventi titolo.

  3. Misura dell'addizionale comunale all’ IRPEF facoltativa.

La misura di applicazione dell'addizionale IRPEF non può eccedere il tetto massimo di 0,5 punti percentuali, con un incremento annuo non superiore a 0,2 punti percentuali ed è stata ribadita dalla legge 21 novembre 2000, n. 342, che all'articolo 28 ha stabilito che i comuni possono deliberare la variazione dell'aliquota entro il 31 dicembre.

Tuttavia, a norma dell'articolo 3, comma 1, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, gli aumenti delle addizionali comunali all' IRPEF, deliberati successivamente al 29 settembre 2002, ancorché pubblicati, sono sospesi.

Tale sospensione vige fino al 31 dicembre 2006 ai sensi dell’articolo 1, comma 51, della legge 30 dicembre 2004, n.311 (legge finanziaria 2005).

Al riguardo, si ritiene opportuno richiamare i chiarimenti formulati dal Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento per le politiche fiscali – Ufficio federalismo fiscale – con la circolare n. 1/DPF del 18 marzo 2005, sulle modalità applicative della sospensione.

  4. Enti che hanno applicato l'addizionale IRPEF.

Come detto in precedenza, tra i comuni presi in considerazione, sono esclusi quelli appartenenti alle regioni a statuto speciale Valle D'Aosta, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia, i quali in base alla legislazione sono esclusi dal sistema ordinario dei trasferimenti erariali.

Pertanto, tutti i dati di base sono relativi ai 7.469 comuni appartenenti alle 15 regioni a statuto ordinario ed alle 2 regioni a statuto speciale Sicilia e Sardegna.

La prima considerazione relativa all'anno 2004 fa riferimento ai comuni che hanno deliberato l’applicazione dell’aliquota dell'addizionale comunale all’IRPEF: essi sono 5.032 (dato aggiornato al 13 maggio 2005) su un totale di 7.469 e ne rappresentano il 67,37%, con un decremento di n. 106 enti che, percentualmente, rappresenta circa il -1,43% rispetto al precedente anno 2003 (la riduzione è presumibilmente da far risalire alla non raggiunta definitività del dato).

  5. Attribuzione ai comuni interessati all'addizionale comunale IRPEF facoltativa.

L’attribuzione avviene sulla base del comma 7 dell’articolo 1 del decreto legislativo n° 360 del 1998 e successive modifiche ed integrazioni, che recita:“La ripartizione tra le province e tra i comuni delle somme versate a titolo di addizionale è effettuata….dal Ministero dell'interno, a titolo di acconto sull'intero importo delle somme versate entro lo stesso anno in cui e' effettuato il versamento, sulla base dei dati forniti dal Ministero delle finanze concernenti le risultanze delle dichiarazioni dei redditi e dei sostituti d'imposta presentate per l'anno precedente a quello cui si riferisce l'addizionale. Entro l'anno successivo a quello in cui è effettuato il versamento, il Ministero dell'interno provvede ad effettuare il conguaglio, mediante compensazione con le somme spettanti, a titolo di acconto, per l'anno successivo, sulla base dei dati forniti dal Ministero delle finanze concernenti le risultanze delle dichiarazioni dei redditi e dei sostituti d'imposta presentate per l'anno cui si riferisce l'addizionale…..”

Il Ministero dell’interno, ha provveduto alla ripartizione dell'addizionale IRPEF "facoltativa", sulla base dei dati forniti dal Ministero dell’economia e delle finanze ed ha portato a conoscenza degli enti la metodologia applicata attraverso la circolare SAF n° 13/2000 del 27 luglio 2000. Si rileva che i più recenti dati forniti dal Ministero dell’economia e delle finanze fanno riferimento alle basi imponibili relative al reddito dichiarato nell'anno d'imposta 2001 in via definitiva, sulla base del quale sono stati elaborati il gettito definitivo dell'addizionale per l'anno 2001 e la stima dell'addizionale per l'anno 2002, per l'anno 2003 e per l'anno 2004.

Per quanto concerne il gettito dell’addizionale all’IRPEF di anni precedenti, si ribadisce che sono stati determinati in via definitiva, sulla base dei dati definitivi delle basi imponibili relativi agli stessi anni, i gettiti delle addizionali per gli anni dal 1999 al 2001; quest’ultimo, in particolare, è stato determinato nel corso dell’anno 2004, con la contestuale erogazione dei relativi conguagli a saldo.

In particolare, al momento della redazione della presente relazione, senza considerare le marginali operazioni di recupero per specifiche problematiche, sono da considerarsi definite le annualità 1999, 2000 e 2001 (quest’ultima a seguito dell’erogazione del saldo di € 64.103.149,55 avvenuto in data 17 settembre 2004, al lordo dei conguagli negativi a carico di n° 753 enti per € 1.329.487,81, da recuperarsi sulle successive erogazioni), mentre le annualità 2002 e 2003 potranno essere chiuse solo al momento della disponibilità delle relative basi imponibili IRPEF definitive, che consentiranno le opportune operazioni di conguaglio.

A titolo di addizionali di competenza dell’anno 2003, nel corso dell’anno 2004 ci sono state erogazioni per complessivi €. 1.445.671.542,33 (al lordo dei conguagli relativi ad anni precedenti):

  • acconto di € 306.000.000,00 in data 02 aprile 2004;
  • acconto di € 255.000.000,00 in data 18 giugno 2004;
  • acconto di € 548.675.310,07 in data 29 settembre 2004;
  • acconto di € 227.996.232,26 in data 24 novembre 2004;
  • acconto di € 108.000.000,00 in data 15 dicembre 2004.

Per l’esercizio 2004 sono state predisposte nel corso dell’anno 2005, sino al mese di luglio, erogazioni pari ad € 756.005.573,25 a titolo di addizionale di competenza 2004 (al lordo dei conguagli relativi ad anni precedenti):

  • acconto di € 220.000.000,00 in data 16 marzo 2005;
  • acconto di € 230.000.000,00 in data 18 maggio 2005;
  • acconto di € 306.005.573,25 in data 8 luglio 2005.

  6. Gettito dell'addizionale.

Per agevolare la più ampia circolazione e la tempestiva conoscenza dell’andamento dell’addizionale e delle erogazioni effettuate, sul sito internet di questo Ministero, nelle pagine della Direzione centrale della Finanza Locale, all'apertura "dati finanziari", “spettanze”, voce "addizionale comunale all'IRPEF" (indirizzo: http://finanzalocale.interno.it/ser/ispett.html) sono resi disponibili i necessari elementi conoscitivi che riepilogano le assegnazioni dei singoli comuni, ordinati alfabeticamente secondo la provincia di appartenenza. Allo stesso indirizzo web sono consultabili anche relazioni e dati degli anni precedenti.

Comunque, l’accluso documento (  allegato A). comprende i dati finanziari relativi all’anno 2003 di ogni singolo comune che ha applicato l'addizionale. Da esso, in prima analisi sui dati complessivi, si evince che le erogazioni di fondi ai comuni per l’anno 2003 sono state determinate sulla base del fondo complessivo di €. 1.447.000.000,00. A seguito dei conguagli negativi, derivanti da precedenti erogazioni, che si ricorda sono state effettuate sulle basi imponibili degli anni 1999 e 2000, dati definitivi ultimi disponibili, le somme effettivamente pagate ammontano ad €. 1.445.671.542,33.

Tale ammontare risulta, in ogni modo, significativamente al di sopra del gettito dell’addizionale all’IRPEF stimabile in sede previsionale in €. 1.408.852.340,80 sulla base dei dati del reddito imponibile IRPEF dell’anno 2001, ultimi definitivi comunicati dal Ministero dell’economia e delle finanze.

Ciò non rappresenta un’incongruenza: è piuttosto dovuto al fatto che le previsioni di gettito sono state effettuate prendendo a base i dati del reddito imponibile IRPEF dell’anno 2001, quest’ultima annualità definitivamente accertata dal Ministero dell’economia e delle finanze. Evidentemente il reddito imponibile IRPEF di base ha registrato incrementi negli anni successivi, dando luogo a maggiori versamenti in tesoreria a titolo di relativa addizionale.

Non avendo i dati definitivi relativi all’imponibile dei singoli enti per l’anno 2003, si è ritenuto di non dover immobilizzare tali risorse aggiuntive distribuendo agli enti locali le giacenze di cassa della contabilità speciale in base ai dati certi ultimi disponibili, rimandando alle acquisizioni dei dati definitivi del reddito imponibile IRPEF i necessari conguagli.

Analoghe considerazioni possono valere anche per l’anno di imposta 2004, i cui versamenti a titolo di addizionale all'IRPEF, da parte dei sostituti d’imposta, alle sezioni di Tesoreria e da queste alla contabilità del Ministero dell’interno matureranno nel corrente anno 2005.

Il secondo documento (  allegato B) comprende i dati finanziari relativi all’anno 2004 di ogni singolo comune che ha applicato l'addizionale. Dal riepilogo nazionale risulta che n. 5032 comuni hanno applicato l'addizionale all'IRPEF per l’anno 2004. E' il caso di osservare che il gettito dell'addizionale stimato in sede previsionale per l'anno 2004 (come predetto sulla base dei dati del reddito imponibile IRPEF dell’anno 2001, ultimi resi disponibili dal Ministero dell’economia e delle finanze) si attesta a circa 1.426,0 milioni di euro rispetto ai circa 1.408,9 milioni di euro per l'anno 2003, ai circa 1.401,7 milioni di euro per l'anno 2002, e rispetto al gettito definitivo di 1.006.616.378,40 euro per l’anno 2001, al gettito definitivo di 671.361.001,74 euro per l’anno 2000 ed al gettito definitivo di 274.578.883,61 euro dell’addizionale all'IRPEF per l’anno 1999.

Nell’anno 2004, sesto anno di applicazione, il gettito dell’addizionale è più che quintuplicato rispetto a quello del 1999. Questo dato deve, però, essere letto congiuntamente con quello che riguarda il numero dei comuni che hanno applicato l'addizionale: esso è quasi raddoppiato nel 2000 rispetto al 1999, è cresciuto di circa il 14% nel 2001 rispetto al 2000, è cresciuto di circa il 12% nel 2002 rispetto al 2001, mentre negli anni 2003 e 2004 si è assistito ad una sostanziale stabilizzazione delle situazioni (il numero degli enti dell’anno 2004 – dato provvisorio - è diminuito di 108 unità rispetto all’anno 2002). Inoltre, anno per anno un consistente numero di comuni ha adottato un'aliquota superiore all'anno precedente, in ottemperanza al principio di gradualità previsto dalla normativa, eccezion fatta, anche in questo caso, per gli anni 2003 e 2004, nel quale le variazioni di aliquote rispetto a quelle dell’anno precedente sono state molto contenute. In particolare, oltre la metà dei comuni, per l’anno 2004, ha adottato aliquote uguali o superiori allo 0,4% e di questi ben 1.588 sono attestati all’aliquota massima dello 0,5%, il 31,56% del totale di 5.032 comuni (si rammenta che tale dato, proveniente dal sito internet del Ministero dell’economia e delle finanze ed aggiornato al 13 maggio 2005, si ritiene passibile di ulteriori aggiornamenti incrementali).

Infine, il terzo documento (  allegato C) riporta i dati relativi all’erogazione del saldo dell’addizionale comunale all’IRPEF dell’anno 2001 erogato in data 17 settembre 2004 in concomitanza all’acquisizione dal Ministero dell’economia e delle finanze dei dati definitivi relativi al reddito imponibile dell’anno 2001. Si evince che il gettito definitivo è stato pari ad €. 1.006.616.378,74; tuttavia, a carico di n. 753 enti, la determinazione del saldo ha anche dato luogo a saldi negativi complessivamente ammontanti a €. 1.329.487,81, ma, comunque, di importi esigui e mediamente pari a circa 1.800 euro, da trattenere sulle successive erogazioni.

  7. Elaborazioni.

Nei grafici allegati, vengono analizzati i dati relativi al numero di enti che hanno deliberato l’applicazione e/o la modifica dell’aliquota dell’addizionale comunale all’imposta sul reddito delle persone fisiche per l’anno 2004 ed al gettito finanziario dell’aliquota stessa, aggiornati al maggio 2005, con aggregazioni mirate ad evidenziare gli effetti dell'applicazione. Occorre sottolineare che, per quanto riguarda la popolazione, sono stati utilizzati i dati relativi alla popolazione dell’anno 2003, ultimi disponibili forniti dall’ISTAT, mentre, per quanto riguarda i dati relativi al reddito imponibile IRPEF, sono stati utilizzati quelli definitivi degli anni 1999 e 2000 per i corrispondenti anni 1999 e 2000 e quelli definitivi dell’anno 2001 (ultimi resi disponibili dal Ministero dell’economia e delle finanze) per gli anni dal 2001 al 2004.

La prima serie di grafici espone la situazione riferita all’anno 2004 mentre la successiva serie esprime il confronto dei dati riferiti ai sei anni di applicazione dell’addizionale comunale all’IRPEF.

  •  grafico Grafico 1. – Espone la distribuzione per entità dell’aliquota dei n° 5.032 comuni italiani che per l’anno 2004 (dato aggiornato al 13 maggio 2005) hanno deliberato l’applicazione e/o la modifica dell’aliquota dell’addizionale comunale all’Imposta sul reddito delle persone fisiche: n° 1.617 comuni hanno applicato l’aliquota dello 0,2, mentre l’aliquota dello 0,4 è stata adottata da n° 1.312 comuni e quella massima dello 0,5 è stata adottata da ben n° 1.588 comuni. I residui n° 515 enti hanno adottato aliquote diverse, con prevalenza dell’aliquota allo 0,3.
  •  grafico Grafico 2. – Questo grafico, parallelamente al precedente, illustra gli stessi dati esposti in misura percentuale rispetto al totale dei n° 5.032 comuni italiani che per l’anno 2004 hanno deliberato l’applicazione e/o la modifica dell’aliquota dell’addizionale comunale all’IRPEF.
  •  grafico Grafico 3. – Il grafico 3 mette in evidenza la distribuzione per regione del totale dei n° 5.032 comuni italiani che per l’anno 2004 hanno deliberato l’applicazione e/o la modifica dell’aliquota dell’addizionale comunale all’IRPEF: il maggior numero di comuni che hanno sollecitamente risposto alla normativa in argomento sono concentrati in Lombardia (n° 970 enti), in Piemonte (n° 839 enti), in Veneto (n° 472 enti) ed in Campania (n° 383 enti), pari al 52,95 % dei n° 5.032 complessivi, mentre il restante 47,05 % è distribuito nel resto d’Italia con la punta massima del 5,43 % in Lazio e la punta minima dello 1,18 % in Molise (vedasi anche grafico 16).
  •  grafico Grafico 4. – Questo grafico, parallelamente al precedente, espone gli stessi dati espressi però in percentuale rispetto al totale dei comuni presenti in ciascuna regione. Ne deriva una visione diversa rispetto al precedente grafico: è, infatti, la regione Marche con il 90,24 % ad avere la maggiore percentuale di comuni, che per l’anno 2004 (come già per gli anni precedenti) hanno deliberato l’applicazione e/o la modifica dell’aliquota dell’addizionale comunale all’IRPEF, rispetto al numero di comuni appartenenti alla regione stessa, mentre la Lombardia ed il Piemonte si attestano su percentuali rispettivamente poco al di sotto e poco al di sopra del 67,37% che rappresenta la percentuale di comuni che hanno adottato l’addizionale rispetto al numero complessivo dei comuni italiani (n° 7.469 – esclusi Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e Valle d’Aosta); peso rilevante hanno regioni quali Umbria, Toscana, Veneto, Puglia, Emilia Romagna, Lazio, Campania e Liguria (al di sopra della media nazionale) mentre fanalino di coda è la regione Sardegna per la quale solo il 31,56% dei propri comuni ha aderito all’applicazione dell’addizionale (vedasi anche grafico 17).
  •  grafico Grafico 5. – Vi è rappresentato il numero dei comuni, che per l’anno 2004 hanno deliberato l’applicazione e/o la modifica dell’aliquota dell’addizionale comunale all’IRPEF, distribuita, in valore assoluto, nelle 12 fasce demografiche - in cui sono divisi i comuni italiani – ed il numero dei comuni presenti in ciascuna fascia: il massimo si ha con n° 950 comuni della terza fascia demografica ed il minimo con n° 5 comuni delle fasce undicesima e dodicesima.
  •  grafico Grafico 6. – Rappresenta, in valore percentuale, il numero di enti, che per l’anno 2004 hanno deliberato l’applicazione e/o la modifica dell’aliquota dell’addizionale comunale all’IRPEF, rispetto al numero di enti presenti nella stessa fascia demografica: si nota che le prime tre fasce (piccolissimi comuni) si posizionano al di sotto della percentuale del 67,37% del complesso dei comuni italiani che hanno adottato l’addizionale, mentre nelle restanti fasce demografiche si ha una distribuzione abbastanza omogenea e superiore al valore nazionale.
  •  grafico Grafico 7. – Viene esaminata la popolazione italiana interessata dal fenomeno dell’addizionale comunale all’IRPEF. La popolazione interessata, dei n° 5.032 comuni che per l’anno 2004 hanno deliberato l’applicazione e/o la modifica dell’aliquota dell’addizionale comunale all’IRPEF, rispetto alla popolazione italiana complessiva, pari a 55.605.554 (anno 2003 - esclusi Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e Valle d’Aosta), è di 43.170.813, vale a dire il 77,64% del totale. Il Grafico 7 mostra come la maggior concentrazione di popolazione interessata, pari a 9.627.216 abitanti, è rilevabile nell’ottava fascia demografica (comuni di medie dimensioni) e la minor concentrazione di popolazione interessata, pari a 107.037 abitanti, è rilevabile nella prima fascia demografica, ovvero quella dei comuni più piccoli (da zero a 499 abitanti).
  •  grafico Grafico 8. – Questo grafico, anch’esso attinente alla popolazione, mostra come nella fascia undicesima si trovi il più alto valore percentuale (85,65%) di popolazione gravata dall’addizionale all’IRPEF rispetto alla popolazione di fascia presente. Il valore percentuale più basso si rileva, invece, nella prima fascia. Infine, si sottolinea che le prime cinque fasce hanno valori inferiori a quello medio nazionale del 77,64 %, che l’ottava fascia ha un valore pari a quello medio nazionale e che, più in generale, i valori aumentano al crescere della fascia di popolazione.
  •  grafico Grafico 9. – Il grafico analizza la distribuzione percentuale per classe di aliquota adottata dai comuni secondo la fascia demografica di appartenenza. Dei n° 5.032 comuni italiani che per l’anno 2004 hanno deliberato l’applicazione e/o la modifica dell’aliquota dell’addizionale comunale all’IRPEF, n° 1.697 (pari al 33,72% del totale; in lieve calo rispetto alla percentuale del 33,95% del totale registrata per l’anno 2003 e del 34,40% del totale registrata per l’anno 2002 ed in calo più accentuato rispetto alla percentuale del 42,42% del totale registrata per l’anno 2001) hanno adottato un’aliquota inferiore o uguale allo 0,2, n° 1.725 (pari al 34,28% del totale; lievemente inferiore rispetto alla percentuale del 34,34 % del totale registrata per l’anno 2003) hanno adottato un’aliquota superiore allo 0,2 ed inferiore o uguale allo 0,4 ed, infine, n° 1610 comuni (pari al 32,00% del totale; in lieve rialzo rispetto alla percentuale del 31,73% registrata nel precedente anno 2003, ma notevolmente cresciuta rispetto alla percentuale del 19,66% del totale degli enti registrati per l’anno 2001) hanno adottato un’aliquota superiore allo 0,4 ed inferiore o uguale allo 0,5. Si può osservare come la distribuzione degli enti nelle tre classi di aliquota sia abbastanza uniforme nelle varie fasce demografiche, fatta eccezione per la dodicesima fascia ove sono presenti solo i cinque grandi comuni di Roma, Torino, Genova, Napoli e Palermo, che hanno adottato aliquote tra di loro molto differenziate (in tale fascia resta escluso il solo comune di Milano che non ha adottato l’addizionale comunale).
  •  grafico Grafico 10. – Questo grafico espone il gettito derivante dall’applicazione delle aliquote dell’addizionale comunale all’IRPEF anno 2004 stimata sulla base del reddito imponibile IRPEF dell’anno 2001. Il dato del gettito è analizzato nel valore medio pro capite per fascia demografica, tenendo conto della sola popolazione residente nei comuni che hanno adottato l’aliquota stessa. Nel confronto con la media nazionale pro capite, pari ad euro 33,03 (in crescita rispetto ad euro 32,44 registrati per l’anno 2003 e ad euro 32,22 registrati per l’anno 2002), emerge che il dato del gettito dei comuni con popolazione inferiore a 20.000 abitanti è inferiore alla media nazionale (con il minimo di 26,77 euro nella quarta fascia) mentre per le restanti fasce demografiche si hanno valori superiori alla media, ma molto vicini ad essa, addirittura coincidente per la fascia demografica ottava (con il massimo di 50,64 euro nella undicesima fascia demografica). Si evidenzia, in ogni caso, una certa omogeneità di risultati nelle dodici fasce demografiche, ad eccezione delle fasce 10 e 11.
  •  grafico Grafico 11. – Per completezza di trattamento, questo grafico espone il reddito imponibile IRPEF dell’anno 2001, citato a proposito del precedente grafico 10, in valore medio pro capite per fascia demografica, relativo ai comuni che hanno applicato l’addizionale per l’anno 2004. Il reddito medio pro capite nazionale è di 9.475,03 euro (in lieve crescita rispetto ai 9.443,31 euro dell’anno 2003). Valori sottomedia si riscontrano nelle prime otto fasce demografiche, con il valore minimo di 7.757,09 euro della terza fascia demografica. Il valore massimo di 12.599,70 euro si ha nella undicesima fascia demografica. Questo può spiegare la disomogeneità delle fasce 10 e 11 rispetto alle altre fasce nel grafico precedente. Inoltre, il disallineamento della dodicesima classe (che presenta un elevato reddito IRPEF medio pro capite in linea con le classi decima e undicesima, ma non altrettanto per il relativo gettito dell’addizionale, molto vicino alla media nazionale) è il risultato dell’adozione di aliquote mediamente più basse da parte dei comuni ricadenti nella fascia stessa (aliquota di 0,2 per i comuni di Roma e Palermo) rispetto a quelli delle fasce decima e undicesima.
  •  grafico Grafico 12. – Per rappresentare la distribuzione geografica dei flussi finanziari derivanti dall’applicazione delle aliquote all’addizionale comunale all’IRPEF per l’anno 2004, sono stati predisposti, su base regionale, i grafici 12, 13 e 14. Il primo mostra il gettito regionale, in migliaia di euro, delle aliquote all’addizionale comunale all’IRPEF dell’anno 2004, stimato sulla base del reddito imponibile IRPEF dell’anno 2001, dato ultimo disponibile comunicato dal Ministero dell’economia e delle finanze (sono naturalmente escluse le regioni Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e Valle d’Aosta). A fronte del gettito complessivo stimato di 1.425.998,17 migliaia di euro, il maggior gettito regionale si riscontra nella Lombardia (216.181,7 migliaia di euro) e quello minimo nel Molise (6.074,9 migliaia di euro); spiccano, comunque, i valori di Piemonte e Veneto nel Nord Italia e quelli di Toscana, Lazio (dato esaltato dall’applicazione dell’addizionale da parte del comune di Roma), Campania e Puglia nel Centro-Sud (vedasi anche grafico 18).
  •  grafico Grafico 13. – Questo grafico espone gli stessi dati del precedente grafico 12 riportando, però, il valore medio pro capite per regione in euro. Spiccano il valore massimo di 49,16 euro della Liguria e quello minimo di 21,07 euro della Sicilia, in confronto al valore medio pro capite nazionale di 33,03 euro. Contrariamente al precedente grafico, si evince che i valori possono essere ritenuti omogenei se considerati per zona geografica: il Nord Italia con valori sopra la media nazionale, il Centro con valori sostanzialmente in linea con la media nazionale ed il Sud, con valori decisamente sottomedia, fatta eccezione per la sola Sardegna che presenta un valore comunque sottomedia, ma prossimo alla media nazionale.
  •  grafico Grafico 14. – Mostra il reddito imponibile IRPEF dell’anno 2001, dato ultimo disponibile comunicato dal Ministero dell’economia e delle finanze (escluse le regioni Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e Valle d’Aosta), espresso in valore medio pro capite regionale e riferito ai soli comuni che hanno adottato l’addizionale per l’anno 2004. A fronte del valore medio pro capite nazionale di 9.475,03 euro, il valore massimo si riscontra nell’ Emilia Romagna (12.390,48 euro) e quello minimo in Calabria (5.749,41 euro); complessivamente la situazione è analoga a quella evidenziata nel precedente grafico 13: reddito medio pro capite al di sopra della media nazionale nelle regioni del Centro-Nord ed al di sotto nelle regioni del Centro-Sud.
  •  grafico Grafico 15. – La seconda serie di grafici, dal n° 15 al n° 20, espone la serie storica dei dati, evidenziando i risultati dei primi sei anni di applicazione delle aliquote dell’addizionale comunale all’IRPEF 1999-2004. Il primo di essi espone la distribuzione per entità dell’aliquota dei comuni italiani che per gli anni 1999-2004 hanno deliberato l’applicazione e/o la modifica dell’aliquota dell’addizionale comunale all’Imposta sul reddito delle persone fisiche, con dati aggiornati al maggio 2005, ultimi resi disponibili sul sito internet del Ministero dell’economia e delle finanze: si è passati da 2.419 enti per l’anno 1999 a 4.011 enti per l’anno 2000 a 4.590 enti per l’anno 2001 a 5.140 enti per l’anno 2002, a 5.138 enti per l’anno 2003 ed a 5032 enti per l’anno 2004 (dato comunque suscettibile di variazioni in aumento); quest’ultimo è aumentato del 108,02% rispetto all’anno 1999. Si sottolinea che per l’anno 1999 non vi sono aliquote superiori allo 0,2 e che per il 2000 non vi sono aliquote superiori allo 0,4 in quanto solo al secondo o al terzo anno di applicazione era possibile adottare un'aliquota superiore all'anno precedente, in ottemperanza al principio di gradualità previsto dalla normativa.
  •  grafico Grafico 16. – Questo grafico mostra i dati dei comuni italiani che per gli anni 1999-2004 hanno deliberato l’applicazione e/o la modifica dell’aliquota dell’addizionale comunale all’Imposta sul reddito delle persone fisiche, con dati aggiornati al maggio 2005, ultimi resi disponibili sul sito internet del Ministero dell’economia e delle finanze. Per tutte le regioni si nota un andamento crescente dall’anno 1999 al 2002, stabilizzatosi nel biennio 2003-2004, in linea con l’andamento nazionale. La serie storica dei sei anni di dati spinge alle stesse considerazioni espresse a proposito del grafico 3.
  •  grafico Grafico 17. – Questo grafico mostra i dati del precedente grafico 16, ancora una volta distribuiti per regione, ma espressi in valore percentuale del numero di enti interessati rispetto al numero totale di enti appartenenti a ciascuna regione. Anche in questo grafico, per tutte le regioni, si può notare un andamento crescente dall’anno 1999 al 2002, stabilizzatosi nel biennio 2003-2004, in linea con l’andamento nazionale. La serie storica dei sei anni di dati spinge alle stesse considerazioni espresse a proposito del grafico 4.
  •  grafico Grafico 18. – Mostra il gettito regionale, in migliaia di euro, del provento derivante dall’applicazione delle aliquote all’addizionale comunale all’IRPEF dei sei anni 1999-2004, definitivo per gli anni 1999, 2000 e 2001 sulla base del reddito imponibile IRPEF rispettivamente dell’anno 1999, dell’anno 2000 e dell’anno 2001, dato ultimo disponibile comunicato dal Ministero dell’economia e delle finanze (sono naturalmente escluse le regioni Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e Valle d’Aosta) e stimato per gli anni 2002, 2003 e 2004 sulla base del reddito imponibile IRPEF dell’anno 2001. Il gettito è da considerarsi definitivo per gli anni 1999, 2000 e 2001, mentre per il successivo triennio rappresenta la stima di gettito, suscettibile dei necessari conguagli allorché il competente Ministero dell’economia e delle finanze comunicherà i dati definitivi relativi al reddito imponibile IRPEF degli anni 2002-2004. Nel grafico si nota l’andamento crescente del gettito di ciascuna regione in linea con il dato nazionale. La serie storica dei sei anni di dati ripercorre le considerazioni già espresse a proposito del grafico 12.
  •  grafico Grafico 19. – Questo grafico mostra i dati del precedente grafico 18, ancora una volta distribuiti per regione, ma espressi in valore medio pro capite, determinato dal rapporto, per ciascuna regione, tra la somma del gettito dei relativi comuni interessati e la popolazione degli stessi comuni interessati. Anche in questo grafico, per tutte le regioni, si può notare un andamento crescente dall’anno 1999 al 2004, in linea con l’andamento nazionale. Spiccano per l’anno 2004 i valori massimi di Liguria, Piemonte e Toscana e quelli minimi della Sicilia e della Calabria. Contrariamente al precedente grafico, si evince che i valori possono essere ritenuti omogenei se considerati per zona geografica: il Nord Italia con valori sopra la media nazionale, il Centro con valori sostanzialmente in linea con la media nazionale ed il Sud, con valori decisamente sottomedia, fatta eccezione per la sola Sardegna che presenta un valore comunque sottomedia, ma prossimo alla media nazionale.
  •  grafico Grafico 20. – Mostra il reddito imponibile IRPEF dell’anno 1999 per l’anno 1999, il reddito 2000 per l’anno 2000 ed il reddito 2001, dato ultimo disponibile comunicato dal Ministero dell’economia e delle finanze (sono naturalmente escluse le regioni Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e Valle d’Aosta), per gli anni 2001-2004, espressi in valore medio pro capite regionale e riferito ai soli comuni che hanno adottato l’addizionale per ciascun anno di riferimento (1999, 2000, 2001, 2002, 2003 oppure 2004). A fronte del valore medio pro capite nazionale (8.143,10 euro per il 1999, 8.552,38 euro per il 2000, 9.159,28 euro per il 2001, 9.439,32 euro per il 2002, 9.443,31 euro per il 2003 e 9.475,03 euro per il 2004), i valori massimi si riscontrano nell’ Emilia Romagna e quelli minimi in Calabria; complessivamente la situazione è analoga a quella evidenziata nel precedente grafico 19: reddito medio pro capite al di sopra della media nazionale nelle regioni del Centro-Nord ed al di sotto nelle regioni del Centro-Sud. Da notare, per gli anni 2002-2004 rispetto ai precedenti, l’ampia variazione positiva subita dalla regione Lazio a seguito dell’adozione dell’addizionale da parte del comune di Roma.

A corredo dei grafici citati, sono  allegate undici tabelle, numerate, contenenti i dati utilizzati per l’esposizione grafica.

  8. Conclusioni.

L’innovazione normativa che ha introdotto l’addizionale comunale all’IRPEF nel panorama delle entrate proprie dei comuni, ha sicuramente determinato un cospicuo afflusso di risorse finanziarie immediatamente disponibili per le casse dei comuni e di conseguenza la maggiore autonomia finanziaria degli enti stessi. I dati dei sei anni di applicazione, rappresentati con i grafici allegati, mostrano che i comuni del centro e del nord Italia sono i più pronti ad attivare le opportunità normative in materia finanziaria e, comunque, beneficiano di più consistenti flussi finanziari, derivanti dalla loro maggiore redditualità, riscontrabile sia in valore medio pro capite che in valore assoluto, e della loro più favorevole condizione socio-economica. Analoghe considerazioni possono essere espresse per i comuni appartenenti alle classi demografiche più ampie (comuni medio-grandi). Occorre, tuttavia, evidenziare la situazione in controtendenza dei sei grandi comuni appartenenti alla dodicesima ed ultima fascia demografica. Il comune di Milano non ha ancora dato applicazione all’addizionale comunale all’IRPEF, mentre i comuni di Roma e Palermo l’hanno applicata solo a decorrere dall’anno 2002, confermandola per gli anni 2003 e 2004. I comuni di Torino (aliquota 0,1 per l’anno 1999) e Genova (aliquota 0,2 per l’anno 1999) sono i soli ad averla applicata immediatamente: Torino l’ha portata allo 0,3 nell’anno 2002 e Genova allo 0,47, confermandole per gli anni 2003 e 2004. Infine, il comune di Napoli ha dato applicazione all’addizionale comunale all’IRPEF nell’anno 2000 portandola all’aliquota massima dello 0,5 già nell’anno 2002.

Inoltre, occorre evidenziare che il complesso iter attuativo dell'addizionale comunale all'IRPEF, prevede adempimenti a carico dei sostituti d'imposta ed il successivo intervento del Ministero dell'interno, per la conseguente attribuzione ai comuni, con modalità molto articolate. Ciò comporta più procedure di pagamento nel corso dell'anno finanziario. Infatti, come evidenziato nelle tabelle che descrivono le assegnazioni, emerge che il Ministero dell’interno, al fine di consentire ai comuni l’immediata disponibilità di questa considerevole liquidità, non procede ad un unico pagamento, ad avvenuta acquisizione di tutte le somme, sull’apposito conto di Tesoreria nel quale confluiscono i versamenti operati dai sostituti d’imposta, ma aziona tempestivamente le procedure di pagamento appena raggiunto un congruo importo da assegnare. Tale gestione permette agli enti locali di fruire del gettito dell'addizionale nei tempi più rapidi consentiti dalla procedura. A dimostrazione di quanto sopra si ritiene opportuno sottolineare che per l’anno 2003 sono state disposte ben cinque erogazioni nel corso del successivo anno 2004 e si dovrà, comunque, procedere ad una successiva erogazione a saldo sulla quale operare i necessari conguagli a seguito della futura acquisizione dei dati relativi al reddito imponibile IRPEF per l’anno 2003, dal competente Ministero dell’economia e delle finanze. Per l’anno 2004, d’altronde, sono stati già predisposti ed erogati i primi tre acconti per una erogazione complessiva di ben 756.005.573,25 euro, sino alla data dell’ 8 luglio 2005.

Circa le assegnazioni di fondi e le relative erogazioni, non può tralasciarsi di evidenziare che le continue rettifiche che pervengono a motivo di errori materiali nella procedura di divulgazione delle aliquote adottate dai comuni, comportano la pendenza di molte situazioni la cui definizione è subordinata ai necessari conguagli, non solo positivi per gli enti, ma anche negativi, con aggravio delle procedure di pagamento delle competenze dovute.

Tale situazione, oltretutto, si amplifica in virtù della indisponibilità contestuale, da parte del Ministero dell’economia e delle finanze, dei dati certi del reddito imponibile IRPEF. Infatti, l’indisponibilità dei suddetti dati relativi agli anni 2002-2004, imprescindibili per determinare il gettito definitivo dell’addizionale per i relativi anni, ha comportato che sino alla data odierna sono state possibili solo previsioni di gettito con la conseguenza che le erogazioni di somme a ciascun comune sono da considerarsi provvisorie, in attesa dei dati definitivi necessari per determinare l’esatta somma spettante e, poi, i relativi conguagli. In sostanza, i comuni interessati, per gli anni 2002 e 2003, sono, nel loro complesso, formalmente ancora creditori, anche se in alcuni singoli casi potrebbero risultare situazioni debitorie di somme, sia pur minime, a titolo di addizionale all’IRPEF per anni precedenti.


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