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Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali

 

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RELAZIONE ANNUALE AL PARLAMENTO
sullo stato di attuazione della
ADDIZIONALE COMUNALE ALL’ IRPEF

-- ANNO 2003 --
(ai sensi dell'articolo 3, comma 1, decreto legislativo n. 360 del 1998)
Novembre 2004

INDICE

 1. - Disciplina normativa
 2. - Dati finanziari oggetto della relazione
 3. - Misura dell'addizionale comunale all’ IRPEF facoltativa
 4. - Enti che hanno applicato l'addizionale IRPEF
 5. - Attribuzione ai comuni interessati all'addizionale comunale IRPEF facoltativa
 6. - Gettito dell'addizionale
 7. – Elaborazioni
 8. – Conclusioni
 Allegato AAllegato BAllegato CTabelle

  1. Disciplina normativa.

Il quadro normativo di riferimento è costituito dal decreto legislativo 28 settembre 1998, n. 360 relativo alla “Istituzione di una addizionale comunale all'IRPEF”,come modificato dalla legge 13 maggio 1999, n° 133, dalla legge 21 novembre 2000, n° 342 e dalla legge 23 dicembre 2000, n° 388.

L’ articolo 3, comma 1, sancisce che: "Il Governo trasmette al Parlamento una relazione annuale sullo stato di attuazione del provvedimento, evidenziando le risorse aggiuntive acquisite dalle province e dai comuni. …..".

L'argomento trattato nella presente relazione attiene, dunque, alla situazione economico-finanziaria degli Enti Locali a seguito dell’attuazione delle disposizioni normative in materia di addizionale comunale all'imposta sul reddito delle persone fisiche, con l’obiettivo di evidenziare le risorse aggiuntive acquisite, in particolare, dai comuni, dato che l’addizionaleprovinciale all’IRPEF non ha ancora trovato applicazione.

Il citato decreto legislativo n. 360 del 1998, ha previsto all’articolo 1 un'addizionale comunale all'IRPEF (facoltativa), applicata dal 1999, il cui gettito per gli anni 1999-2002 è stato ripartito ed erogato, negli anni 2000-2003 da questo Ministero. In sostanza, il gettito di ciascun anno è stato erogato ai comuni nel successivo esercizio finanziario. Ciò in quanto, ai sensi dei successivi commi 6 e 7 del predetto articolo 1, l’addizionale“…e' versata, unitamente all'imposta sul reddito delle persone fisiche, con le modalita' stabilite con decreto del Ministro delle finanze, di concerto con i Ministri del tesoro, del bilancio e della programmazione economica e dell'interno…” e“…la ripartizione tra i comuni delle somme versate a titolo di addizionale e' effettuata, salvo quanto previsto dall'articolo 2, dal Ministero dell'interno, a titolo di acconto sull'intero importo delle somme versate entro lo stesso anno in cui e' effettuato il versamento…”.

La misura di applicazione dell'addizionale IRPEF (articolo 1, comma 3), non può eccedere il tetto massimo di 0,5 punti percentuali, con un incremento annuo non superiore a 0,2 punti percentuali ed è stata ribadita dalla legge 21 novembre 2000, n. 342, che all'articolo 28 ha stabilito che i comuni possono deliberare la variazione dell'aliquota entro il 31 dicembre. Va chiarito che tra i comuni censiti sono esclusi quelli appartenenti alle regioni Valle D'Aosta, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia, i quali in base alla legislazione speciale in tema di autonomie locali sono esclusi dal sistema ordinario dei trasferimenti erariali.

Dal fenomeno oggetto del presente studio, emerge che l'addizionale comunale all'IRPEF, rappresenta una innovazione nel panorama delle entrate proprie dei comuni, nei confronti dei quali determina una maggiore autonomia finanziaria. Si rileva, tuttavia che i flussi di maggiore entità si concentrano al nord, tra i comuni medio-grandi.

Inoltre, occorre evidenziare che il complesso iter attuativo dell'addizionale comunale all'IRPEF, prevede adempimenti a carico dei sostituti d'imposta ed il successivo intervento del Ministero dell'interno, per la conseguente attribuzione del gettito ai comuni. Ciò comporta più procedure di pagamento nel corso dell'anno finanziario. Infatti, questo Ministero non procede ad un unico pagamento, ad avvenuta acquisizione di tutte le somme, ma aziona tempestivamente le procedure di pagamento appena raggiunto un congruo importo da assegnare. Tale gestione permette agli enti locali di fruire del gettito dell'addizionale nei tempi più rapidi consentiti dalla procedura.

Inoltre, per il completo chiarimento dell’argomento, si ritiene utile sottolineare che la legge 23 dicembre 2000, n. 388 (legge finanziaria per l'anno 2001) ha previsto, all'articolo 67, una compartecipazione al gettito dell'IRPEF per i comuni delle regioni a statuto ordinario nella misura del 4,5 per cento del riscosso nel territorio. Tale compartecipazione ha avuto decorrenza dal 2002.

Per l’anno 2003 essa è stata incrementata al 6,5 per cento ai sensi dell’articolo 31, comma 8, della legge 27 dicembre 2002, n. 281 (legge finanziaria per l'anno 2003), il quale ha anche istituitoex novo la compartecipazione provinciale al gettito dell’IRPEF, nella misura dell’ 1 per cento del riscosso in conto competenza affluito al bilancio dello Stato per l’esercizio 2002.

  2. Dati finanziari oggetto della relazione.

I dati finanziari oggetto della relazione sono relativi alla sola addizionale IRPEF definita "facoltativa", in quanto, come evidenziato al precedente punto 1, la compartecipazione di base all'IRPEF ha trovato applicazione solo a decorrere dall’anno 2002 ed è stata erogata solo a titolo provvisorio in attesa dei dati definitivi, dal Ministero dell’economia e delle finanze, relativi al gettito IRPEF in conto competenza dell’anno 2001.

Più in particolare, viene esaminato l’andamento dell’addizionale comunale all’IRPEF per l’anno 2002 e delle relative riscossioni nell’anno 2003, ma per la migliore valutazione del fenomeno si riportano anche i dati degli anni precedenti.

  3. Misura dell'addizionale comunale all’ IRPEF facoltativa.

La misura di applicazione dell'addizionale IRPEF non può eccedere il tetto massimo di 0,5 punti percentuali, con un incremento annuo non superiore a 0,2 punti percentuali ed è stata ribadita dalla legge 21 novembre 2000, n. 342, che all'articolo 28 ha stabilito che i comuni possono deliberare la variazione dell'aliquota entro il 31 dicembre.

Tuttavia, a norma dell'articolo 3, comma 3, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, gli aumenti delle addizionali comunali all' IRPEF, deliberati successivamente al 29 settembre 2002, ancorché pubblicati, sono sospesi.

  4. Enti che hanno applicato l'addizionale IRPEF.

Come detto in precedenza, tra i comuni presi in considerazione, sono esclusi quelli appartenenti alle regioni a statuto speciale Valle D'Aosta, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia, i quali in base alla legislazione per l’appunto speciale in tema di autonomie locali sono esclusi dal sistema ordinario dei trasferimenti erariali.

Pertanto, tutti i dati di base sono relativi ai 7.468 comuni appartenenti alle 15 regioni a statuto ordinario ed alle 2 regioni a statuto speciale Sicilia e Sardegna.

La prima considerazione relativa all'anno 2003 fa riferimento ai comuni che hanno deliberato l’applicazione dell’aliquota dell'addizionale comunale all’IRPEF: essi sono 5.137 su un totale di 7.468 e ne rappresentano il 68,79%, con un decremento di tre enti che, percentualmente, rappresenta circa il -0,06% rispetto al precedente anno 2002.

  5. Attribuzione ai comuni interessati all'addizionale comunale IRPEF facoltativa.

Il comma 7 dell’articolo 1 del decreto legislativo n° 360 del 1998 e successive modifiche ed integrazioni, recita:“La ripartizione tra le province e tra i comuni delle somme versate a titolo di addizionale e' effettuata….dal Ministero dell'interno, a titolo di acconto sull'intero importo delle somme versate entro lo stesso anno in cui e' effettuato il versamento, sulla base dei dati forniti dal Ministero delle finanze concernenti le risultanze delle dichiarazioni dei redditi e dei sostituti d'imposta presentate per l'anno precedente a quello cui si riferisce l'addizionale. Entro l'anno successivo a quello in cui e' effettuato il versamento, il Ministero dell'interno provvede ad effettuare il conguaglio, mediante compensazione con le somme spettanti, a titolo di acconto, per l'anno successivo, sulla base dei dati forniti dal Ministero delle finanze concernenti le risultanze delle dichiarazioni dei redditi e dei sostituti d'imposta presentate per l'anno cui si riferisce l'addizionale…..”

Questo Ministero, ha provveduto alla ripartizione dell'addizionale IRPEF "facoltativa", sulla base dei dati forniti dal Ministero dell’economia e delle finanze ed ha chiarito le modalità operative con la circolare SAF n° 13/2000 del 27 luglio 2000. Si rileva che i più recenti dati forniti dal Ministero dell’economia e delle finanze fanno riferimento alle basi imponibili relative al reddito dichiarato nell'anno d'imposta 2000 in via definitiva, sulla base del quale sono stati elaborati il gettito definitivo dell'addizionale per l'anno 2000 e la stima dell'addizionale per l'anno 2001, per l'anno 2002 e per l'anno 2003.

Per quanto concerne il gettito dell’addizionale all’IRPEF per l’anno 1999, si ribadisce che esso era già stato determinato in via definitiva sulla base dei dati definitivi delle basi imponibili relativi allo stesso anno 1999, come indicato nella precedente relazione al Parlamento dell’anno 2002.

In particolare, ad oggi, risultano eseguite, a favore dei comuni interessati, le seguenti erogazioni, distinte per anno di competenza dell’imposta, come si evince dal seguente prospetto:

  1. - erogazione di € 278.888.674,92 (£. 540.003.774.591) a titolo di addizionale di competenza 1999:
    • acconto di € 61.974.827,89 (£. 120.000.000.000) in data 26 luglio 2000;
    • acconto di € 87.797.672,85 (£. 170.000.000.000) in data 9 ottobre 2000;
    • acconto di € 48.546.948,51 (£. 94.000.000.000) in data 12 dicembre 2000;
    • acconto di € 67.139.396,88 (£. 130.000.000.000) in data 14 febbraio 2001;
    • saldo di € 13.429.828,79 (£. 26.003.774.591) in data 29 aprile 2002 (al lordo dei conguagli negativi a carico di alcuni enti, da recuperarsi sulle successive erogazioni).
  2. - erogazione di € 672.960.100,45 (£.1.303.032.453.989) a titolo di addizionale di competenza 2000:
    • acconto di € 157.519.354,22 (£. 305.000.000.000) in data 13 giugno 2001;
    • acconto di € 284.051.294,50 (£. 550.000.000.000) in data 13 settembre 2001;
    • acconto di € 165.266.207,71 (£. 320.000.000.000) in data 12 dicembre 2001 (al lordo dei conguagli negativi a carico di alcuni enti, da recuperarsi sulle successive erogazioni);
    • acconto di € 98.128,00 (£. 190.002.303) in data 27 marzo 2003, al comune di Cicciano (NA);
    • acconto di € 26.532,69 (£. 51.374.452) in data 27 marzo 2003, al comune di Riardo (CE);
    • saldo di € 65.998.583,33 (£. 127.791.076.945) in data 17 settembre 2003 (al lordo dei conguagli negativi a carico di n° 826 enti per € 1.599.099,03, da recuperarsi sulle successive erogazioni).
  3. - erogazione di € 939.645.498,30 a titolo di addizionale di competenza 2001:
    • acconto di € 307.621.638,55 in data 13 giugno 2002;
    • acconto di € 130.996.913,34 in data 16 luglio 2002;
    • acconto di € 271.768.887,13 in data 19 settembre 2002;
    • acconto di € 140.338.761,02 in data 5 novembre 2002;
    • acconto di € 88.919.298,34 in data 11 dicembre 2002;
  4. - erogazione di € 1.337.815.360,86 a titolo di addizionale di competenza 2002:
    • acconto di € 121.395.862,15 in data 18 febbraio 2003;
    • acconto di € 159.998.690,57 in data 16 aprile 2003;
    • acconto di € 228.007.010,98 in data 11 giugno 2003;
    • acconto di € 168.992.472,44 in data 10 luglio 2003;
    • acconto di € 318.465.908,17 in data 24 settembre 2003;
    • acconto di € 217.964.717,71 in data 07 novembre 2003;
    • acconto di € 122.990.698,84 in data 10 dicembre 2003.
  5. - erogazione di € 306.000.000,00 a titolo di addizionale di competenza 2003:
    • acconto di € 306.000.000,00 in data 02 aprile 2004.

  6. Gettito dell'addizionale.

Per agevolare la più ampia circolazione e la tempestiva conoscenza dell’andamento dell’addizionale e delle erogazioni effettuate, sul sito internet di questo Ministero, sulle pagine della Direzione centrale della Finanza Locale, all'apertura "dati finanziari", “spettanze”, voce "addizionale comunale all'IRPEF" (indirizzo: http://finanzalocale.interno.it/ser/ispett.html) sono stati forniti i necessari elementi conoscitivi che riepilogano le assegnazioni dei singoli comuni, ordinati alfabeticamente secondo la provincia di appartenenza. Allo stesso indirizzo web sono consultabili anche relazioni e dati degli anni precedenti.

Comunque, l’accluso tabulato   (allegato A). comprende i dati finanziari relativi all’anno 2002 di ogni singolo comune che ha applicato l'addizionale. Da esso, in prima analisi sui dati complessivi, si evince che le erogazioni di fondi ai comuni per l’anno 2002 sono state determinate sulla base del fondo complessivo di €. 1.339.500.000,00. A seguito dei conguagli negativi, derivanti da precedenti erogazioni, che si ricorda sono state effettuate sulle basi imponibili dell’anno 1999, dati definitivi ultimi disponibili, le somme effettivamente pagate ammontano ad €. 1.337.815.360,86.

Tale ammontare risulta, in ogni modo, significativamente al di sopra del gettito dell’addizionale all’IRPEF stimato in sede previsionale all’inizio dell’anno 2003.

Ciò non rappresenta un’incongruenza: è semplicemente dovuto al fatto che le previsioni di gettito sono state effettuate prendendo a base i dati del reddito imponibile IRPEF dell’anno 2000, ultimi resi disponibili dal Ministero dell’economia e delle finanze. Evidentemente il reddito imponibile IRPEF di base si è incrementato negli anni successivi, dando luogo a maggiori versamenti in tesoreria a titolo di relativa addizionale.

Non avendo i dati definitivi relativi all’imponibile dei singoli enti, si è ritenuto di non dover immobilizzare tali risorse aggiuntive distribuendo agli enti locali le giacenze di cassa della contabilità speciale in base ai dati certi ultimi disponibili. Una volta acquisiti i dati del reddito imponibile IRPEF degli anni successivi, sarà possibile effettuare i necessari conguagli.

Analoghe considerazioni possono essere fatte a proposito dell’anno di imposta 2003, i cui pagamenti a titolo di addizionale all'IRPEF matureranno nel corrente anno 2004.

Il secondo tabulato accluso   (allegato B) comprende i dati finanziari relativi all’anno 2003 di ogni singolo comune che ha applicato l'addizionale. Dal riepilogo nazionale risulta che n. 5.137 comuni hanno applicato l'addizionale all'IRPEF per l’anno 2003. E' il caso di osservare che il gettito dell'addizionale stimato in sede previsionale per l'anno 2003 (come predetto sulla base dei dati del reddito imponibile IRPEF dell’anno 2000, ultimi resi disponibili dal Ministero dell’economia e delle finanze) si attesta a circa 1.327,2 milioni di euro rispetto ai circa 1.320,4 milioni di euro per l'anno 2002, ai circa 945,9 milioni di euro stimati per l’anno 2001, ai circa 671,4 milioni di euro stimati per l’anno 2000 ed al gettito definitivo di 274.578.883,61 euro dell’addizionale all'IRPEF per l’anno 1999.

Nell’anno 2003, quinto anno di applicazione, il gettito dell’addizionale è più che quadruplicato rispetto a quello del 1999. Questo dato deve, però, essere letto congiuntamente con quello che riguarda il numero dei comuni che hanno applicato l'addizionale: esso è quasi raddoppiato nel 2000 rispetto al 1999, è cresciuto di circa il 14% nel 2001 rispetto al 2000, è cresciuto di circa il 12% nel 2002 rispetto al 2001, mentre nell’anno 2003 si assiste ad una sostanziale stabilizzazione delle situazioni (il numero degli enti è diminuito di tre unità rispetto al precedente anno 2002). Inoltre, anno per anno un consistente numero di comuni ha adottato un'aliquota superiore all'anno precedente, in ottemperanza al principio di gradualità previsto dalla normativa, eccezion fatta, anche in questo caso, per l’anno 2003, nel quale le variazioni di aliquote rispetto a quelle dell’anno precedente sono state molto contenute. In particolare, oltre la metà dei comuni, per l’anno 2003, ha adottato aliquote uguali o superiori allo 0,4% e di questi ben 1.609 sono attestati all’aliquota massima dello 0,5%, il 31,33% del totale di 5.137 comuni.

Infine, il terzo tabulato riporta i dati relativi all’erogazione del saldo dell’addizionale comunale all’IRPEF dell’anno 2000 erogato in data 17 settembre 2003 in concomitanza all’acquisizione dal Ministero dell’economia e delle finanze dei dati definitivi relativi al reddito imponibile dell’anno 2000. Si evince che il gettito definitivo è stato pari ad €. 671.361.001,57; tuttavia, a carico di n° 826 enti, la determinazione del saldo ha anche dato luogo a saldi negativi pari a €. 1.599.099,03, per la massima parte di importo esiguo, da trattenere sulle successive erogazioni.

  7. Elaborazioni.

Nei grafici allegati, vengono analizzati i dati relativi al numero di enti che hanno deliberato l’applicazione e/o la modifica dell’aliquota dell’addizionale comunale all’imposta sul reddito delle persone fisiche per l’anno 2003 ed al gettito finanziario dell’aliquota stessa, aggiornati ad aprile 2004, con aggregazioni mirate ad evidenziare gli effetti dell'applicazione. Occorre sottolineare che, per quanto riguarda la popolazione, sono stati utilizzati i dati relativi alla popolazione dell’anno 2002, ultimi disponibili forniti dall’ISTAT, mentre, per quanto riguarda i dati relativi al reddito imponibile IRPEF, sono stati utilizzati quelli definitivi dell’anno 1999 per il corrispondente anno 1999 e quelli definitivi (ultimi resi disponibili dal Ministero dell’economia e delle finanze) per gli anni dal 2000 al 2003.

La prima serie di grafici espone la situazione riferita all’anno 2003 mentre la successiva serie esprime il confronto dei dati del primo quadriennio di applicazione.

  •  grafico Grafico 1. – Espone la distribuzione per entità dell’aliquota dei n° 5.137 comuni italiani che per l’anno 2003 hanno deliberato l’applicazione e/o la modifica dell’aliquota dell’addizionale comunale all’Imposta sul reddito delle persone fisiche: n° 1.662 comuni hanno applicato l’aliquota dello 0,2, mentre l’aliquota dello 0,4 è stata adottata da n° 1345 comuni e quella massima dello 0,5 è stata adottata da ben n° 1.609 comuni. I residui n° 521 enti hanno adottato aliquote diverse, con prevalenza dell’aliquota allo 0,3.
  •  grafico Grafico 2. – Questo grafico, parallelamente al precedente, ne illustra gli stessi dati ma esposti in misura percentuale rispetto al totale dei n° 5.137 comuni italiani che per l’anno 2003 hanno deliberato l’applicazione e/o la modifica dell’aliquota dell’addizionale comunale all’IRPEF.
  •  grafico Grafico 3. – Il grafico 3 mette in evidenza la distribuzione per regione del totale dei n° 5.137 comuni italiani che per l’anno 2003 hanno deliberato l’applicazione e/o la modifica dell’aliquota dell’addizionale comunale all’IRPEF: il maggior numero di comuni che hanno sollecitamente risposto alla normativa in argomento sono concentrati in Lombardia (n° 973 enti), in Piemonte (n° 843 enti), in Veneto (n° 473 enti) ed in Campania (n° 409 enti), pari al 52,53 % dei n° 5.137 complessivi, mentre il restante 47,47 % è distribuito nel resto d’Italia con la punta massima del 5,61 % in Lazio e la punta minima dello 1,38 % in Molise (vedasi anche grafico 16).
  •  grafico Grafico 4. – Questo grafico va analizzato parallelamente al precedente, in quanto espone gli stessi dati espressi però in percentuale rispetto al totale dei comuni presenti in ciascuna regione. Ne deriva una visione diversa rispetto al precedente grafico: è, infatti, la regione Marche con il 93,50 % ad avere la maggiore percentuale di comuni, che per l’anno 2003 (come già per gli anni precedenti) hanno deliberato l’applicazione e/o la modifica dell’aliquota dell’addizionale comunale all’IRPEF, rispetto al numero di comuni appartenenti alla regione stessa, mentre la Lombardia ed il Piemonte si attestano su percentuali rispettivamente poco al di sotto e poco al di sopra del 68,79% che rappresenta la percentuale di comuni che hanno adottato l’addizionale rispetto al numero complessivo dei comuni italiani (n° 7.468 – esclusi Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e Valle d’Aosta); peso rilevante hanno regioni quali Umbria, Toscana, Veneto, Puglia, Emilia Romagna, Lazio, Campania e Liguria (al di sopra della media nazionale) mentre fanalino di coda è la regione Sardegna per la quale solo il 32,36% dei propri comuni ha aderito all’applicazione dell’addizionale (vedasi anche grafico 17).
  •  grafico Grafico 5. – Vi è rappresentato il numero dei comuni, che per l’anno 2003 hanno deliberato l’applicazione e/o la modifica dell’aliquota dell’addizionale comunale all’IRPEF, distribuita, in valore assoluto, nelle 12 fasce demografiche - in cui sono divisi i comuni italiani – ed il numero dei comuni presenti in ciascuna fascia: il massimo si ha con n° 994 comuni della terza fascia demografica ed il minimo con n° 5 comuni delle fasce undicesima e dodicesima.
  •  grafico Grafico 6. – Rappresenta, in valore percentuale, il numero di enti, che per l’anno 2003 hanno deliberato l’applicazione e/o la modifica dell’aliquota dell’addizionale comunale all’IRPEF, rispetto al numero di enti presenti nella stessa fascia demografica: si nota che le prime tre fasce (piccolissimi comuni) si posizionano al di sotto della percentuale del 68,79% del complesso dei comuni italiani che hanno adottato l’addizionale, mentre nelle restanti fasce demografiche si ha una distribuzione abbastanza omogenea e superiore al valore nazionale.
  •  grafico Grafico 7. – E’ esaminata anche la popolazione italiana interessata dal fenomeno dell’addizionale comunale all’IRPEF. La popolazione interessata, dei n° 5.137 comuni che per l’anno 2003 hanno deliberato l’applicazione e/o la modifica dell’aliquota dell’addizionale comunale all’IRPEF, rispetto alla popolazione italiana complessiva, pari a 55.058.078 (anno 2002 - esclusi Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e Valle d’Aosta), è di 43.051.780, vale a dire il 78,19% del totale. Il Grafico 7 mostra come la maggior concentrazione di popolazione interessata, pari a 9.594.121 abitanti, è rilevabile nell’ottava fascia demografica (comuni di medie dimensioni) e la minor concentrazione di popolazione interessata, pari a 112.982 abitanti, è rilevabile nella prima fascia demografica, ovvero quella dei comuni più piccoli (da zero a 499 abitanti).
  •  grafico Grafico 8. – Questo grafico, anch’esso attinente alla popolazione, dal canto suo, mostra come nella fascia undicesima si trovi il più alto valore percentuale (85,62%) di popolazione gravata dall’addizionale all’IRPEF rispetto alla popolazione di fascia presente. Il valore percentuale più basso si rileva, invece, nella prima fascia. Infine, si sottolinea che le prime cinque fasce e la nona fascia hanno valori inferiori a quello medio nazionale del 78,19 % e che, più in generale, i valori aumentano al crescere della fascia di popolazione.
  •  grafico Grafico 9. – E’ interessante osservare anche la distribuzione percentuale per classe di aliquota adottata dai comuni secondo la fascia demografica di appartenenza. Questi elementi sono mostrati per l’appunto dal grafico 9. Dei n° 5.137 comuni italiani che per l’anno 2003 hanno deliberato l’applicazione e/o la modifica dell’aliquota dell’addizionale comunale all’IRPEF, n° 1.744 (pari al 33,95% del totale; in lieve calo rispetto alla percentuale del 34,40% del totale registrata per l’anno 2002 e del 42,37% del totale registrata per l’anno 2001) hanno adottato un’aliquota inferiore o uguale allo 0,2, n° 1.764 (pari al 34,34% del totale; lievemente salita rispetto alla percentuale del 32,08 % del totale registrata per l’anno 2002) hanno adottato un’aliquota superiore allo 0,2 ed inferiore o uguale allo 0,4 ed, infine, n° 1.629 comuni (pari al 31,71% del totale; in lieve rialzo rispetto alla percentuale del 31,52% registrata nel precedente anno 2002, ma notevolmente cresciuta rispetto alla percentuale del 19,70% del totale degli enti registrati per l’anno 2001) hanno adottato un’aliquota superiore allo 0,4 ed inferiore o uguale allo 0,5. Si può osservare come la distribuzione degli enti nelle tre classi di aliquota sia abbastanza uniforme nelle varie fasce demografiche, fatta eccezione per la dodicesima fascia ove i cinque grandi comuni interessati, Roma,Torino, Genova, Napoli e Palermo, hanno adottato anche per l’anno 2003 le aliquote 0,2 , 0,3 , 0,47 , 0,5 e 0,2 , rispettivamente (in tale fascia resta escluso il solo comune di Milano che non ha adottato l’addizionale comunale).
  •  grafico Grafico 10. – Questo grafico espone il gettito derivante dall’applicazione delle aliquote dell’addizionale comunale all’IRPEF anno 2003 stimata sulla base del reddito imponibile IRPEF dell’anno 2000, dato ultimo disponibile comunicato dal Ministero dell’economia e delle finanze. Il dato del gettito è analizzato nel valore medio pro capite per fascia demografica, tenendo conto della sola popolazione residente nei comuni che hanno adottato l’aliquota stessa. Nel confronto con la media nazionale pro capite, pari ad euro 30,83 (in crescita rispetto ad euro 30,62 registrati per l’anno 2002), emerge che il dato del gettito dei comuni con popolazione inferiore a 20.000 abitanti è inferiore alla media nazionale (con il minimo di 25,08 euro nella quarta fascia) mentre per le restanti fasce demografiche si hanno valori superiori alla media, ma molto vicini ad essa per le fasce demografiche ottava, nona e dodicesima (con il massimo di 42,58 euro nella undicesima fascia demografica). Si evidenzia, in ogni caso, una certa omogeneità di risultati nelle dodici fasce demografiche, ad eccezione delle fasce 10 e 11.
  •  grafico Grafico 11. – Per completezza di trattamento, questo grafico espone il reddito imponibile IRPEF dell’anno 2000, citato a proposito del precedente grafico 10, in valore medio pro capite per fascia demografica. Il reddito medio pro capite nazionale è di 8.981,21 euro (in lieve crescita rispetto agli 8.977,52 euro dell’anno 2002). Valori sottomedia si riscontrano nelle prime otto fasce demografiche, con il valore minimo di 7.198,55 euro della seconda fascia demografica. Il valore massimo di 12.165,89 euro si ha nella undicesima fascia demografica. Questo può spiegare la disomogeneità delle fasce 10 e 11 rispetto al grafico precedente. Inoltre, il disallineamento della dodicesima classe (presenta il reddito IRPEF medio pro capite più elevato, ma non altrettanto per il relativo gettito dell’addizionale, molto vicino alla media nazionale) è il risultato dell’adozione di aliquote mediamente più basse da parte dei comuni ricadenti nella fascia stessa (aliquota di 0,2 per i comuni di Roma e Palermo) rispetto a quelli delle fasce decima e undicesima.
  •  grafico Grafico 12. – Al fine di dare un’idea della distribuzione geografica dei flussi finanziari derivanti dall’applicazione delle aliquote all’addizionale comunale all’IRPEF per l’anno 2003, sono stati predisposti, su base regionale, i grafici 12, 13 e 14. Il primo mostra il gettito regionale, in migliaia di euro, delle aliquote all’addizionale comunale all’IRPEF dell’anno 2003, stimato sulla base del reddito imponibile IRPEF dell’anno 2000, dato ultimo disponibile comunicato dal Ministero dell’economia e delle finanze (sono naturalmente escluse le regioni Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e Valle d’Aosta). A fronte del gettito complessivo stimato di 1.327.203,3 migliaia di euro, il maggior gettito regionale si riscontra nella Lombardia (199.947,3 migliaia di euro) e quello minimo nel Molise (6.422,6 migliaia di euro); spiccano, comunque, i valori di Piemonte e Veneto nel Nord Italia e quelli di Toscana, Lazio (dato esaltato dall’applicazione dell’addizionale da parte del comune di Roma), Campania e Puglia e nel Centro-Sud (vedasi anche grafico 18).
  •  grafico Grafico 13. – Questo grafico, dal canto suo, espone gli stessi dati del precedente grafico 12, questa volta, però, riportando il valore medio pro capite per regione in euro. Spiccano il valore massimo di 46,80 euro della Liguria e quello minimo di 19,70 euro della Sicilia, in confronto al valore medio pro capite nazionale di 30,83 euro. Contrariamente al precedente grafico, si evince che i valori possono essere ritenuti omogenei se considerati per zona geografica: il Nord Italia con valori sopra la media nazionale, il Centro con valori sostanzialmente in linea con la media nazionale ed il Sud, con valori decisamente sottomedia, fatta eccezione per la sola Sardegna che presenta un valore comunque sottomedia, ma prossimo alla media nazionale.
  •  grafico Grafico 14. – Mostra il reddito imponibile IRPEF dell’anno 2000, dato ultimo disponibile comunicato dal Ministero dell’economia e delle finanze (sono naturalmente escluse le regioni Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e Valle d’Aosta), espresso in valore medio pro capite regionale e riferito ai soli comuni che hanno adottato l’addizionale per l’anno 2003. A fronte del valore medio pro capite nazionale di 8.981,21 euro, il valore massimo si riscontra nell’ Emilia Romagna (11.908,53 euro) e quello minimo in Calabria (5.187,78 euro); complessivamente la situazione è analoga a quella evidenziata nel precedente grafico 13: reddito medio pro capite al di sopra della media nazionale nelle regioni del Centro-Nord ed al di sotto nelle regioni del Centro-Sud.
  •  grafico Grafico 15. – La seconda serie di grafici, dal n° 15 al n° 20, esponendo la prima serie storica quinquennale dei dati, evidenzia i risultati del primo quinquennio di applicazione delle aliquote dell’addizionale comunale all’IRPEF 1999-2003. Il primo di essi espone la distribuzione per entità dell’aliquota dei comuni italiani che per gli anni 1999-2003 hanno deliberato l’applicazione e/o la modifica dell’aliquota dell’addizionale comunale all’Imposta sul reddito delle persone fisiche, con dati aggiornati ad aprile 2004, ultimi resi disponibili sul sito internet del Ministero dell’economia e delle finanze: si è passati da 2.419 enti per l’anno 1999 a 4.011 enti per l’anno 2000 a 4.582 enti per l’anno 2001 a 5.140 enti per l’anno 2002 ed a 5.137 enti per l’anno 2003; quest’ultimo è aumentato del 112,36% rispetto all’anno 1999. Si sottolinea che per l’anno 1999 non vi sono aliquote superiori allo 0,2 e che per il 2000 non vi sono aliquote superiori allo 0,4 in quanto solo al secondo o al terzo anno di applicazione era possibile adottare un'aliquota superiore all'anno precedente, in ottemperanza al principio di gradualità previsto dalla normativa.
  •  grafico Grafico 16. – Questo grafico mostra i dati dei comuni italiani che per gli anni 1999-2003 hanno deliberato l’applicazione e/o la modifica dell’aliquota dell’addizionale comunale all’Imposta sul reddito delle persone fisiche, con dati aggiornati ad aprile 2004, ultimi resi disponibili sul sito internet del Ministero dell’economia e delle finanze. Per tutte le regioni si nota un andamento crescente dall’anno 1999 al 2002, stabilizzatosi nell’anno 2003, in linea con l’andamento nazionale. La serie storica quinquennale dei dati spinge alle stesse considerazioni espresse a proposito del grafico 3.
  •  grafico Grafico 17. – Questo grafico mostra i dati del precedente grafico 16, ancora una volta distribuiti per regione, ma espressi in valore percentuale del numero di enti interessati rispetto al numero totale di enti appartenenti a ciascuna regione. Anche in questo grafico, per tutte le regioni, si può notare un andamento crescente dall’anno 1999 al 2002, stabilizzatosi nell’anno 2003, in linea con l’andamento nazionale. La serie storica quinquennale dei dati spinge alle stesse considerazioni espresse a proposito del grafico 4.
  •  grafico Grafico 18. – Mostra il gettito regionale, in migliaia di euro, del provento derivante dall’applicazione delle aliquote all’addizionale comunale all’IRPEF del quinquennio 1999-2003, definitivo per gli anni 1999 e 2000 sulla base del reddito imponibile IRPEF rispettivamente dell’anno 1999 e dell’anno 2000, dato ultimo disponibile comunicato dal Ministero dell’economia e delle finanze (sono naturalmente escluse le regioni Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e Valle d’Aosta) e stimato per gli anni 2001, 2002 e 2003 sulla base del reddito imponibile IRPEF dell’anno 2000. Il gettito è da considerarsi definitivo per per gli anni 1999 e 2000, mentre per il successivo triennio rappresenta la stima di gettito, suscettibile dei necessari conguagli allorché il competente Ministero dell’economia e delle finanze comunicherà i dati definitivi relativi al reddito imponibile IRPEF degli anni 2001-2003. Nel grafico si nota l’andamento crescente del gettito di ciascuna regione in linea con il dato nazionale. La serie storica quinquennale dei dati ripercorre le considerazioni già espresse a proposito del grafico 12.
  •  grafico Grafico 19. – Questo grafico mostra i dati del precedente grafico 18, ancora una volta distribuiti per regione, ma espressi in valore medio pro capite, determinato dal rapporto, per ciascuna regione, tra la somma del gettito dei relativi comuni interessati e la popolazione degli stessi comuni interessati. Anche in questo grafico, per tutte le regioni, si può notare un andamento crescente dall’anno 1999 al 2003, in linea con l’andamento nazionale. Spiccano per l’anno 2003 i valori massimi di Liguria, Piemonte e Veneto e quelli minimi della Sicilia e della Calabria. Contrariamente al precedente grafico, si evince che i valori possono essere ritenuti omogenei se considerati per zona geografica: il Nord Italia con valori sopra la media nazionale, il Centro con valori sostanzialmente in linea con la media nazionale ed il Sud, con valori decisamente sottomedia, fatta eccezione per la sola Sardegna che presenta un valore comunque sottomedia, ma prossimo alla media nazionale.
  •  grafico Grafico 20. – Mostra il reddito imponibile IRPEF dell’anno 1999 per l’anno 1999 ed il reddito 2000, dato ultimo disponibile comunicato dal Ministero dell’economia e delle finanze (sono naturalmente escluse le regioni Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e Valle d’Aosta), per gli anni 2000-2003, espressi in valore medio pro capite regionale e riferito ai soli comuni che hanno adottato l’addizionale per ciascun anno di riferimento (1999, 2000, 2001, 2002 oppure 2003). A fronte del valore medio pro capite nazionale (8.137,50 euro per il 1999, 8.632,31 euro per il 2000, 8.704,50 euro per il 2001, 8.977,52 euro per il 2002 e 8.981,21 euro per il 2003), i valori massimi si riscontrano nell’ Emilia Romagna e quelli minimi in Calabria; complessivamente la situazione è analoga a quella evidenziata nel precedente grafico 19: reddito medio pro capite al di sopra della media nazionale nelle regioni del Centro-Nord ed al di sotto nelle regioni del Centro-Sud. Da notare, per gli anni 2002 e 2003 rispetto ai precedenti, l’ampia variazione positiva subita dalla regione Lazio a seguito dell’adozione dell’addizionale da parte del comune di Roma.

A corredo dei grafici citati, sono  allegate undici tabelle, numerate, contenenti i dati utilizzati per l’esposizione grafica.

  8. Conclusioni.

L’innovazione normativa che ha introdotto l’addizionale comunale all’IRPEF nel panorama delle entrate proprie dei comuni, ha sicuramente determinato un cospicuo afflusso di risorse finanziarie immediatamente disponibili per le casse dei comuni e di conseguenza la maggiore autonomia finanziaria degli enti stessi. I dati quinquennali, rappresentati con i grafici allegati, mostrano ancora una volta che i comuni del centro-nord Italia sono i più pronti a sfruttare tutti i risvolti dell’evoluzione normativa in materia finanziaria e, comunque, a beneficiare di più consistenti flussi finanziari, derivanti dalla loro maggiore redditualità, sia in valore medio pro capite che in valore assoluto, e della loro più favorevole condizione socio-economica. Analoghe considerazioni possono essere espresse per i comuni appartenenti alle classi demografiche più ampie (comuni medio-grandi). Occorre, tuttavia, evidenziare la situazione in controtendenza dei sei grandi comuni appartenenti alla dodicesima ed ultima fascia demografica. Il comune di Milano non ha ancora dato applicazione all’addizionale comunale all’IRPEF, mentre i comuni di Roma e Palermo l’hanno applicata solo a decorrere dall’anno 2002, confermandola per l’anno 2003. I comuni di Torino (aliquota 0,100 per l’anno 1999) e Genova (aliquota 0,200 per l’anno 1999) sono i soli ad averla applicata immediatamente: Torino l’ha portata allo 0,300 nell’anno 2002 e Genova allo 0,470, confermandole per l’anno 2003. Infine, il comune di Napoli ha dato applicazione all’addizionale comunale all’IRPEF nell’anno 2000 portandola all’aliquota massima dello 0,500 già nell’anno 2002.

Inoltre, occorre evidenziare che il complesso iter attuativo dell'addizionale comunale all'IRPEF, prevede adempimenti a carico dei sostituti d'imposta ed il successivo intervento del Ministero dell'interno, per la conseguente attribuzione ai comuni, con modalità molto articolate. Ciò comporta più procedure di pagamento nel corso dell'anno finanziario. Infatti, come evidenziato nelle tabelle che descrivono le assegnazioni, emerge che il Ministero dell’interno, al fine di consentire ai comuni l’immediata disponibilità di questa considerevole liquidità, non procede ad un unico pagamento, ad avvenuta acquisizione di tutte le somme, sull’apposito conto di Tesoreria nel quale confluiscono i versamenti operati dai sostituti d’imposta, ma aziona tempestivamente le procedure di pagamento appena raggiunto un congruo importo da assegnare. Tale gestione permette agli enti locali di fruire del gettito dell'addizionale nei tempi più rapidi consentiti dalla procedura. A dimostrazione di quanto sopra si ritiene opportuno sottolineare che per l’anno 2002 sono state disposte ben sette erogazioni nel corso del successivo anno 2003 e si dovrà, comunque, procedere ad una successiva erogazione a saldo sulla quale operare i necessari conguagli a seguito della futura acquisizione dei dati relativi al reddito imponibile IRPEF per l’anno 2002, dal competente Ministero dell’economia e delle finanze. Per l’anno 2003, d’altronde, è stato già predisposto ed erogato il primo acconto di ben 306.000.000,00 di euro in data 2 aprile 2004.

Circa le assegnazioni di fondi e le relative erogazioni, non può tralasciarsi di evidenziare che le continue rettifiche che pervengono a motivo di errori materiali nella procedura di divulgazione delle aliquote adottate dai comuni, comportano la pendenza di molte situazioni la cui definizione è subordinata ai necessari conguagli, non solo positivi per gli enti, ma anche negativi, con aggravio delle procedure di pagamento delle competenze dovute.

Tale situazione, oltretutto, si amplifica in virtù della indisponibilità contestuale, da parte del Ministero dell’economia e delle finanze, dei dati certi del reddito imponibile IRPEF. Infatti, l’indisponibilità dei suddetti dati relativi agli anni 2001-2003, imprescindibili per determinare il gettito definitivo dell’addizionale per i relativi anni, ha comportato che sino alla data odierna sono state possibili solo previsioni di gettito con la conseguenza che le erogazioni di somme a ciascun comune sono da considerarsi provvisorie, in attesa dei dati definitivi necessari per determinare l’esatta somma spettante e, poi, i relativi conguagli. In sostanza, i comuni interessati, per gli anni 2001 e 2002, sono, nel loro complesso, formalmente ancora creditori, anche se in alcuni singoli casi potrebbero risultare situazioni debitorie di somme, sia pur minime, a titolo di addizionale all’IRPEF per anni precedenti.


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