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Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali

 

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Circolare F.L. 7/2017

  • ALLE PREFETTURE -  U.T.G. 
  •  LORO SEDI
  • AL   COMMISSARIATO  DEL  GOVERNO  PER  LA  PROVINCIA  DI
  • TRENTO
  • AL   COMMISSARIATO  DEL  GOVERNO  PER  LA  PROVINCIA  DI
  • BOLZANO
  • ALLA PRESIDENZA DELLA REGIONE AUTONOMA VALLE D’AOSTA
  • AOSTA

OGGETTO: Certificazione dimostrativa della copertura tariffaria del costo di alcuni servizi per l’anno 2016 degli enti che presentano una situazione di deficitarietà strutturale nella tabella allegata al certificato al rendiconto dell’esercizio finanziario 2014.

Premessa
Con la presente circolare si forniscono istruzioni in merito all’applicazione della disciplina sulla deficitarietà strutturale degli enti locali e sugli adempimenti di competenza di codesti Uffici, sulla scorta di quelle già diramate negli scorsi anni.

  •  1) Deficitarietà e modulistica relativa alle certificazioni

Com’è noto, gli enti locali che si trovano in condizioni strutturalmente deficitarie, nonché gli enti che hanno deliberato lo stato di dissesto finanziario, sono tenuti a dimostrare annualmente, con apposita certificazione, l’avvenuta copertura al livello minimo dei costi complessivi di gestione di alcuni servizi. Il comma 3 dell’articolo 242 del TUEL prescrive che le norme sulla deficitarietà si applicano a comuni, province e comunità montane.
Inoltre, così come precisato nella circolare F.L n. 14 del 2010, tale disciplina riguarda solo per esigenze conoscitive gli enti locali della regione Friuli Venezia Giulia, della Valle d’Aosta e delle province autonome di Trento e Bolzano.

Circa la modulistica da utilizzare relativamente alla dimostrazione del rispetto della copertura del costo dei servizi dell’anno 2016, per gli enti deficitari nello stesso anno 2016 sulla base delle risultanze delle certificazioni di bilancio consuntivo 2014, la stessa è quella di cui al decreto ministeriale 14 marzo 2017 - adottato ai sensi dell’articolo 243, comma 4, del decreto legislativo n. 267 del 2000 - pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, Serie ordinaria, n. 70 del 24 marzo 2017.

Il testo di tale decreto è, altresì, visualizzabile sulla pagina internet di questa Direzione all’indirizzo http://finanzalocale.interno.it/circ/dec14-17.html e fissa, al 31 maggio 2017, il termine per l’adempimento circa la dimostrazione della copertura del costo dei servizi per l’anno 2016.

Dalla medesima pagina è inoltre possibile accedere ai modelli dei certificati in formato pdf compilabile (c.d. “editabile”).

Tali modelli potranno essere stampati e compilati nei tradizionali modi oppure potranno essere compilati direttamente su pc.

Si fa presente che tale ultima modalità di compilazione non esime l’ente dal verificare il corretto funzionamento delle formule inserite nel pdf “editabile”, il cui impiego su pc avviene, pertanto, sotto la esclusiva e diretta responsabilità dell’ente utilizzatore. 

  • 2) Acquisizione delle certificazioni da parte delle Prefetture-UTG.

Ciascuna Prefettura-UTG vorrà, quindi, richiamare - fin d’ora -  l’attenzione degli enti del territorio di propria competenza, indicati nell’elenco allegato alla presente circolare, sugli adempimenti previsti dalla normativa sulla deficitarietà strutturale, le cui informazioni sono state estratte dalla banca dati delle certificazioni di bilancio di questa Direzione alla data del 28 aprile 2017.

  • 3) Le fattispecie che danno luogo a deficitarietà.

Si rammenta che la condizione di deficitarietà e l’assoggettamento ai relativi controlli può derivare:

dalla presenza nell’apposita tabella, allegata al rendiconto della gestione, di parametri obiettivi dei quali almeno la metà presentino valori deficitari (art. 242, comma 1, TUEL in tema di deficitarietà strutturale);

dal fatto che gli enti non hanno adempiuto alla presentazione  del certificato del rendiconto del bilancio di cui all’articolo 161 del TUEL, ai sensi dell’art. 243, comma 6 dello stesso TUEL (deficitarietà in via provvisoria).

Ad ogni modo, nell’unito elenco, viene fornita precisazione circa la prima o la seconda fattispecie che dà luogo ai controlli. Viene, infatti, indicato se l’ente deficitario sia tale perché presenta parametri dei quali almeno la metà deficitari (voce SI alla quarta colonna), oppure perché non ha presentato il certificato del rendiconto (voce No alla quarta colonna).

L’informazione circa l’avvenuta presentazione o meno del certificato del rendiconto viene riportata anche per gli enti che hanno dichiarato lo stato di dissesto, ma è evidente che per tali enti ciò che assume rilevanza è la condizione connessa alla situazione di dissesto.

In ogni caso, la dimostrazione della copertura dei costi di gestione dei servizi concerne l’esercizio 2016 e interessa gli enti deficitari individuati sulla base della tabella allegata al certificato del rendiconto dell’anno 2014 -  secondo quanto prescritto al secondo periodo del comma 1 del richiamato articolo 242 del TUEL - con la puntualizzazione che gli enti deficitari in via provvisoria sono tenuti alla certificazione sempreché  permangano - al 31 maggio  2017 - le condizioni di inadempienza.

Si rammenta, altresì, che, ai sensi dell’articolo 243 bis, comma 8, lettere b) e c) del decreto legislativo n. 267 del 2000, sono assoggettati ai controlli in materia di copertura del costo dei servizi a domanda individuale, nonché alla copertura integrale dei costi della gestione del servizio smaltimento dei rifiuti solidi urbani e del servizio acquedotto gli enti interessati dalla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale.

L’elenco di tali enti tenuti alla presentazione della certificazione in oggetto per l’anno 2016, sarà fornito con separata e successiva comunicazione.
    

  • 4) Applicazione delle sanzioni.        

Come prescritto dal predetto decreto ministeriale del 14 marzo 2017, l’irrogazione delle sanzioni per gli enti che - pur essendo a ciò tenuti in conseguenza della situazione di deficitarietà strutturale – risultano non aver rispettato i limiti minimi di copertura del costo dei servizi sulla base dell’apposita certificazione o che non hanno dato dimostrazione di tale rispetto trasmettendo la prevista certificazione, è affidata alla competenza di codesti Uffici.

Invece, per gli enti che, allo scadere del 31 maggio 2017, non avranno ancora provveduto alla presentazione del certificato al rendiconto di bilancio 2014 con l’annessa tabella di riscontro dei parametri (deficitarietà in via provvisoria) codesti Uffici vorranno provvedere a sollecitarne l’invio sino al definitivo adempimento, nelle more del quale, tuttavia, non dovrà essere applicata la sanzione di cui al citato art. 243, comma 5, TUEL.

Infatti il Consiglio di Stato, Sezione Prima, con parere n. 01499/2015 reso nell’udienza del 21 dicembre 2016, ha rilevato che non è condivisibile la tesi secondo cui il comma 5 predetto opera, ai fini dell’applicazione della sanzione, “un’equiparazione tra i comuni in condizioni strutturalmente deficitarie e quelli che non inviino tempestivamente e correttamente compilata la documentazione richiesta, volta ad asseverare la sana gestione finanziaria e l’assenza di situazioni di squilibrio nella tenuta dei conti”.

Secondo il citato Consesso, nelle more dell’invio della certificazione al rendiconto di bilancio, non scatta alcuna “presunzione di deficitarietà che prevede l’automatica applicazione della sanzione”.

La previsione di cui al comma 5, ad avviso del Consiglio di Stato, è chiara nello stabilire “che la sanzione ivi prevista può essere applicata solo alle province ed ai comuni in condizioni strutturalmente deficitarie e che la norma non sanziona il mancato rispetto dei tempi e delle modalità per la presentazione e il controllo della certificazione, come determinate dalla relativa disciplina ministeriale, ma unicamente il mancato rispetto - da parte degli enti strutturalmente deficitari – dei livelli minimi di copertura dei costi di gestione o l’omessa dimostrazione di tale rispetto” (ovvero l’omesso invio della prescritta certificazione della copertura dei costi).

Ciò premesso, si comunica che, con successiva nota, si forniranno aggiornamenti sullo stato della presentazione delle certificazioni di rendiconto al bilancio al fine di dare un quadro definito al 31 maggio 2017.

Inoltre, si rammenta che gli enti dissestati sono soggetti all’obbligo certificativo senza, tuttavia, essere destinatari del relativo sistema sanzionatorio.

5) Adempimenti delle Prefetture-UTG.
              Ciascuna Prefettura-UTG avrà cura di acquisire le certificazioni indicate in oggetto dagli enti locali tenuti a tale trasmissione, come previsto all’articolo 3 del predetto decreto ministeriale 14 marzo 2017, ed applicare le sanzioni con provvedimento della stessa Prefettura-UTG se verrà riscontrato - da parte degli enti strutturalmente deficitari – il mancato rispetto dei livelli minimi di copertura dei costi di gestione o l’omessa dimostrazione di tale rispetto (ovvero l’omesso invio della prescritta certificazione della copertura dei costi).

Solo nel caso di applicazione della sanzione, andrà trasmessa alla scrivente Direzione Centrale (indirizzo PEC: finanzalocale.prot@pec.interno.it) la seguente documentazione:
- un originale della certificazione prodotta dall’ente ed un originale del provvedimento di applicazione della sanzione;

- solo un originale del provvedimento di applicazione della sanzione, nel caso non venga trasmessa la certificazione.

 6)  Disposizioni normative sulle sanzioni.

La quantificazione della sanzione da applicare è fissata all’1 per cento del valore delle entrate correnti risultanti dal certificato di bilancio di cui all’articolo 161 del TUEL del penultimo esercizio finanziario rispetto a quello nel quale viene rilevata l’inadempienza, ai sensi del comma 5 dell’articolo 243 del TUEL.

Pertanto, le sanzioni da applicare nel 2016, a seguito della rilevazione dell’inadempienza in tale anno, andranno calcolate con riferimento all’1 per cento delle entrate correnti risultanti dal certificato al rendiconto dell’anno 2015 e, ove tale certificato non risulti presentato, al certificato dell’ultima annualità disponibile.

Si sottolinea anche che le comunità montane, pur rientrando fra gli enti locali cui si applicano gli adempimenti sulla deficitarietà strutturale, non sono assoggettate alla sanzione secondo il disposto di cui al comma 5 del citato articolo 243.

7) Copertura del costo del servizio smaltimento dei rifiuti solidi urbani ed equiparati.

In aggiunta a quanto rappresentato, si ritiene utile rammentare alcuni aspetti concernenti la copertura del costo del servizio smaltimento dei rifiuti solidi urbani ed equiparati.

Al riguardo, l’art. 243, comma 2, lettera c) del TUEL stabilisce che il costo complessivo della gestione del servizio predetto, riferito ai dati della competenza, deve risultare coperto, con la relativa tariffa, almeno nella misura prevista dalla legislazione vigente.

Com’è noto, la legge di stabilità per l’anno 2014 (l. 147/2013) ha operato una radicale riforma delle modalità di finanziamento del servizio di gestione dei rifiuti, eliminando tutti i previgenti prelievi, di natura tributaria come patrimoniale, in materia e sostituendoli con la nuova tassa sui rifiuti (indicata con l’acronimo Tari).

Anche la tassa sui rifiuti, così come era previsto nel previgente tributo sui rifiuti e sui servizi (Tares), deve garantire la copertura integrale dei costi del servizio di gestione dei rifiuti.

Infatti il comma 654 dell’art. 1 della L. 147/2013 prevede che, in ogni caso, debba essere assicurata la copertura integrale dei costi di investimento e di esercizio relativi al servizio in argomento, ricomprendendo anche i costi di cui all’articolo 15 del decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36, ad esclusione dei costi relativi ai rifiuti speciali, al cui smaltimento provvedono a proprie spese i relativi produttori, comprovandone l’avvenuto trattamento in conformità alla normativa vigente.

Si confida nella consueta collaborazione e per eventuali esigenze si segnalano i seguenti referenti: Dott. Carmine La Vita, tel.uff. 06.465.47.931, e-mail carmine.lavita@interno.it
Sig.ra Rita Meniconi, tel.uff. 06.465.47.933, e-mail  rita.meniconi@interno.it

Roma lì, 4 maggio 2017

IL DIRETTORE CENTRALE
(Verde)

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