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Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali

 

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RELAZIONE ANNUALE AL PARLAMENTO
sullo stato di attuazione della
ADDIZIONALE COMUNALE ALL’ IRPEF

-- ANNO 2001 --
(ai sensi dell'articolo 3, comma 1, decreto legislativo n. 360 del 1998)
Ottobre 2002

INDICE

1. - Disciplina normativa
2. - Dati finanziari oggetto della relazione
3. - Misura dell'addizionale comunale all' IRPEF facoltativa
4. - Enti che hanno applicato l'addizionale IRPEF
5. - Attribuzione ai comuni interessati all'addizionale comunale IRPEF facoltativa
6. - Gettito dell'addizionale
7. - Elaborazioni
8. - Conclusioni

1. Disciplina normativa.

Il quadro normativo di riferimento è costituito dal decreto legislativo 28 settembre 1998, n. 360 relativo alla "Istituzione di una addizionale comunale all'IRPEF".
L' articolo 3, comma 1, sancisce che: "Il Governo trasmette al Parlamento una relazione annuale sullo stato di attuazione del provvedimento, evidenziando le risorse aggiuntive acquisite dalle province e dai comuni. …..".
L'argomento trattato nella presente relazione attiene, dunque, alla situazione economico-finanziaria degli Enti Locali a seguito dell'attuazione delle disposizioni normative in materia di addizionale comunale all'imposta sul reddito delle persone fisiche, con l'obiettivo di evidenziare le risorse aggiuntive acquisite dalle province e dai comuni.
Il citato decreto legislativo n. 360 del 1998, ha previsto all'articolo 1 un'addizionale comunale all'IRPEF (facoltativa), applicata dal 1999, il cui gettito è stato ripartito ed erogato, negli anni 2000 e 2001 da questo Ministero.
Inoltre, la legge 23 dicembre 2000, n. 388 (legge finanziaria per l'anno 2001) ha previsto, all'articolo 67, una ulteriore compartecipazione al gettito dell'IRPEF per i comuni delle regioni a statuto ordinario nella misura del 4,5 per cento del riscosso nel territorio. Tale compartecipazione decorre dal 2002.

2. Dati finanziari oggetto della relazione.

I dati finanziari oggetto della relazione sono relativi alla sola addizionale IRPEF definita "facoltativa", in quanto, come evidenziato al precedente punto 1, la compartecipazione di base all'IRPEF, fino all'anno 2001, non ha trovato applicazione.

3. Misura dell'addizionale comunale all' IRPEF facoltativa.

La misura di applicazione dell'addizionale IRPEF non può eccedere il tetto massimo di 0,5 punti percentuali, con un incremento annuo non superiore a 0,2 punti percentuali ed è stata ribadita dalla legge 21 novembre 2000, n. 342, che all'articolo 28 ha stabilito che i comuni possono deliberare la variazione dell'aliquota entro il 31 dicembre.

4. Enti che hanno applicato l'addizionale IRPEF.

A tal proposito occorre premettere che, tra i comuni presi in considerazione, sono esclusi quelli appartenenti alle regioni a statuto speciale Valle D'Aosta, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia, i quali in base alla legislazione per l'appunto speciale in tema di autonomie locali sono esclusi dal sistema ordinario dei trasferimenti erariali.
Pertanto, tutti i dati di base sono relativi ai 7.468 comuni appartenenti alle 15 regioni a statuto ordinario ed alle 2 regioni a statuto speciale Sicilia e Sardegna.
La prima considerazione relativa all'anno 2001 fa riferimento ai comuni che hanno deliberato l'applicazione dell'aliquota dell'addizionale comunale all'IRPEF: sono 4.569 su un totale di 7.468 e ne rappresentano il 61,18%.

5. Attribuzione ai comuni interessati all'addizionale comunale IRPEF facoltativa.

Questo Ministero, ha provveduto alla ripartizione dell'addizionale IRPEF "facoltativa", sulla base dei dati forniti dal Ministero dell'economia e delle finanze ed ha chiarito le modalità operative con la circolare SAF n.13/2000 del 27 luglio 2000. Si rileva che i più recenti dati forniti dal Ministero delle finanze fanno riferimento alle basi imponibili relative al reddito dichiarato nell'anno d'imposta 1999 in via definitiva, sulla base del quale sono stati elaborati il gettito definitivo dell'addizionale per l'anno 1999, la stima dell'addizionale per l'anno 2000 e quella per l'anno 2001.
In particolare, ad oggi, risultano eseguite, a favore dei comuni interessati, le seguenti erogazioni, distinte per anno di competenza dell'imposta, come si evince dal seguente prospetto:

1. - erogazione di € 278.888.674,92 (£. 540.003.774.591) a titolo di addizionale di competenza 1999:

  • acconto di € 61.974.827,89 (£. 120.000.000.000) in data 26 luglio 2000;
  • acconto di € 87.797.672,85 (£. 170.000.000.000) in data 9 ottobre 2000;
  • acconto di € 48.546.948,51 (£. 94.000.000.000) in data 12 dicembre 2000;
  • acconto di € 67.139.396,88 (£. 130.000.000.000) in data 14 febbraio 2001;
  • saldo di € 13.429.828,79 (£. 26.003.774.591) in data 29 aprile 2002 (al lordo dei conguagli negativi a carico di alcuni enti, da recuperarsi sulle successive erogazioni).

2. - erogazione di € 606.836.856,43 (£. 1.175.000.000.000) a titolo di addizionale di competenza 2000:

  • acconto di € 157.519.354,22 (£. 305.000.000.000) in data 13 giugno 2001;
  • acconto di € 284.051.294,50 (£. 550.000.000.000) in data 13 settembre 2001;
  • acconto di €. 165.266.207,71 (£. 320.000.000.000) in data 12 dicembre 2001.

3. - erogazione di € 710.387.439,02 (£. 1.375.501.886.551) a titolo di addizionale di competenza 2001:

  • acconto di € 307.621.638,55 (£. 595.638.550.075) in data 13 giugno 2002;
  • acconto di €. 130.996.913,34 (£. 253.645.393.393) in data 16 luglio 2002;
  • acconto di €. 271.768.887,13 (£. 526.217.943.083) in data 19 settembre 2002.

6. Gettito dell'addizionale.

E' opportuno evidenziare che sul sito internet di questo Ministero, sulle pagine della Direzione centrale della Finanza Locale, all'apertura "dati finanziari", voce "addizionale comunale all'IRPEF" sono stati forniti i necessari elementi conoscitivi che riepilogano le assegnazioni dei singoli comuni, ordinati alfabeticamente secondo la provincia di appartenenza, e, comunque, riportati nell'accluso tabulato in ordine alfabetico per regione e provincia di appartenenza ( scarica allegatoallegato A). L'allegato A comprende i dati finanziari di ogni singolo comune che ha applicato l'addizionale. Dal riepilogo nazionale risulta che n. 4.569 comuni hanno applicato l'addizionale all'IRPEF per l'anno 2001. E' il caso di osservare che il gettito dell'addizionale stimato in sede previsionale per l'anno 2001 si è attestato a 932,5 milioni di euro rispetto ai circa 662 milioni di euro stimati per l'anno 2000 ed al gettito definitivo di 274.578.883,6 euro dell'addizionale all'IRPEF per l'anno 1999. Per quanto, invece, riguarda il numero dei comuni che hanno applicato l'addizionale, esso è quasi raddoppiato nel 2000 rispetto al 1999 ed è cresciuto di circa il 14% nel 2001 rispetto al 2000 ed, inoltre, molti dei comuni che sono al terzo o al secondo anno di applicazione hanno adottato un'aliquota superiore all'anno precedente, in ottemperanza al principio di gradualità previsto dalla normativa.

7. Elaborazioni.

Nei grafici allegati, vengono analizzati i dati relativi al numero di enti che hanno deliberato l'applicazione e/o la modifica dell'aliquota dell'addizionale comunale all'imposta sul reddito delle persone fisiche per l'anno 2001 ed al gettito finanziario dell' aliquota stessa, aggiornati al 9 settembre 2002, con aggregazioni mirate ad evidenziare gli effetti dell'applicazione.
La prima serie di grafici espone la situazione riferita all'anno 2001 mentre la successiva serie esprime il confronto dei dati del primo triennio di applicazione.

  •  grafico Grafico 1. - Espone la distribuzione per entità dell'aliquota dei n° 4.569 comuni italiani che per l'anno 2001 hanno deliberato l'applicazione e/o la modifica dell'aliquota dell'addizionale comunale all'Imposta sul reddito delle persone fisiche: n° 1.806 comuni hanno applicato l'aliquota dello 0,2, mentre l'aliquota dello 0,4 è stata adottata da n° 1394 comuni e quella massima dello 0,5 è stata adottata da ben n° 893 comuni. I residui n° 476 enti hanno adottato aliquote intermedie al tetto massimo di scaglione deliberabile, con prevalenza dell'aliquota allo 0,3.
  •  grafico Grafico 2. - Questo grafico, parallelamente al precedente, ne illustra gli stessi dati ma esposti in misura percentuale rispetto al totale dei n° 4.569 comuni italiani che per l'anno 2001 hanno deliberato l'applicazione e/o la modifica dell'aliquota dell'addizionale comunale all'IRPEF.
  •  grafico Grafico 3. - Il grafico 3 mette in evidenza la distribuzione per regione del totale dei n° 4.569 comuni italiani che per l'anno 2001 hanno deliberato l'applicazione e/o la modifica dell'aliquota dell'addizionale comunale all'IRPEF: il maggior numero di comuni che hanno sollecitamente risposto alla normativa in argomento sono concentrati in Lombardia (n° 859 enti), in Piemonte (n° 775 enti) ed in Veneto (n° 430 enti), pari al 45,17 % dei n° 4.569 complessivi, mentre il restante 54,83 % è distribuito nel resto d'Italia con la punta massima del 4,03 % in Puglia e la punta minima dello 0,13 % in Molise.
  •  grafico Grafico 4. - Questo grafico va analizzato parallelamente al precedente, in quanto espone gli stessi dati espressi però in percentuale rispetto al totale dei comuni presenti in ciascuna regione. Ne deriva una visione diversa rispetto al precedente grafico: è, infatti, la regione Marche con l' 89,84 % ad avere la maggiore percentuale di comuni, che per l'anno 2001 hanno deliberato l'applicazione e/o la modifica dell'aliquota dell'addizionale comunale all'IRPEF, rispetto al numero di comuni appartenenti alla regione stessa, mentre la Lombardia ed il Piemonte si attestano su percentuali rispettivamente poco al di sotto e poco al di sopra del 61,18 % che rappresenta la percentuale di comuni che hanno adottato l'addizionale rispetto al numero complessivo dei comuni italiani (n° 7.468 - esclusi Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e Valle d'Aosta); peso rilevante hanno regioni del centro-sud quali Umbria, Toscana, Lazio, Campania e Puglia, mentre fanalino di coda è la regione Sardegna per la quale solo il 27,59 % dei propri comuni ha aderito all'applicazione dell'addizionale.
  •  grafico Grafico 5. - Vi è rappresentata il numero dei comuni, che per l'anno 2001 hanno deliberato l'applicazione e/o la modifica dell'aliquota dell'addizionale comunale all'IRPEF, distribuita, in valore assoluto, nelle 12 fasce demografiche - in cui sono divisi i comuni italiani - ed il numero dei comuni presenti in ciascuna fascia: il massimo si ha con n° 898 comuni della terza fascia demografica ed il minimo con n° 3 comuni della dodicesima fascia.
  •  grafico Grafico 6. - Rappresenta, in valore percentuale, il numero di enti, che per l'anno 2001 hanno deliberato l'applicazione e/o la modifica dell'aliquota dell'addizionale comunale all'IRPEF, rispetto al numero di enti presenti nella stessa fascia demografica: si nota una distribuzione abbastanza omogenea nelle dodici fasce e vicina alla percentuale del 61,18 % del complesso dei comuni italiani che hanno adottato l'addizionale.
  •  grafico Grafico 7. - E' opportuno a questo punto esaminare anche la popolazione italiana interessata dal fenomeno dell'addizionale comunale all'IRPEF. La popolazione interessata, dei n° 4.569 comuni che per l'anno 2001 hanno deliberato l'applicazione e/o la modifica dell'aliquota dell'addizionale comunale all'IRPEF, rispetto alla popolazione italiana complessiva pari a 55.591.711 (esclusi Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e Valle d'Aosta), è di 35.362.643, cioè il 63,61 % del totale. Il Grafico 7 mostra come la maggior concentrazione di popolazione interessata, pari a 8.852.435 abitanti, è rilevabile nella ottava fascia demografica e la minor concentrazione di popolazione interessata, pari a 106.158 abitanti, è rilevabile nella prima fascia demografica, ovvero la fascia dei comuni più piccoli (da zero a 499 abitanti).
  •  grafico Grafico 8. - Questo grafico, anch'esso attinente alla popolazione, dal canto suo, mostra come nella fascia undicesima si trovi il più alto valore percentuale di popolazione gravata dall'addizionale all'IRPEF rispetto alla popolazione di fascia presente. Il valore percentuale più basso si rileva, invece, nella dodicesima fascia (i più grandi comuni - sono interessati: Napoli, Torino e Genova). Per le altre fasce, si sottolinea che le prime quattro sono le sole ad avere valori inferiori a quello medio nazionale del 63,61 %.
  •  grafico Grafico 9. - E' interessante osservare anche la distribuzione percentuale per classe di aliquota adottata dai comuni secondo la fascia demografica di appartenenza. Questi elementi sono mostrati per l'appunto sul grafico 9. Dei n° 4.569 comuni italiani che per l'anno 2001 hanno deliberato l'applicazione e/o la modifica dell'aliquota dell'addizionale comunale all'IRPEF, n° 1.936 (pari al 42,37 % del totale) hanno adottato un'aliquota inferiore o uguale allo 0,2, n° 1.733 (pari al 37,93 % del totale) hanno adottato un'aliquota superiore allo 0,2 ed inferiore o uguale allo 0,4 ed, infine, n° 900 comuni (pari al 19,70 % del totale) hanno adottato un'aliquota superiore allo 0,4 ed inferiore o uguale allo 0,5. Si può osservare come la distribuzione degli enti nelle tre classi di aliquota sia abbastanza uniforme nelle varie fasce demografiche, fatta eccezione per la dodicesima fascia ove i tre grandi comuni interessati, Torino, Genova e Napoli, hanno adottato le aliquote 0,1 , 0,27 e 0,4 , rispettivamente.
  •  grafico Grafico 10. - Questo grafico espone il gettito derivante dall'applicazione delle aliquote dell'addizionale comunale all'IRPEF anno 2001 stimata sulla base del reddito imponibile IRPEF dell'anno 1999, dato ultimo disponibile comunicato dal Ministero dell'economia e delle finanze. Il dato del gettito è analizzato nel valore medio pro capite per fascia demografica, tenendo conto della sola popolazione residente nei comuni che hanno adottato l'aliquota stessa. Nel confronto con la media nazionale pro capite, pari ad euro 26,37, emerge che il dato del gettito dei comuni con popolazione inferiore a 10.000 abitanti e con popolazione superiore a 500.000 abitanti è inferiore alla media nazionale (con il minimo di 23,25 euro nella quarta fascia) mentre per le restanti fasce demografiche si hanno valori superiori alla media (con il massimo di 33,25 euro nella decima fascia demografica). Si evidenzia, comunque, una certa omogeneità di risultati nelle dodici fasce demografiche.
  •  grafico Grafico 11. - Per completezza di trattamento, questo grafico espone il reddito imponibile IRPEF dell'anno 1999, citato a proposito del precedente grafico 10, in valore medio pro capite per fascia demografica. Il reddito medio pro capite nazionale è di 8.524,19 euro. Valori sottomedia si riscontrano nelle prime otto fasce demografiche, con il valore minimo di 7.360,68 euro della quarta fascia demografica. Il valore massimo di 11.682,80 euro si ha nella undicesima fascia demografica.
  •  grafico Grafico 12. - Al fine di dare un'idea della distribuzione geografica dei flussi finanziari derivanti dall'applicazione delle aliquote all'addizionale comunale all'IRPEF per l'anno 2001, sono stati predisposti, su base regionale, i grafici 12, 13 e 14. Il primo mostra il gettito regionale, in migliaia di euro, delle aliquote all'addizionale comunale all'IRPEF dell'anno 2001, stimato sulla base del reddito imponibile IRPEF dell'anno 1999, dato ultimo disponibile comunicato dal Ministero dell'economia e delle finanze (sono naturalmente escluse le regioni Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e Valle d'Aosta). A fronte del gettito complessivo di 932.448,1 migliaia di euro, il maggior gettito regionale si riscontra nella Lombardia (156.100,1 migliaia di euro) e quello minimo nel Molise (5.622,9 migliaia di euro); spiccano, comunque, i valori di Piemonte e Veneto nel Nord Italia e quelli di Toscana, Puglia e Basilicata nel Centro-Sud.
  •  grafico Grafico 13. - Questo grafico, dal canto suo, espone gli stessi dati del precedente grafico 12, questa volta, però, riportando il valore medio pro capite in euro. Spiccano il valore massimo di 32,48 euro delle Marche e quello minimo di 16,68 euro della Calabria, in confronto al valore medio pro capite nazionale di 26,37 euro. Contrariamente al precedente grafico, si evince che i valori possono essere ritenuti omogenei se considerati per zona geografica: il Nord Italia con valori sopra la media nazionale, il Centro con valori sostanzialmente in linea con la media nazionale ed il Sud con valori decisamente sottomedia, mentre la Sicilia e la Sardegna presentano valori, rispettivamente, sottomedia ed in linea con la media nazionale.
  •  grafico Grafico 14. - Mostra il reddito imponibile IRPEF dell'anno 1999, dato ultimo disponibile comunicato dal Ministero dell'economia e delle finanze (sono naturalmente escluse le regioni Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e Valle d'Aosta), espresso in valore medio pro capite regionale e riferito ai comuni che hanno adottato l'addizionale per l'anno 2001. A fronte del valore medio pro capite nazionale di 8.524,19 euro, il valore massimo si riscontra nell' Emilia Romagna (11.992,85 euro) e quello minimo in Calabria (4.845,90 euro); complessivamente la situazione è analoga a quella evidenziata nel precedente grafico 13: reddito medio pro capite al di sopra della media nazionale nelle regioni del Centro-Nord ed al di sotto nelle regioni del Centro-Sud.
  •  grafico Grafico 15. - La seconda serie di grafici, dal n° 15 al n° 20, esponendo la prima serie storica triennale dei dati, evidenzia i risultati del primo triennio di applicazione delle aliquote dell'addizionale comunale all'IRPEF 1999-2001. Il primo di essi espone la distribuzione per entità dell'aliquota dei comuni italiani che per gli anni 1999-2001 hanno deliberato l'applicazione e/o la modifica dell'aliquota dell'addizionale comunale all'Imposta sul reddito delle persone fisiche, con dati aggiornati al 9 settembre 2002, ultimi resi disponibili sul sito internet del Ministero dell'economia e delle finanze: si è passati da 2.419 enti per l'anno 1999 a 4.011 enti per l'anno 2000 ed a 4.569 enti per l'anno 2001, con un incremento complessivo del 188,88 % dell'anno 2001 rispetto al 1999. Si sottolinea che per l'anno 1999 non vi sono aliquote superiori allo 0,2 e che per il 2000 non vi sono aliquote superiori allo 0,4 in quanto solo al secondo o al terzo anno di applicazione era possibile adottare un'aliquota superiore all'anno precedente, in ottemperanza al principio di gradualità previsto dalla normativa.
  •  grafico Grafico 16. - Questo grafico mostra i dati dei comuni italiani che per gli anni 1999-2001 hanno deliberato l'applicazione e/o la modifica dell'aliquota dell'addizionale comunale all'Imposta sul reddito delle persone fisiche, con dati aggiornati al 9 settembre 2002, ultimi resi disponibili sul sito internet del Ministero dell'economia e delle finanze. Per tutte le regioni si nota un andamento crescente dall'anno 1999 al 2001, in linea con l'andamento nazionale. La serie storica triennale dei dati spinge alle stesse considerazioni espresse a proposito del grafico 3.
  •  grafico Grafico 17. - Questo grafico mostra i dati del precedente grafico 16, ancora una volta distribuiti per regione, ma espressi in valore percentuale del numero di enti interessati rispetto al numero totale di enti appartenenti a ciascuna regione. Anche in questo grafico, per tutte le regioni, si può notare un andamento crescente dall'anno 1999 al 2001, in linea con l'andamento nazionale. La serie storica triennale dei dati spinge alle stesse considerazioni espresse a proposito del grafico 4.
  •  grafico Grafico 18. - Mostra il gettito regionale, in migliaia di euro, del provento derivante dall'applicazione delle aliquote all'addizionale comunale all'IRPEF del triennio 1999-2001, stimato sulla base del reddito imponibile IRPEF dell'anno 1999, dato ultimo disponibile comunicato dal Ministero dell'economia e delle finanze (sono naturalmente escluse le regioni Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e Valle d'Aosta). Il gettito è da considerarsi definitivo per l'anno 1999, mentre per il successivo biennio rappresenta la stima di gettito, suscettibile dei necessari conguagli allorché il competente Ministero dell'economia e delle finanze comunicherà i dati definitivi relativi al reddito imponibile IRPEF degli anni 2000 e 2001. Nel grafico si nota l'andamento crescente del gettito di ciascuna regione in linea con il dato nazionale. La serie storica triennale dei dati ripercorre le considerazioni già espresse a proposito del grafico 12.
  •  grafico Grafico 19. - Questo grafico mostra i dati del precedente grafico 18, ancora una volta distribuiti per regione, ma espressi in valore medio pro capite, determinato dal rapporto, per ciascuna regione, tra la somma del gettito dei relativi comuni interessati e la popolazione degli stessi comuni interessati.. Anche in questo grafico, per tutte le regioni, si può notare un andamento crescente dall'anno 1999 al 2001, in linea con l'andamento nazionale. Spiccano i valori massimi di Marche e Liguria e quelli minimi della Calabria. Contrariamente al precedente grafico, si evince che i valori possono essere ritenuti omogenei se considerati per zona geografica: il Nord Italia con valori sopra la media nazionale, il Centro con valori sostanzialmente in linea con la media nazionale ed il Sud con valori decisamente sottomedia, mentre la Sicilia e la Sardegna presentano valori, rispettivamente, sottomedia ed in linea con la media nazionale.
  •  grafico Grafico 20. - Mostra il reddito imponibile IRPEF dell'anno 1999, dato ultimo disponibile comunicato dal Ministero dell'economia e delle finanze (sono naturalmente escluse le regioni Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e Valle d'Aosta), espresso in valore medio pro capite regionale e riferito ai soli comuni che hanno adottato l'addizionale per ciascun anno di riferimento (1999, 2000 oppure 2001). A fronte del valore medio pro capite nazionale (8.137,50 euro per il 1999, 8.456,48 euro per il 2000 e 8.524,19 euro per il 2001), i valori massimi si riscontrano nell' Emilia Romagna e quelli minimi in Calabria; complessivamente la situazione è analoga a quella evidenziata nel precedente grafico 19: reddito medio pro capite al di sopra della media nazionale nelle regioni del Centro-Nord ed al di sotto nelle regioni del Centro-Sud.

A corredo dei grafici citati, sono allegate sette tabelle, numerate, contenenti i dati utilizzati per l'esposizione grafica.

8. Conclusioni.

L'innovazione normativa che ha introdotto l'addizionale comunale all'IRPEF nel panorama delle entrate proprie dei comuni, ha sicuramente determinato un cospicuo afflusso di risorse finanziarie immediatamente disponibili per le casse dei comuni e di conseguenza la maggiore autonomia finanziaria degli enti stessi. Nel quadro triennale rappresentato con i grafici allegati emerge ancora una volta che i comuni del centro- nord Italia sono i più pronti a sfruttare tutti risvolti dell'evoluzione normativa in materia finanziaria e, comunque, a beneficiare di più consistenti flussi finanziari, derivanti dalla loro maggiore redditualità, sia in valore medio pro capite che in valore assoluto, e della loro più favorevole condizione socio-economica. Analoghe considerazioni possono essere espresse per i comuni appartenenti alle classi demografiche più ampie (comuni medio-grandi)
Inoltre, occorre evidenziare che il completo iter attuativo dell'addizionale comunale all'IRPEF, prevede adempimenti a carico dei sostituti d'imposta ed il successivo intervento del Ministero dell'interno, per la conseguente attribuzione ai comuni. Ciò comporta più procedure di pagamento nel corso dell'anno finanziario. Infatti, come evidenziato nelle tabelle che descrivono le assegnazioni, emerge che questo Ministero non procede ad un unico pagamento, ad avvenuta acquisizione di tutte le somme, ma aziona tempestivamente le procedure di pagamento appena raggiunto un congruo importo da assegnare. Tale gestione permette agli enti locali di fruire del gettito dell'addizionale nei tempi più rapidi consentiti dalla procedura.
D'altro canto, però, le continue rettifiche per errori materiali nella procedura di divulgazione delle aliquote adottate dai comuni, comportano la pendenza di molte situazioni da subordinare ai necessari conguagli, positivi per gli enti, ma anche negativi, con notevole aggravio delle procedure di pagamento delle competenze dovute.
Tale situazione si amplia in virtù della indisponibilità contestuale, da parte del Ministero dell'economia e delle finanze, dei dati relativi al reddito imponibile IRPEF. Infatti, l'indisponibilità dei suddetti dati relativi agli anni 2000 e 2001, con i quali determinare il gettito definitivo dell'addizionale per gli anni 2000 e 2001, fanno sì che sino alla data odierna sono state possibili solo previsioni di gettito con la conseguente erogazione solo di somme vicine a quelle spettanti a ciascun comune, in attesa dei dati definitivi necessari per determinare i conguagli a titolo definitivo. In sostanza, i comuni interessati, per gli anni 2000 e 2001, sono ancora creditori di somme sia pur minime a titolo di addizionale all'IRPEF per anni precedenti.


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